Nuovo vacino Novavax, a base di proteine efficace anche contro le varianti


La Commissione europea ha firmato un accordo con l’azienda Usa per fornire ai Paesi dell’Unione fino a 200 milioni di dosi nel quarto trimestre 2021 e nei prossimi due anni.

Novavax potrebbe essere il quinto vaccino anti Covid autorizzato in Europa, dopo Pfizer/BioNTech, Moderna, AstraZeneca e Johnson & Johnson. La Commissione Ue ha firmato un accordo con la casa farmaceutica statunitense per fornire ai Paesi dell’Unione fino a 200 milioni di dosi nel quarto trimestre 2021 e nei prossimi due anni. L’intesa diventerà operativa non appena il vaccino sarà giudicato «sicuro ed efficace» dall’Agenzia europea per i medicinali.

Vaccino proteico

«Il contratto con un’azienda che sta già testando con successo il suo vaccino contro le nuove varianti è una garanzia aggiuntiva per la protezione della nostra popolazione» ha osservato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. La commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, ha sottolineato che le vaccinazioni in Europa «vanno avanti e stiamo per raggiungere l’obiettivo del 70% della popolazione completamente vaccinata.

L’accordo con Novavax amplia il nostro portafoglio includendo un altro vaccino a base di proteine, tipologia che sta dando promettenti risultati nei trial clinici». NVX-CoV2373 (questo il nome del vaccino) è prodotto in collaborazione con Cepi, Coalition for epidemic preparedness innovations.

Perché è importante?
Quello di Novavax è un vaccino a base di proteine ricombinanti, molto probabilmente sarà il primo di questo tipo a essere approvato contro Sars-CoV-2. Finora abbiamo usato vaccini a vettore virale, a mRna e a virus inattivato. «NVX-CoV2373 (è il nome del vaccino) agisce in modo diverso: introduce nell’organismo la proteina Spike messa a punto in laboratorio e mixata con un adiuvante a base di saponina che serve per stimolare il sistema immunitario innato. Quest’ultimo aiuta a sua volta l’innesco della «risposta adattativa», ovvero i linfociti T e B, e di conseguenza la produzione di anticorpi diretti contro il coronavirus», spiega Sergio Abrignani, professore ordinario di Patologia generale all’Università Statale di Milano e direttore dell’Istituto nazionale di Genetica molecolare «Romeo ed Enrica Invernizzi», oltre che membro del Comitato tecnico-scientifico per l’emergenza Covid.

Esistono altri vaccini sviluppati con proteine ricombinanti?
Sì, è una tecnica utilizzata da più di trent’anni: ha permesso di produrre vaccini oggi usati anche per proteggere i neonati, senza il rischio di effetti collaterali di rilievo: sono quelli contro l’epatite B, il meningococco B, l’herpes zoster e l’Hpv.

Cosa sappiamo di Novavax?

Il trial clinico di fase 3 mostra che il vaccino ha un’efficacia comparabile a quelli a mRna (Pfizer e Moderna). Lo studio conclusivo, condotto in Gran Bretagna quando la variante Alfa era prevalente e pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha confermato un’efficacia del 96,4% contro il ceppo originario del virus, dell’86,3% contro la variante Alfa e dell’89,7% in generale. Da un’altra indagine, condotta negli Stati Uniti e in Messico, risulta il 100% di protezione contro la malattia moderata e grave e il 90,4% di efficacia totale. Altri test in Sudafrica hanno dimostrato un’efficacia di circa il 60% contro la variante Beta, ritenuta finora la più «cattiva» (anche se la sua diffusione è limitata). Il vaccino NVX-CoV2373 è anche sicuro: contiene un antigene proteico purificato e non può replicarsi né causare Covid.

Qual è la schedula e come viene conservato?
Sono previste due iniezioni a 21 giorni di distanza. Il vaccino va tenuto in frigo, a 2-8°. Ogni fiala contiene dieci dosi.

Potrà essere utilizzato per il richiamo?
Si prevede che l’approvazione da parte dell’Ema (Agenzia europea per i medicinali) possa arrivare dopo l’estate. «Il vaccino di Novavax, oltre che essere usato per le terze dosi, può rappresentare un’arma importante verso indecisi e timorosi sottolinea Abrignani, dato che è stato sviluppato con una tecnica collaudata da decenni».

