Categoria: COMUNICAZIONI

1000 miglia 2021 in Emilia‑Romagna. Il percorso a Parma, Bologna, Modena e Reggio.


Da mercoledì 16 a sabato 20 giugno torna l’appuntamento con la Mille Miglia, la corsa di auto più bella del mondo, che per l’edizione 2021 vedrà sfilare la bellezza di 375 vetture storiche titolate, accompagnate sul percorso da altre auto storiche da collezione per un totale di 500 vetture.

Tra i partecipanti anche John Elkann insieme alla moglie Lavinia Borromeo, Alessandra Mastronardi, Melissa Satta, Camila Raznovich, Cristina Parodi e Caterina Balivo.

La partenza della gara è a Brescia nella giornata di mercoledì 16 giugno dove sono attese anche le Frecce Tricolore. Le vetture storiche poi proseguiranno la gara alla volta del Tirreno con un percorso invertito rispetto al solito, riprendendo quello delle prime gare. Si toccheranno Viareggio e Roma, per poi risalire verso Bologna e tornare a Brescia durante l’ultima tappa.

Il giorno seguente, sabato 19, la quarta tappa della Mille Miglia riparte da Bologna alle 7.15 passando per Modena attraverso la via Emilia. Verrà poi toccata anche Reggio Emilia intorno alle 9.

La corsa lascia poi l’Emilia-Romagna per approdare a Mantova e infine a Verona. L’ultimo tratto della corsa sarà poi tra Verona e Brescia, sulle sponde del Lago di Garda. 

BUONE FOTO A TUTTI

Variante Delta – boom di casi in Gb salgono i ricoveri: a rischio le riaperture del 21 giugno


Nuova impennata di casi di Covid nel Regno Unito, alimentato dalla variante Delta (ex indiana) fino a 7.540, picco giornaliero degli ultimi 4 mesi. 

A preoccupare le autorità sanitarie è soprattutto l’aumento dei ricoveri in ospedale, salito al di sopra delle 1.000 unità per la prima volta da metà maggio. Le persone attualmente ricoverate a causa del Covid sono 1.024, con un aumento di 69 ricoveri rispetto a ieri.


Boris Johnson, dubbi sulle riaperture

Boris Johnson ha avvertito che la corsa ai vaccini, accelerata ulteriormente dal governo, potrebbe non essere sufficiente per procedere con le riaperture in programma il 21 giugno. 

Parlando in Cornovaglia in vista del vertice del G7, il Primo Ministro ha affermato che il governo riesaminerà i dati lunedì, con una settimana di anticipo rispetto alla prima data per la prossima fase della roadmap di aperture.

L’aumento dei casi

Boris Johnson ha aggiunto: «Penso che ciò che tutti possono vedere davvero chiaramente è che i casi stanno aumentando, in alcuni luoghi stanno aumentando i ricoveri e penso che ciò che dobbiamo valutare è la misura in cui il lancio del vaccino, che è stato fenomenale, ha costruito una protezione sufficiente nella popolazione per consentirci di passare alla fase successiva».

«Questo è quello che esamineremo – ha sottolineato – e ci sono argomenti che vengono fatti in un modo o nell’altro, ma saremo guidati dai dati, li esamineremo e li invieremo lunedì»

Variante indiana – la Gran Bretagna accelera sulle seconde dosi


Mentre in Italia si distanziano LE DOSI di vaccino, la Gran Bretagna, che da sempre ha utilizzato per i vaccini l’intervallo temporale maggiore, ha deciso un’inversione di rotta a causa di alcuni focolai di variante indiana (B.1.617.2) che preoccupano il Paese.

Accelerare la vaccinazione completa

È stato lo stesso primo ministro, Boris Johnson, venerdì, ad annunciare che i protocolli di vaccinazione sarebbero stati modificati per fornire rapidamente le seconde dosi alle persone sopra i 50 anni e ha confermato che la presenza della variante indiana potrebbe «forzare un cambio di rotta» che per ora riguarda le politiche vaccinali e non le programmate riaperture, che proseguono come deciso.

Il segretario alla salute, Matt Hancock, ha avvertito che il Regno Unito deve essere cauto per evitare un’esplosione della variante indiana e ha anche detto che il governo prenderà una decisione il 14 giugno sull’opportunità di procedere con l’allentamento totale delle misure previsto per il 21 giugno.

