Etichettato: STORIA

Giornata della Memoria – IL CASO KAUFMANN – Giovanni Grasso


Il caso Kaufmann

Giovanni Grasso

Editore: Rizzoli
Anno edizione:2019
In commercio dal:15 gennaio 2019
Pagine: 382 p., Brossura

Descrizione

Con Il caso Kaufmann Giovanni Grasso spinge il lettore a riflettere sulle conseguenze dell’odio, regalandoci un romanzo sull’importanza delle parole e delle piccole azioni che possono cambiare il corso degli eventi, e mostrandoci la dolcezza di un amore nato in un’epoca dominata dalla follia e dalla totale perdita di umanità.

A sconvolgere l’esistenza cupa e afflitta di Lehmann Kaufmann, nel dicembre del 1933, è una lettera. Kurt, il suo migliore amico, gli chiede di prendersi cura della figlia Irene e di aiutarla a stabilirsi a Norimberga. Kaufmann ha sessant’anni, è uno stimato commerciante ebreo, vedovo, e presidente della comunità ebraica di Norimberga – vittima, in quegli anni, della persecuzione nazista.

Irene si presenta da subito come un raggio di sole a illuminare la vita di Leo. Ha vent’anni, è bella, determinata e tra i due si instaura un rapporto speciale fatto di stima, affetto, ma anche di desiderio.
Però è ariana, e le leggi razziali stabiliscono che il popolo ebreo è nemico della Germania.
L’odio, sapientemente fomentato dal governo nazista, entra pian piano nelle vite dei comuni cittadini e le stravolge. Diffidenza e ostilità prendono il posto di rispetto e stima.
Gli sguardi si abbassano, i sorrisi si spengono. E quando anche la Giustizia, nelle mani dello spietato giudice Rothenberger, si trasforma in un mostro nazista, per l’onestà e la verità non ci sarà più scampo.

Giovanni Grasso

Roma, 14 ottobre 1962 è un giornalista, saggista e autore televisivo italiano, consigliere per la stampa e la comunicazione e direttore dell’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica dal 2015.

Studia al liceo classico San Leone Magno di Roma. Walter Mauro è il suo docente di Italiano. Laureato in Lettere moderne presso l’Università “La Sapienza”, è giornalista professionista dal 1989, nonché iscritto alla Stampa parlamentare dal 1991.

Ha lavorato a La Discussione e al servizio politico dell’Agenzia Giornalistica Italia. Nel 1992 è stato assunto al quotidiano Avvenire, come redattore politico parlamentare.

Dal 1996 al 2001 è stato capo dell’ufficio stampa del presidente del Senato della Repubblica Nicola Mancino. Ha ideato e promosso concerti di Palazzo Madama nell’aula del Senato.

Nel 2011, in seguito alla formazione del governo Monti, ha assunto l’incarico di portavoce del ministro della Cooperazione internazionale e dell’Integrazione Andrea Riccardi fino al 2013.

Studioso di storia del movimento cattolico in Italia, ha pubblicato diversi libri e ha partecipato, in veste di relatore, a numerosi convegni storici. È autore di documentari di carattere storico per Rai 3 e Rai Storia. Ha insegnato al Master di Giornalismo dell’Università di Bologna. È socio ordinario del PEN club italiano.

Il 13 febbraio 2015 viene nominato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella Consigliere per la stampa e la comunicazione e Direttore dell’Ufficio Stampa.

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MARCO TRUZZI e IVANO DI MARIA – presentazione del libro “Sui confini” Europa, un viaggio sulle frontiere( Galleria )


Sabato 24 marzo a Scandiano RE, nell’ambito della “Rassegna #io accolgo”,  nello stupendo Salone d’Onore – Rocca dei Boiardo ha avuto luogo la presentazione del libro di – MARCO TRUZZI – ” Sui confini” Europa,un viaggio sulle frontiere alla presenza dell’autore e del fotografo IVANO DI MARIA, una classe di alunni accompagnati dai relativi professori.

Marco Truzzi e Ivano di Maria

 LEGGI ARTICOLI

MARCO TRUZZI – presentazione del libro “Sui confini” Europa, un viaggio sulle frontiere

IVANO DI MARIA – Europe, around the bordes (Galleria)

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MARCO TRUZZI e IVANO DI MARIA – presentazione del libro “Sui confini” Europa, un viaggio sulle frontiere( Galleria )

SULLA DESTRA DI QUESTO BLOG

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Il giornalista Marco Truzzi e il fotografo Ivano Di Maria spiegano agli alunni, che hanno intrapreso un viaggio attraverso l’Europa alla ricerca dei vecchi confini.
Da questa stupenda collaborazione, è nata l’idea di raccontare, documentare e fotografare gli ex-confini tra gli Stati europei prima dell’avvento di Schengen, ma durante i primi viaggi si accorgono che non si può parlare di confini caduti, perché stiamo vivendo anni in cui i confini vengono rimarcati in modo violento.

Il racconto di Truzzi, accompagnato dalle fotografie di Ivano Di Maria, ha inizio a Ceuta che si trova in Africa; quanti disperati ogni giorno giungono al confine, ma non per entrare in Spagna, bensì per contrabbandare merci marocchine da vendere sul suolo spagnolo.

Basilea, città svizzera dove si intrecciano tre confini nazionali; Trucci e Di Maria proseguono verso il Nord Europa, dalla Danimarca alla Svezia correndo in auto sul ponte dell’Øresund, anche in Nord Europa i due italiani scoprono quanto razzismo si annida tra le genti nordiche.