1000 miglia 2021 in Emilia‑Romagna. Il percorso a Parma, Bologna, Modena e Reggio.


Da mercoledì 16 a sabato 20 giugno torna l’appuntamento con la Mille Miglia, la corsa di auto più bella del mondo, che per l’edizione 2021 vedrà sfilare la bellezza di 375 vetture storiche titolate, accompagnate sul percorso da altre auto storiche da collezione per un totale di 500 vetture.

Tra i partecipanti anche John Elkann insieme alla moglie Lavinia Borromeo, Alessandra Mastronardi, Melissa Satta, Camila Raznovich, Cristina Parodi e Caterina Balivo.

La partenza della gara è a Brescia nella giornata di mercoledì 16 giugno dove sono attese anche le Frecce Tricolore. Le vetture storiche poi proseguiranno la gara alla volta del Tirreno con un percorso invertito rispetto al solito, riprendendo quello delle prime gare. Si toccheranno Viareggio e Roma, per poi risalire verso Bologna e tornare a Brescia durante l’ultima tappa.

Il giorno seguente, sabato 19, la quarta tappa della Mille Miglia riparte da Bologna alle 7.15 passando per Modena attraverso la via Emilia. Verrà poi toccata anche Reggio Emilia intorno alle 9.

La corsa lascia poi l’Emilia-Romagna per approdare a Mantova e infine a Verona. L’ultimo tratto della corsa sarà poi tra Verona e Brescia, sulle sponde del Lago di Garda. 

BUONE FOTO A TUTTI

Variante Delta – boom di casi in Gb salgono i ricoveri: a rischio le riaperture del 21 giugno


Nuova impennata di casi di Covid nel Regno Unito, alimentato dalla variante Delta (ex indiana) fino a 7.540, picco giornaliero degli ultimi 4 mesi. 

A preoccupare le autorità sanitarie è soprattutto l’aumento dei ricoveri in ospedale, salito al di sopra delle 1.000 unità per la prima volta da metà maggio. Le persone attualmente ricoverate a causa del Covid sono 1.024, con un aumento di 69 ricoveri rispetto a ieri.


Boris Johnson, dubbi sulle riaperture

Boris Johnson ha avvertito che la corsa ai vaccini, accelerata ulteriormente dal governo, potrebbe non essere sufficiente per procedere con le riaperture in programma il 21 giugno. 

Parlando in Cornovaglia in vista del vertice del G7, il Primo Ministro ha affermato che il governo riesaminerà i dati lunedì, con una settimana di anticipo rispetto alla prima data per la prossima fase della roadmap di aperture.

L’aumento dei casi

Boris Johnson ha aggiunto: «Penso che ciò che tutti possono vedere davvero chiaramente è che i casi stanno aumentando, in alcuni luoghi stanno aumentando i ricoveri e penso che ciò che dobbiamo valutare è la misura in cui il lancio del vaccino, che è stato fenomenale, ha costruito una protezione sufficiente nella popolazione per consentirci di passare alla fase successiva».

«Questo è quello che esamineremo – ha sottolineato – e ci sono argomenti che vengono fatti in un modo o nell’altro, ma saremo guidati dai dati, li esamineremo e li invieremo lunedì»

Variante indiana – la Gran Bretagna accelera sulle seconde dosi


Mentre in Italia si distanziano LE DOSI di vaccino, la Gran Bretagna, che da sempre ha utilizzato per i vaccini l’intervallo temporale maggiore, ha deciso un’inversione di rotta a causa di alcuni focolai di variante indiana (B.1.617.2) che preoccupano il Paese.

Accelerare la vaccinazione completa

È stato lo stesso primo ministro, Boris Johnson, venerdì, ad annunciare che i protocolli di vaccinazione sarebbero stati modificati per fornire rapidamente le seconde dosi alle persone sopra i 50 anni e ha confermato che la presenza della variante indiana potrebbe «forzare un cambio di rotta» che per ora riguarda le politiche vaccinali e non le programmate riaperture, che proseguono come deciso.

Il segretario alla salute, Matt Hancock, ha avvertito che il Regno Unito deve essere cauto per evitare un’esplosione della variante indiana e ha anche detto che il governo prenderà una decisione il 14 giugno sull’opportunità di procedere con l’allentamento totale delle misure previsto per il 21 giugno.