Il professor Adam Finn, del Joint Committee on Vaccination and Immunization (comitato consultivo di esperti indipendenti che fornisce consulenza ai dipartimenti sanitari del Regno Unito) ha supposto che la decisione di potrebbe essere revocata in futuro e ha ribadito che, siccome il vaccino sembra essere efficace contro la variante indiana, «le persone dovrebbero sentirsi ragionevolmente sicure che, se sono completamente vaccinate, il loro rischio di malattie gravi si riduce molto contro questa versione del virus».

I numeri

Il Regno Unito ha vaccinato con almeno una dose il 53,76% della popolazione e «solo» il 28,28% con due dosi, privilegiando dall’inizio la maggiore copertura possibile a livello di numero di persone raggiunte e facendo affidamento sul fatto che già dopo la prima dose i vaccini offrono una buona protezione.

Con l’arrivo della variante indiana, che sembra anche più trasmissibile dell’inglese, la preoccupazione è che questa possa dilagare tra i giovani: solo il 13% dei minori di 40 anni (compresi i bambini) è stato vaccinato.

I focolai in aumento

Il numero di casi di B.1.617 è salito a 1.313 questa settimana in Gran Bretagna dai 520 della scorsa settimana, secondo le statistiche ufficiali. La maggior parte si trovano nell’Inghilterra nordoccidentale.

L’attenzione si è concentrata su Bolton, una città di quasi 200 mila abitanti che ha uno dei più alti tassi di infezione del Paese. Il nuovo rapporto del SAGE (Scientific Advisory Group for Emergencies), un ente pubblico non dipartimentale del governo britannico che fornisce consulenza sull’epidemia, uscito giovedì recita: «Ci sono aree locali… dove numero di nuovi contagi è in aumento. Alcune aree… hanno avuto una continua crescita rapida nelle varianti, e di particolare preoccupazione è la variante B.1.617.2. La trasmissione di questa variante è attualmente più veloce di quella della variante B.1.1.7 (inglese, ndr) più diffusa nel Regno Unito. Ciò si basa sulla crescita osservata nei casi sequenziati».

Il rapporto prosegue: «È una possibilità realistica che sia fino al 50% più trasmissibile e che questa scala di crescita di B.1.617.2 possa portare a un aumento molto grande della trasmissione», cosa che porterebbe a «una ripresa “sostanziale” dei ricoveri».

I timori

Il Regno Unito, che grazie alla sua politica di massiccio sequenziamento dei genomi del SARS-CoV-2 riesce a mappare la crescita di varianti sul suo territorio e ad adeguare le misure, rimane ottimista ma si prepara ad agire: «Ci sono ancora troppo pochi adulti vaccinati per prevenire una significativa rinascita che alla fine potrebbe esercitare una pressione insostenibile sul servizio sanitario» temono i funzionari.

Per questo «nelle aree in cui il numero di infezioni sta aumentando rapidamente ci si può aspettare un aumento ancora più rapido se le misure saranno allentate» e concludono dichiarando di aver informato il Primo Ministro di questo.

BioNTech: fiduciosi sul nostro vaccino contro la variante indiana


 

Il co-fondatore di BioNTech, Ugur Sahin, si è detto “fiducioso” sull’efficacia del proprio vaccino svuluppato con Pfizer anche contro la variante indiana di Covid-19.

“Stiamo ancora testando la variante indiana ma ha delle mutazioni che abbiamo già testato e contro cui il nostro vaccino funziona, quindi sono fiducioso”.

La variante B.1.617, più comunemente conosciuta come indiana, è stata rilevata in “almeno 17 paesi”, tra cui Regno Unito, Stati Uniti, Belgio, Svizzera e Italia, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità.

Il vaccino Pfizer-BioNTech è stato già testato su oltre 30 varianti ottenendo ogni volta almeno una “risposta immunitaria sufficiente”, ha aggiunto Sahin.

