Coronavirus – COVID-19 le sciarpe possono sostituire le mascherine? Come proteggersi e proteggere


Da domenica 5 aprile, e almeno fino al 13 aprile, i n Lombardia ( e non solo: anche in Toscana) si potrà uscire di casa solo indossando le mascherine (che non sono facilmente reperibili e una mascherina chirurgica in farmacia è venduta, quando c’è, a non meno di 2 euro).

In subordine ci si può coprire naso e bocca in qualunque altro modo, come sciarpe , foulard e scaldacollo.

 

Ma una sciarpa può bastare? «Sciarpe e foulard servono soprattutto a limitare la diffusione dei droplets da persone potenzialmente asintomatiche e quindi inconsapevolmente contagiose, ma hanno un potere filtrante minimo per chi li indossa soprattutto perché non aderiscono bene al volto come può fare una mascherina» spiega il virologo Fabrizio Pregliasco.

Certamente in una situazione come l’attuale dove il virus circola specialmente in Lombardia o in altre zone del Nord Italia , utilizzare una mascherina chirurgica può difendere gli altri se siamo asintomatici e in qualche modo può proteggerci dal contatto con gli altri se non riusciamo a mantenere la distanza consigliata di 1 metro come può succedere sui mezzi pubblici, al supermercato o nelle fabbriche ancora aperte e produttive.

Inoltre indossare una mascherina (o una sciarpa) è un ottimo deterrente dal toccare naso, occhi e bocca perché abbiamo visto che le mucose possono rappresentare la porta di ingresso al virus nel caso di contaminazione da contatto.

Importanza pedagogica
«Il fatto che tutti debbano coprire naso e bocca – aggiunge Pregliasco – ha anche un’importanza pedagogica: il virus sta circolando, tutti facciamo qualcosa per evitare il contagio con una maggiore serenità da parte della popolazione.

Se tutti portiamo mascherina o foulard e non solo i sintomatici saremo sullo stesso piano, senza il rischio di additare chi porta la mascherina come untore.

Certo, sarebbe stato auspicabile avere una direttiva unica, valida per tutti perché in questo modo è chiaro, il rischio è di rimanere disorientati».

Meglio la chirurgica
A livello di popolazione generale la mascherina più raccomandata è quella chirurgica, facilmente indossabile, leggera, più economica.

Limita la diffusione nell’ambiente di particelle potenzialmente infettanti da parte di individui infetti o potenziali infetti bloccando almeno il 95% dei virus in uscita.

Non ha una funzione filtrante in fase inspiratoria, pertanto non protegge dall’inalazione di particelle aeree di piccole dimensioni (aerosol) «ma fornisce comunque una minima protezione anche a chi la indossa da droplets particolarmente potenti» precisa Pregliasco.

La mascherina chirurgica andrebbe cambiata ogni 2-4 ore a secondo di quanto è umida o sporca.

Ma questo vale in ambiente ospedaliero, dove il potenziale contaminante è elevato.

«La popolazione generale – chiarisce Pregliasco, può anche optare per un riciclo, magari spruzzando una piccola quantità di disinfettante a base di alcol o cloro, facendo attenzione a non esagerare per non rovinarne la struttura».

Sciarpe e foulard invece, se utilizzati in sostituzione delle mascherine, vanno lavati.

No alle valvole
Un’alternativa alla chirurgica (e un buon compromesso) sono le FFP1, che hanno un’efficacia filtrante del 78%.

Proteggono gli altri, ma in buona parte anche se stessi. «Rendono però la respirazione più difficoltosa e non si adattano al viso se si ha la barba.

Se dotata di valvola non ha una funzione filtrante in fase espiratoria: significa che chi la indossa protegge se stesso ma non gli altri perché dalla valvola può uscire materiale infetto se chi la indossa è positivo (anche inconsapevole) a Covid-19.

Per questo le mascherine con le valvole sono raccomandate agli operatori sanitari che assistono pazienti infetti o potenzialmente infetti.

Gli occhiali
L’ordinanza della Regione Lombardia impone di indossare sempre la mascherina quando si è in pubblico ma va ricordato che se uno si trova all’aperto da solo la mascherina non serve .

Il distanziamento sociale e il frequente lavaggio delle mani restano le migliori armi. E gli occhiali possono servire?

Gli occhiali possono essere utili a proteggere gli occhi che sono una porta d’ingresso possibile come le mucose.

Si tratta di misure prudenziali in contesto sociale.

 

Burioni: le mascherine ostacolano la diffusione del virus
«Le raccomandazioni possono cambiare nel tempo e variano via via che aumenta la conoscenza di questo che è un nuovo virus.

Ora sappiamo due cose: si tratta di un virus molto contagioso e le mascherine chirurgiche ostacolano tantissimo la sua diffusione.

A dircelo è uno studio pubblicato proprio ieri su Nature Medicine» spiega il virologo Roberto Burioni.

«E questo non solo per proteggerci – aggiunge- ma per proteggere gli altri. «Dunque le mascherine saranno presidi fondamentali nei prossimi mesi. Perché non sappiamo ancora quando potremo uscire, ma speriamo il prima possibile. E dobbiamo essere pronti».

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