Il professor Adam Finn, del Joint Committee on Vaccination and Immunization (comitato consultivo di esperti indipendenti che fornisce consulenza ai dipartimenti sanitari del Regno Unito) ha supposto che la decisione di potrebbe essere revocata in futuro e ha ribadito che, siccome il vaccino sembra essere efficace contro la variante indiana, «le persone dovrebbero sentirsi ragionevolmente sicure che, se sono completamente vaccinate, il loro rischio di malattie gravi si riduce molto contro questa versione del virus».

I numeri

Il Regno Unito ha vaccinato con almeno una dose il 53,76% della popolazione e «solo» il 28,28% con due dosi, privilegiando dall’inizio la maggiore copertura possibile a livello di numero di persone raggiunte e facendo affidamento sul fatto che già dopo la prima dose i vaccini offrono una buona protezione.

Con l’arrivo della variante indiana, che sembra anche più trasmissibile dell’inglese, la preoccupazione è che questa possa dilagare tra i giovani: solo il 13% dei minori di 40 anni (compresi i bambini) è stato vaccinato.

I focolai in aumento

Il numero di casi di B.1.617 è salito a 1.313 questa settimana in Gran Bretagna dai 520 della scorsa settimana, secondo le statistiche ufficiali. La maggior parte si trovano nell’Inghilterra nordoccidentale.

L’attenzione si è concentrata su Bolton, una città di quasi 200 mila abitanti che ha uno dei più alti tassi di infezione del Paese. Il nuovo rapporto del SAGE (Scientific Advisory Group for Emergencies), un ente pubblico non dipartimentale del governo britannico che fornisce consulenza sull’epidemia, uscito giovedì recita: «Ci sono aree locali… dove numero di nuovi contagi è in aumento. Alcune aree… hanno avuto una continua crescita rapida nelle varianti, e di particolare preoccupazione è la variante B.1.617.2. La trasmissione di questa variante è attualmente più veloce di quella della variante B.1.1.7 (inglese, ndr) più diffusa nel Regno Unito. Ciò si basa sulla crescita osservata nei casi sequenziati».

Il rapporto prosegue: «È una possibilità realistica che sia fino al 50% più trasmissibile e che questa scala di crescita di B.1.617.2 possa portare a un aumento molto grande della trasmissione», cosa che porterebbe a «una ripresa “sostanziale” dei ricoveri».

I timori

Il Regno Unito, che grazie alla sua politica di massiccio sequenziamento dei genomi del SARS-CoV-2 riesce a mappare la crescita di varianti sul suo territorio e ad adeguare le misure, rimane ottimista ma si prepara ad agire: «Ci sono ancora troppo pochi adulti vaccinati per prevenire una significativa rinascita che alla fine potrebbe esercitare una pressione insostenibile sul servizio sanitario» temono i funzionari.

Per questo «nelle aree in cui il numero di infezioni sta aumentando rapidamente ci si può aspettare un aumento ancora più rapido se le misure saranno allentate» e concludono dichiarando di aver informato il Primo Ministro di questo.

BioNTech: fiduciosi sul nostro vaccino contro la variante indiana


 

Il co-fondatore di BioNTech, Ugur Sahin, si è detto “fiducioso” sull’efficacia del proprio vaccino svuluppato con Pfizer anche contro la variante indiana di Covid-19.

“Stiamo ancora testando la variante indiana ma ha delle mutazioni che abbiamo già testato e contro cui il nostro vaccino funziona, quindi sono fiducioso”.

La variante B.1.617, più comunemente conosciuta come indiana, è stata rilevata in “almeno 17 paesi”, tra cui Regno Unito, Stati Uniti, Belgio, Svizzera e Italia, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità.

Il vaccino Pfizer-BioNTech è stato già testato su oltre 30 varianti ottenendo ogni volta almeno una “risposta immunitaria sufficiente”, ha aggiunto Sahin.

Oltre 2,5 milioni di dosi in arrivo in Italia, oggi quasi raggiunto target delle 500mila inoculazioni


L’azienda farmaceutica BioNTech ha annunciato che da giugno il suo vaccino anti-Covid, prodotto in collaborazione con Pfizer, sarà disponibile per la fascia d’età 12-15 anni. Intanto nel mondo si contano quasi 150 milioni i casi di coronavirus (149.242.187): una persona su 50 ha avuto il Covid-19.