Oltre 2,5 milioni di dosi in arrivo in Italia, oggi quasi raggiunto target delle 500mila inoculazioni


L’azienda farmaceutica BioNTech ha annunciato che da giugno il suo vaccino anti-Covid, prodotto in collaborazione con Pfizer, sarà disponibile per la fascia d’età 12-15 anni. Intanto nel mondo si contano quasi 150 milioni i casi di coronavirus (149.242.187): una persona su 50 ha avuto il Covid-19.

Le vittime sono 3.147.016 dall’inizio della pandemia. Oltre 2,5 milioni di dosi in arrivo oggi in Italia. 

Oms: “Crisi in India impone cautela nelle riaperture”.

Arriva in Italia Johnson & Johnson. Come funziona e quanto è efficace


È in arrivo nei prossimi giorni anche in Italia e potrebbe dare una spinta decisiva alla campagna vaccinale italiana in cerca di uno scatto per sconfiggere il Covid-19.

È monodose e dunque non necessita di un richiamo, un vantaggio che al momento lo distingue da tutti gli altri vaccini approvati; può essere conservato in frigo senza congelamento, caratteristica che lo rende idoneo ad una somministrazione in farmacia; come AstraZeneca è a vettore virale; è adatto dai 18 anni in su.

Stiamo parlando del vaccino Johnson&Johnson, le cui prime 184mila dosi delle 400-500mila attese entro la fine di aprile arriveranno in Italia la prossima settimana. Sperando che non si ripetano i ritardi nelle consegne accusati da AstraZeneca.

Le fiale J&J dovrebbero sbarcare tra martedì e mercoledì all’hub della Difesa all’aeroporto di Pratica di Mare, assieme a 175mila dosi di Astrazeneca. Quello di J&J è il quarto vaccino disponibile nel nostro paese dopo Pfizer, Moderna e AstraZeneca. È stato approvato dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) l’11 marzo scorso e dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) il giorno dopo.

La Commissione tecnico-scientifica dell’Aifa ha confermato la valutazione dell’Ema sull’efficacia del vaccino. In generale la sua efficacia nella prevenzione del Covid si aggira intorno al 66% nei trial condotti su 44mila persone, mentre scende al 57% per la variante sudafricana del Covid. Il vaccino Pfizer, a titolo di confronto, ha un’efficacia del 95%, quello di Moderna del 94%, quello di AstraZeneca del 59,5%.

I farmaci a mRna dunque si confermano più efficaci nel prevenire la positività ma quelli virali hanno una capacità simile di evitare le forme gravi di infezione.

Il vaccino J&J arriva infatti a prevenire le forme gravi di Covid fino al 77% dopo 14 giorni dalla somministrazione e almeno all’85% dopo 28 giorni. I dati hanno mostrato che nei soggetti over 65 non si è notata alcuna flessione nella efficacia.

Il vaccino J&J utilizza una tecnologia diversa da quella dei prodotti Pfizer e Moderna che sfruttano una molecola di Rna messaggero che si introduce nelle cellule del nostro corpo e le spinge a produrre l’antigene di Sars-Cov-2 che addestra il sistema immunitario a cercare e neutralizzare il virus.

Nel caso di Johnson&Johnson, invece, parliamo di un vaccino a vettore virale (adenovirus). Un frammento di DNA corrispondente alla proteina spike viene inserito in un virus innocuo per l’uomo e opportunamente modificato. Il virus infetta le cellule umane e il DNA viene così letto e tradotto in proteina. Quest’ultima è l’antigene contro cui monta la risposta immunitaria.

J&J si è impegnata a fornire alla Ue 200 milioni di dosi entro la fine dell’anno. All’Italia ne spetterà una quota proporzionale alla sua popolazione. Entro la fine di giugno l’azienda americana dovrebbe consegnare alla Ue 55 milioni di fiale ma a causa di problemi nella catena di produzione potrebbe non centrare l’obiettivo. Agli Usa ne ha promesse 100 milioni di dosi entro maggio.

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L’Ue presenta il ‘passaporto’ vaccinale, in vigore da giugno


La sicurezza e l’autenticità del certificato sarà garantita da un Qr Code che potrà essere usato per verificare la presenza dei dati sui database. 

“Si tratta di un approccio a livello Ue per il rilascio, la verifica e l’accettazione di certificati per facilitare la libera circolazione all’interno dell’Ue, basato su un rigoroso rispetto della non discriminazione e dei diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione”, spiegano dalla Commissione.