Le vittime sono 3.147.016 dall’inizio della pandemia. Oltre 2,5 milioni di dosi in arrivo oggi in Italia. 

Oms: “Crisi in India impone cautela nelle riaperture”.

Arriva in Italia Johnson & Johnson. Come funziona e quanto è efficace


È in arrivo nei prossimi giorni anche in Italia e potrebbe dare una spinta decisiva alla campagna vaccinale italiana in cerca di uno scatto per sconfiggere il Covid-19.

È monodose e dunque non necessita di un richiamo, un vantaggio che al momento lo distingue da tutti gli altri vaccini approvati; può essere conservato in frigo senza congelamento, caratteristica che lo rende idoneo ad una somministrazione in farmacia; come AstraZeneca è a vettore virale; è adatto dai 18 anni in su.

Stiamo parlando del vaccino Johnson&Johnson, le cui prime 184mila dosi delle 400-500mila attese entro la fine di aprile arriveranno in Italia la prossima settimana. Sperando che non si ripetano i ritardi nelle consegne accusati da AstraZeneca.

Le fiale J&J dovrebbero sbarcare tra martedì e mercoledì all’hub della Difesa all’aeroporto di Pratica di Mare, assieme a 175mila dosi di Astrazeneca. Quello di J&J è il quarto vaccino disponibile nel nostro paese dopo Pfizer, Moderna e AstraZeneca. È stato approvato dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) l’11 marzo scorso e dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) il giorno dopo.

La Commissione tecnico-scientifica dell’Aifa ha confermato la valutazione dell’Ema sull’efficacia del vaccino. In generale la sua efficacia nella prevenzione del Covid si aggira intorno al 66% nei trial condotti su 44mila persone, mentre scende al 57% per la variante sudafricana del Covid. Il vaccino Pfizer, a titolo di confronto, ha un’efficacia del 95%, quello di Moderna del 94%, quello di AstraZeneca del 59,5%.

I farmaci a mRna dunque si confermano più efficaci nel prevenire la positività ma quelli virali hanno una capacità simile di evitare le forme gravi di infezione.

Il vaccino J&J arriva infatti a prevenire le forme gravi di Covid fino al 77% dopo 14 giorni dalla somministrazione e almeno all’85% dopo 28 giorni. I dati hanno mostrato che nei soggetti over 65 non si è notata alcuna flessione nella efficacia.

Il vaccino J&J utilizza una tecnologia diversa da quella dei prodotti Pfizer e Moderna che sfruttano una molecola di Rna messaggero che si introduce nelle cellule del nostro corpo e le spinge a produrre l’antigene di Sars-Cov-2 che addestra il sistema immunitario a cercare e neutralizzare il virus.

Nel caso di Johnson&Johnson, invece, parliamo di un vaccino a vettore virale (adenovirus). Un frammento di DNA corrispondente alla proteina spike viene inserito in un virus innocuo per l’uomo e opportunamente modificato. Il virus infetta le cellule umane e il DNA viene così letto e tradotto in proteina. Quest’ultima è l’antigene contro cui monta la risposta immunitaria.

J&J si è impegnata a fornire alla Ue 200 milioni di dosi entro la fine dell’anno. All’Italia ne spetterà una quota proporzionale alla sua popolazione. Entro la fine di giugno l’azienda americana dovrebbe consegnare alla Ue 55 milioni di fiale ma a causa di problemi nella catena di produzione potrebbe non centrare l’obiettivo. Agli Usa ne ha promesse 100 milioni di dosi entro maggio.

Il Giappone commemora il decimo anniversario del terremoto e dello tsunami


Il Giappone commemora il decimo anniversario dalla triplice catastrofe di Fukushima: il terremoto di magnitudo 9, il successivo tsunami e la dispersione delle radiazioni dalla centrale nucleare, una serie concatenata di eventi che causarono la morte di oltre 18mila persone.

Nelle prefetture di Fukushima, Iwate e Miyagi è stato osservato un minuto di silenzio alle 14:46 (le 6:46 in Italia), l’orario preciso in cui si verificò il sisma.