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Il Giappone commemora il decimo anniversario del terremoto e dello tsunami


Il Giappone commemora il decimo anniversario dalla triplice catastrofe di Fukushima: il terremoto di magnitudo 9, il successivo tsunami e la dispersione delle radiazioni dalla centrale nucleare, una serie concatenata di eventi che causarono la morte di oltre 18mila persone.

Nelle prefetture di Fukushima, Iwate e Miyagi è stato osservato un minuto di silenzio alle 14:46 (le 6:46 in Italia), l’orario preciso in cui si verificò il sisma.

Il sisma di magnitudo 9 fu uno dei più potenti mai registrati. Scatenò un enorme tsunami che spazzò l’entroterra, distruggendo le città e le sue infrastrutture chiave e provocando il collasso della centrale nucleare di Fukushima Daiichi.

Oltre a migliaia di vittime, il triplice disastro provocò quasi mezzo milione di sfollati, di cui oltre 40mila non sono ancora tornati a casa.

Naruhito: “Dieci anni dopo nessuno venga lasciato indietro” 

“Mi fa male il cuore se penso a quanti hanno sofferto, perso i propri cari, il lavoro e le comunità. Mi sembra importante guarire le ferite emotive e occuparci della salute mentale e fisica delle persone colpite, anche degli anziani e dei bambini”.

Lo ha dichiarato l’imperatore giapponese Naruhito durante la commemorazione della tragedia, sottolineando l’importanza di unirsi e ricostruire le proprie vita “senza lasciare neppure un’anima indietro, in questa difficile situazione”.

Naruhito ha rispettato un minuto di silenzio nel memoriale a Tokyo alle 14:46 locali, così come il premier Yoshihide Suga.

VEDI VIDEO IN MEMORIA PER NON DIMENTICARE

CON FRASI

DEL IMPERATORE HIROHITO

E

SCRITRICE BANANA YOSHIMOTO

 

GIAPPONE Tsunami 11 Marzo 2011

per non dimenticare

Un piccolo dispositivo – misurazioni precise anche a casa


Un’esigenza che cresce ulteriormente con le nuove patologie che si stanno diffondendo purtroppo in tutto il mondo, con le malattie di origine cardiovascolare che sono diventate la prima causa di mortalità nei paesi economicamente sviluppati.

L’età non è l’unico fattore coinvolto!

I dispositivi che scegliamo per questo tipo di misurazioni devono essere facili da utilizzare per tutti, pratici e anche precisi.

Ci sono oggi sul mercato decine di dispositivi che possono aiutarci a tenere traccia di queste misurazioni. Non tutti però, possono offrire un calcolo preciso di questi valori, funzionalità e durata nel tempo.

Possiamo avere a casa misurazioni di livello professionale, senza spendere una fortuna?

Assolutamente sì. Oggi è disponibile IL SATURIMETRO, che in un unico dispositivo ci permette di misurare battiti cardiaci al minuto, saturazione di ossigeno nel sangue e anche pressione, semplicemente con una clip da applicare sul dito.

Come funziona?

Nato per essere facile da usare per tutti. Non ci sono cavi da collegare o complicate impostazioni da modificare. Il prodotto arriva a casa ed è già pronto all’uso!

Basterà infilare l’indice nel dispositivo, aiutandosi a posizionarlo tramite la comoda clip e aspettare che vengano effettuate le misurazioni.

Bastano pochi secondi e nessuna esperienza medica pregressa per avere a casa propria le misurazioni precise dei Battiti Al Minuto, della Saturazione dell’Ossigeno e della Pressione.

Tutto in un dispositivo leggero, progettato per durare e che potremo portare con noi sempre: in palestra come al lavoro, a scuola come in vacanza.

L’importanza della saturazione dell’ossigeno nel sangue

Non dobbiamo misurare ossessivamente la saturazione di ossigeno nel sangue, ma un controllo periodico può aiutarci a scacciare diverse problematiche collegate a patologie dall’esito anche importante.

  • Il valore di riferimento: per i soggetti in buona salute la saturazione di ossigeno normale oscilla tra 97% e 99%, a patto che il nostro livello di emoglobina sia normale.
  • Fino al 95% possiamo ritenere la situazione comunque entro valori di normalità, senza che ci siano delle preoccupazioni eccessive per il nostro stato di salute.

Il saturimetro ci permette di tenere sotto controllo questo importantissimo valore in pochi secondi, quando vorremo, anche ogni giorno. Offre questa misurazione senza problemi e senza difficoltà di utilizzo, precisa perché di grado medico anche se disponibile nelle case di tutti gli italiani.

Misurare la pressione

La pressione arteriosa è uno dei valori più importanti da monitorare per essere certi del nostro buono stato di salute. Per chi soffre già di patologie, anche lievi, di carattere cardio-circolatorio, può essere importante tenerla sotto controllo, evitando magari di ricorrere a pompe ed altri sistemi molto ingombranti.

Per chi ha bisogno in mobilità di una soluzione molto pratica, ideale per chi soffre di:

❌ Pressione alta
❌ Pressione bassa
❌ Pressione con grandi variazioni durante la giornata

Può essere la soluzione più ideale. Una soluzione che ci permette di avere sempre ed in pochi secondi una buona misurazione della nostra pressione arteriosa.

Bradicardia e tachicardia

Sono due livelli anormali di numero di battiti cardiaci al minuto. Il livello di normalità è scientificamente fissato tra i 60 e i 100, con il limite inferiore che delinea la bradicardia e quello superiore che invece segnala tachicardia.

La misurazione di questo valore può aiutare i pazienti che soffrono di flutter striale, fibrillazione ventricolare, tachicardia.

Nuovo Dpcm: ecco cosa si può fare e cosa è vietato. Anche a Pasqua


Il nuovo Dpcm, il primo firmato dal neo Presidente del Consiglio Mario Draghi entrerà in vigore sabato 6 marzo e resterà valido fino al 6 aprile, Pasqua compresa.

Ecco cosa si può e non si può fare a seconda dei colori delle regioni o dei singoli territori.

Spostamenti nazionali

In tutta Italia è vietato spostarsi tra regioni, anche se si trovano in fascia bianca o gialla. Si può uscire dalla propria regione soltanto per motivi di lavoro, salute e urgenza, possibilmente portando con sé il modulo di autocertificazione. In zona arancione è vietato anche uscire dal proprio comune di residenza e rossa.

Spostamenti internazionali

Si amplia il novero dei Paesi interessati della sperimentazione dei voli cosiddetti “Covid tested”. A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l’ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli 

Seconde case

Si può andare nelle seconde case, ma soltanto se si trovano in una regione gialla o arancione e soltanto se per farlo non si deve uscire da una regione arancione scuro o rossa. Chi vive in zona arancione scuro non può uscire dal Comune di residenza anche per andare in una seconda casa. Vietato, in ogni caso, invitare amici o parenti che non facciano parte del proprio nucleo familiare. In caso di case condivise o in multiproprietà potrà andare solo una famiglia alla volta. Bisogna inoltre dimostrare di essere proprietari o affittuari da una data antecedente il 14 gennaio 2021.

Coprifuoco

Nelle aree gialle, arancioni e rosse resta il “coprifuoco” alle ore 22 e fino alle 5 del mattino. In zona bianca le ordinanze regionali possono invece rinviare l’orario del ritorno a casa. La Sardegna – prima regione a conquistare il colore bianco – ha fissato il divieto di uscire dalle 23,30 alle 5.

Scuole

Dal 6 marzo nelle zone rosse vengono sospese le attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Nelle zone arancioni e gialle, i presidenti delle Regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica: nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti; nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni; nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

Visite ad amici e parenti

Chi vive in zona rossa non può andare a trovare a casa amici e parenti nemmeno una sola volta al giorno, neanche a Pasqua, come avveniva invece a Natale. 

Bar e ristoranti

In zona gialla bar e ristoranti possono restare aperti fino alle 18. Da quell’orario in poi è consentito l’asporto, fino al coprifuoco delle 22, e la consegna a domicilio, senza limiti di orario. In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 solo per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande, comprese le enoteche (ma senza degustazione): da questi si potranno acquistare bevande alcoliche e analcoliche ‘da asporto’, senza consumo sul posto, fino alle 22. Dopo le 18 per bar e simili (esercizi senza cucina) resta sempre il divieto dell’asporto dopo le 18.