Il sisma di magnitudo 9 fu uno dei più potenti mai registrati. Scatenò un enorme tsunami che spazzò l’entroterra, distruggendo le città e le sue infrastrutture chiave e provocando il collasso della centrale nucleare di Fukushima Daiichi.

Oltre a migliaia di vittime, il triplice disastro provocò quasi mezzo milione di sfollati, di cui oltre 40mila non sono ancora tornati a casa.

Naruhito: “Dieci anni dopo nessuno venga lasciato indietro” 

“Mi fa male il cuore se penso a quanti hanno sofferto, perso i propri cari, il lavoro e le comunità. Mi sembra importante guarire le ferite emotive e occuparci della salute mentale e fisica delle persone colpite, anche degli anziani e dei bambini”.

Lo ha dichiarato l’imperatore giapponese Naruhito durante la commemorazione della tragedia, sottolineando l’importanza di unirsi e ricostruire le proprie vita “senza lasciare neppure un’anima indietro, in questa difficile situazione”.

Naruhito ha rispettato un minuto di silenzio nel memoriale a Tokyo alle 14:46 locali, così come il premier Yoshihide Suga.

VEDI VIDEO IN MEMORIA PER NON DIMENTICARE

CON FRASI

DEL IMPERATORE HIROHITO

E

SCRITRICE BANANA YOSHIMOTO

 

GIAPPONE Tsunami 11 Marzo 2011

per non dimenticare

Coppie – come sopravvivere alla pandemia senza lasciarsi?


Le restrizioni e, in alcune regioni italiane, il nuovo lockdown stanno mettendo a dura prova le persone e le loro relazioni. 

I periodi di quarantena tendono a intensificare le emozioni, cosa che secondo gli psicologi potrebbe portare a un baby boom o a tassi di divorzio più elevati.

Vuoi evitare un destino simile? Leggi assieme al tuo partner i nostri consigli per affrontare l’isolamento sociale. 

Può andare in due modi

Un professore di psicologia dell’Università di Washington ha detto che mentre da un lato i partner potrebbero sentire “un rinnovato apprezzamento per la persona con cui stanno affrontando un futuro spaventoso”, dall’altro questo potrebbe essere il momento in cui ci si rende conto che non si può passare la propria vita con la persona con cui si convive.

Aumento delle nascite

La ricerca scientifica, e la prevedibile natura umana, ha suggerito che quando le coppie sono costrette a stare a casa insieme, nove mesi dopo c’è un aumento delle nascite. Cos’altro dovrebbero fare?

Aumento dei divorzi

Le ricerche mostrano anche che quando le coppie sono costrette a stare a casa per lunghi periodi di tempo insieme, i tassi di divorzio tendono ad aumentare, come a gennaio dopo che le coppie trascorrono le vacanze insieme.

Se ci sono dei problemi, non stressarti

L’equilibrio è la chiave di ogni relazione, come confermano gli studiosi del matrimonio.

E’ necessario il giusto mix di tempo trascorso da soli in coppia e con gli altri, così come un tempo separato per ogni partner. In quarantena è un po’ difficile. Ma ecco alcuni consigli.

Non preoccuparti delle piccole cose

Se uno di voi prende un cucchiaio extra del vostro limitato hummus da quarantena, ricordate che alla fine sarete fuori dalla quarantena e con tutto l’hummus che vorrete.

Sarebbe imbarazzante ricordare un litigio su chi sta mangiando più hummus.

Passate del tempo separati

Scegliete un momento in cui ognuno di voi va a fare qualcosa da solo. Essere bloccati a casa non significa che dovete stare sempre assieme.

Fughe online

Grazie a internet non siamo mai veramente tagliati fuori dal mondo, quindi abbraccia il mondo virtuale e usa le videochiamate per parlare con i tuoi amici e la tua famiglia. Potete anche organizzare una cena virtuale!

Struttura la routine

Stabilite degli orari per la quiete, per i giochi da tavolo, per la musica e quant’altro, per aiutarvi ad essere entrambi più in sintonia.

Scoprite come affrontate la crisi in modo diverso

Forse uno di voi si abbuffa costantemente di informazioni e si sente frustrato quando l’altro non vuole conoscere ogni dettaglio. Né l’uno né l’altro è in torto! 

Vedi i benefici

Cucinare a casa e mangiare insieme è un ottimo modo per rafforzare il vostro legame e fare qualcosa di piacevole per entrambi.

Imparare i modi di affrontare l’altro

Se uno dei due preferisce parlare di rischi e conseguenze e l’altro cerca solo di mantenere un senso di calma e di routine quotidiana, c’è molto spazio per le discussioni. Ditevi l’un l’altro di cosa avete bisogno e perché.

Rispetta il lavoro dell’altro

Molte persone in quarantena lavoreranno da casa, quindi assicuratevi di rispettare le vostre ore di lavoro, di trovare un orario che funzioni per entrambi e di non imporre compiti extra all’altro.

Comunicare

Questo è il problema più grande nella maggior parte dei rapporti anche al di fuori della quarantena, ma ora è ancora più importante. Se qualcosa che ti sta dando fastidio, diglielo e risolvi il problema.

Reazioni diverse

C’è chi riesce ad essere impermeabile agli eventi esterni e chi invece ne viene molto influenzato. Provate a confrontarvi e a conoscervi meglio sotto questo aspetto. 

Forse avete ragione entrambi

Poiché quarantena e coronavirus sono fenomeni nuovi, quando si hanno idee diverse sulle strategie da adottare, si potrebbe avere ragione entrambi.

Lo stress per i bambini

Assicuratevi di assumervi entrambi la stessa responsabilità e di intrattenere i bambini, perché la quarantena esacerba i sentimenti esistenti su chi sta facendo più lavoro.

Fate un piano finanziario

Le finanze sono una delle principali cause di divorzio e, poiché il coronavirus colpisce duramente l’economia, assicuratevi di preparare un piano e di avere un po’ di solidarietà nel farlo.

Consolatevi a vicenda

Quando si prova la stessa paura per la situazione attuale, può essere facile dimenticare di doversi confortare a vicenda.

Evita discussioni pesanti

Evitate gli argomenti su cui sapete di non essere d’accordo. Non è il momento di scatenare una discussione.

Non minimizzare i sentimenti dell’altro

Amy Morin, psicoterapeuta, allenatrice di forza mentale e consulente matrimoniale, ha consigliato che in quarantena ci si aiuti a vicenda a cavalcare le montagne russe delle emozioni, senza dire “Non c’è niente di cui preoccuparsi”.

Iniziate un progetto assieme

Se avete un obiettivo in comune, è più probabile che lavoriate meglio come compagni di squadra. Provate a fare un puzzle, a creare o progettare qualcosa o a cucinare assieme.

Scopri il linguaggio dell’amore

E’ un ottimo momento per sedersi e scoprire quali sono i vostri metodi preferiti per dare e ricevere amore.

Trovate nuove strategie

Anche se non avrete accesso a molti dei vostri precedenti metodi di rilassamento, come andare a fare una passeggiata, potrete scoprire nuove strategie, insieme o in modo indipendente, come esercizi di respirazione, yoga, disegno, ascoltare musica, leggere un libro, o semplicemente camminare su e giù per la stanza!

Siate gentili

Probabilmente ci saranno dei momenti in cui sarai più irritabile. Se cedi al nervosismo, almeno impara a scusarti. Ci sono poche cose che puoi controllare in quarantena, ma la tua gentilezza è una di queste.

Non annoiatevi

Quando si è annoiati, è molto più probabile che si scatenino litigi e che ci si annoi. Assicuratevi di avere intorno a voi distrazioni che possano agire da pacificatori.

Fate assieme le faccende domestiche

Le faccende di casa sono un’altra cosa per cui le coppie litigano, soprattutto quando c’è una lunga lista di cose da fare. Pulite insieme e dopo la quarantena sarete felici di averlo fatto.

Non tutti i sentimenti negativi dipendono dalla relazione

Con lo stress di una malattia potenzialmente mortale e l’essere rinchiusi per giorni senza una fine definitiva, c’è molta rabbia, frustrazione, tristezza e ansia.

Vedila come un’opportunità

Ricordate un tempo in cui avreste voluto essere chiusi in una stanza con questa persona?

Questa potrebbe non essere la più romantica delle circostanze, ma potreste affrontarla con gli stessi obiettivi di conoscere la persona ad un livello più profondo.

La luce in fondo al tunnel

Uno dei modi migliori per superare una situazione stressante è immaginare di parlarne tra un anno, o anche cinque, visto che ora guarderai a questo periodo con una prospettiva diversa.