Negozi

In zona gialla e arancione le attività commerciali sono aperte con orari spesso scaglionati e ingressi contingentati. Nelle zone rosse invece i negozi sono chiusi, tranne quelli dei beni di prima necessità.

Centri commerciali

Nei weekend e nei giorni festivi e prefestivi i negozi all’interno dei centri commerciali devono restare chiusi ad eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. In zona rossa queste restrizioni sono ancor più stringenti perché possono restare aperti solo gli alimentari, le farmacie e i negozi di prodotti agricoli e florovivaistici.

Mercati

Valgono le stesse regole dei centri commerciali.

Servizi alla persona

Nelle zone rosse, saranno chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici.

Palestre, piscine e impianti sciistici

Palestre, piscine e impianti sciistici rimarranno chiusi in tutta Italia.

Cinema, musei e teatri

Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi.

Dal 27 marzo, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala.

Feste, fiere e discoteche

Ancora vietate tutte le forme di assembramento, anche in zona bianca. Quindi le feste restano vietate. Le discoteche devono restare chiuse, come i centri fieristici e congressuali.

Tavolo di confronto con le Regioni

È istituito un tavolo di confronto presso il ministero della salute, con componenti in rappresentanza dell’Istituto superiore di sanità, delle Regioni e delle Province autonome, del ministro per gli Affari regionali e le autonomie e del Comitato tecnico-scientifico, con il compito di procedere all’eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti.

Zone bianche

Nelle zone bianche, per ora solo la Sardegan, si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l’obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali) e i protocolli di settore. Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi). Si istituisce un “tavolo permanente” presso il Ministero della salute, con i rappresentanti delle regioni interessate, del Comitato tecnico-scientifico e dell’Istituto superiore di sanità, per monitorare gli effetti dell’allentamento delle misure e verificare la necessità di adottarne eventualmente ulteriori.

L’Austria si ribella sui vaccini. “Non faremo più affidamento sull’Ue”


 

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, prima del suo viaggio in Israele, annuncia un cambio di rotta per quanto riguarda i vaccini anti-Covid.

Austria, Danimarca e gli altri ‘first mover’ “in futuro non faranno più affidamento sull’Ue e, insieme a Israele, nei prossimi anni produrranno dosi di vaccino di seconda generazione per ulteriori mutazioni del coronavirus e lavoreranno insieme alla ricerca di opzioni di trattamento”, afferma Kurz in una dichiarazione diffusa dall’Apa.

Secondo il cancelliere, atteso giovedì in Israele, “il fabbisogno della sola Austria è stimato a circa 30 milioni di dosi di vaccino”.

In vista del viaggio in Israele, Kurz incontrerà oggi i rappresentanti delle principali società farmaceutiche austriache.

Nella dichiarazione il cancelliere afferma che l’approccio tramite l’Ue ”è stato fondamentalmente corretto, ma l’Ema (Agenzia europea per i medicinali) è troppo lenta con le approvazioni dei vaccini e ci sono rallentamenti nelle consegne da parte delle aziende farmaceutiche”.

“Dobbiamo quindi prosegue Kurz prepararci a ulteriori mutazioni e non fare più solo affidamento sull’Ue per produrre vaccini di seconda generazione”.

Secondo gli esperti, nei prossimi anni, due terzi della popolazione, ovvero oltre sei milioni di austriaci, dovranno essere vaccinati ogni anno, precisa il cancelliere.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto ieri, secondo Reuters, che con Kurz e il primo ministro danese Mette Frederiksen parlerà di “una collaborazione sulla produzione di vaccini”.

Una posizione, quella austriaca, apprezzata in Italia da Matteo Salvini: “La salute degli italiani dovrebbe venire prima di qualsiasi ragionamento. Se ci possono aiutare israeliani, americani o russi, facciamoci aiutare da israeliani o americani o russi. Se ci possono aiutare gli amici di San Marino, io dico: perché no? Facciamo come gli altri Paesi, non aspettiamo per forza la Ue ma organizziamoci anche per conto nostro sui vaccini”.