 

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L’Ue presenta il ‘passaporto’ vaccinale, in vigore da giugno


La sicurezza e l’autenticità del certificato sarà garantita da un Qr Code che potrà essere usato per verificare la presenza dei dati sui database. 

“Si tratta di un approccio a livello Ue per il rilascio, la verifica e l’accettazione di certificati per facilitare la libera circolazione all’interno dell’Ue, basato su un rigoroso rispetto della non discriminazione e dei diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione”, spiegano dalla Commissione.

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Un piccolo dispositivo – misurazioni precise anche a casa


Un’esigenza che cresce ulteriormente con le nuove patologie che si stanno diffondendo purtroppo in tutto il mondo, con le malattie di origine cardiovascolare che sono diventate la prima causa di mortalità nei paesi economicamente sviluppati.

L’età non è l’unico fattore coinvolto!

I dispositivi che scegliamo per questo tipo di misurazioni devono essere facili da utilizzare per tutti, pratici e anche precisi.

Ci sono oggi sul mercato decine di dispositivi che possono aiutarci a tenere traccia di queste misurazioni. Non tutti però, possono offrire un calcolo preciso di questi valori, funzionalità e durata nel tempo.

Possiamo avere a casa misurazioni di livello professionale, senza spendere una fortuna?

Assolutamente sì. Oggi è disponibile IL SATURIMETRO, che in un unico dispositivo ci permette di misurare battiti cardiaci al minuto, saturazione di ossigeno nel sangue e anche pressione, semplicemente con una clip da applicare sul dito.

Come funziona?

Nato per essere facile da usare per tutti. Non ci sono cavi da collegare o complicate impostazioni da modificare. Il prodotto arriva a casa ed è già pronto all’uso!

Basterà infilare l’indice nel dispositivo, aiutandosi a posizionarlo tramite la comoda clip e aspettare che vengano effettuate le misurazioni.

Bastano pochi secondi e nessuna esperienza medica pregressa per avere a casa propria le misurazioni precise dei Battiti Al Minuto, della Saturazione dell’Ossigeno e della Pressione.

Tutto in un dispositivo leggero, progettato per durare e che potremo portare con noi sempre: in palestra come al lavoro, a scuola come in vacanza.

L’importanza della saturazione dell’ossigeno nel sangue

Non dobbiamo misurare ossessivamente la saturazione di ossigeno nel sangue, ma un controllo periodico può aiutarci a scacciare diverse problematiche collegate a patologie dall’esito anche importante.

  • Il valore di riferimento: per i soggetti in buona salute la saturazione di ossigeno normale oscilla tra 97% e 99%, a patto che il nostro livello di emoglobina sia normale.
  • Fino al 95% possiamo ritenere la situazione comunque entro valori di normalità, senza che ci siano delle preoccupazioni eccessive per il nostro stato di salute.

Il saturimetro ci permette di tenere sotto controllo questo importantissimo valore in pochi secondi, quando vorremo, anche ogni giorno. Offre questa misurazione senza problemi e senza difficoltà di utilizzo, precisa perché di grado medico anche se disponibile nelle case di tutti gli italiani.

Misurare la pressione

La pressione arteriosa è uno dei valori più importanti da monitorare per essere certi del nostro buono stato di salute. Per chi soffre già di patologie, anche lievi, di carattere cardio-circolatorio, può essere importante tenerla sotto controllo, evitando magari di ricorrere a pompe ed altri sistemi molto ingombranti.

Per chi ha bisogno in mobilità di una soluzione molto pratica, ideale per chi soffre di:

❌ Pressione alta
❌ Pressione bassa
❌ Pressione con grandi variazioni durante la giornata

Può essere la soluzione più ideale. Una soluzione che ci permette di avere sempre ed in pochi secondi una buona misurazione della nostra pressione arteriosa.

Bradicardia e tachicardia

Sono due livelli anormali di numero di battiti cardiaci al minuto. Il livello di normalità è scientificamente fissato tra i 60 e i 100, con il limite inferiore che delinea la bradicardia e quello superiore che invece segnala tachicardia.

La misurazione di questo valore può aiutare i pazienti che soffrono di flutter striale, fibrillazione ventricolare, tachicardia.