Quindi attraverso i confini della ex-Jugoslavia, infine fanno tappa a Ventimiglia e poi a Calais e infine a Idomeni, tutti luoghi tristemente noti per gli episodi di chiusura totale dei confini.

A Ventimiglia gente accampata sugli scogli; a Calais nella “giungla” fatta di baracche e tende senz’acqua e senza luce; e Idomeni dove i tantissimi bambini giocano nella polvere mentre la polizia greca e quella macedone sparano proiettili di gomma ad altezza d’uomo.

Come ultima tappa e non per importanza una visita ad Auschwitz, uno dei luoghi dove la follia razzista ha generato un vero e proprio inferno in terra.

Auschwitz, come altri campi di prigionia e sterminio non solo nazista, dovrebbero semplicemente essere lì per ricordarci gli errori del passato.

Sui confini. Europa, un viaggio sulle frontiere” di Marco Truzzi (fotografie di Ivano Di Maria)

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Comune di Scandiano – Ufficio Cultura

p.zza Libertà 6 – Scandiano

tel. 0522/764258

cultura@comune.scandiano.re.it

www.comune.scandiano.re.it

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IVANO DI MARIA – Europe, around the bordes (Galleria)


A Scandiano (Reggio Emilia), nella stupenda location dell’Appartamento Estense – Rocca dei Boiardo la mostra fotografica “Europe, around the bordes” del fotografo Ivano Di Maria.

La mostra ( per tutte le età ) resterà aperta ancora sabato 24 marzo e domenica 25 marzo dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

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IVANO DI MARIA – Europe, around the bordes (Galleria)

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Ringrazio vivamente la – Dott.sa Elisa Mezzetti – per l’invito a questo stupendo evento e per l’onore di poterlo fotografare.

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L’Amministrazione comunale ha organizzato, all’interno della seconda parte di iniziative della rassegna “Io accolgo”.

Un percorso per conoscere ed accogliere, la mostra fotografica di Ivano Di Maria dal titolo “Europe, around the bordes”.

Si tratta di un progetto che vuole raccontare i confini europei.

Alcuni di questi non sono che dei punti simbolici dove sopravvivono le tracce di un recente passato, altri invece, sono un dispiegamento di recinzioni, forze di polizia e postazioni di sorveglianza.

Ivano Di Maria parlerà del suo progetto e dei numerosi viaggi fatti di incontri, speranze, rabbie e profonde tragedie umanitarie.

Ingresso libero.

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Per informazioni

Comune di Scandiano – Ufficio Cultura

p.zza Libertà 6 – Scandiano

tel. 0522/764258

cultura@comune.scandiano.re.it

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Ivano Di Maria
BIOGRAFIA

Mi sono laureato al DAMS di Bologna con una tesi sulla fotografia sociale.

Fotografo professionista dal 2003, creo immagini per la comunicazione aziendale, l’editoria e le media e web agency.

Tra i progetti più recenti, una collaborazione con Ing. Ferrari S.p.a. , culminata nella realizzazione di un company profile e nella documentazione dei nuovi cantieri aziendali, e “Territori.Coop”, che seguo dal 2010 per conto di  Coop Centrale Adriatica.

“Territori.Coop” stato insignito del premio all’innovazione “Amica dell’Ambiente 2011” promosso da Legambiente e del riconoscimento “Ethic Award 2011” per un futuro sostenibile, organizzato dal settimanale “GdoWeek”.

Lavoro inoltre a reportages di lungo termine su temi sociali e di attualità, indirizzati alla stampa e all’editoria.

Principali pubblicazioni:

VIVACEMENTE, indagine sull’imprenditoria giovanile in Italia, con testo di Francesca Parravicini (Franco Cosimo Panini, 2010).
CONCRETAMENTE, monografia sul laboratorio d’integrazione sociale, a cura del Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Reggio Emilia (2009).
100 FACCE 100 STORIE, monografia sui Centri Sociali di Reggio Emilia (Comune di Reggio Emilia, 2009).
AMBIENTARSI E’ NATURALE, monografia sui parchi di Reggio Emilia (Comune di Reggio Emilia, 2007).
TERRA, con testo di Corrado Augias (CRV, 2007).
ALLA LUCE DEL SOLE, racconto della vita quotidiana delle persone disabili tra difficoltà e speranze (Diabasis, 2006).
FUOCO, con testo di Alessandro Cecchi Paone (CRV, 2006).

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Storia della Rocca

La Rocca dei Boiardo è un edificio che domina il centro storico dell’abitato di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia.

La costruzione, iniziata a partire dal XII secolo dalla famiglia dei Fogliano, prende il nome della famiglia Boiardo, che la abitò dal 1423 al 1560.

Fu costruita inizialmente come fortificazione di difesa, dotata di cinta muraria, di fossato con annesso ponte levatoio e di due torri di vedetta una delle quali andò distrutta.

L’edificazione del primo nucleo della Rocca dei Boiardo risale al 1315 ed ha evidenti scopi difensivi.

Successivamente l’edificio viene riconvertito ad uso abitativo quando il governo della città di Scandiano passò ai conti Boiardo dal 1423 al 1560.

Fu in questo periodo che vennero affrescate dal pittore della scuola bolognese Nicolò dell’Abate le scene dell’Eneide, rimosse nel 1772 e trasferite, nella “Gran Sala” del Palazzo Ducale di Modena, da dove, in seguito a un incendio che ne danneggiò irreparabilmente una parte, vennero poi trasferiti nella Galleria Estense di Modena dove sono tuttora custodite.

Saranno poi i Thiene, ad apportare modifiche sostanziali dell’edificio affidando il progetto all’architetto Giovan Battista Aleotti.

L’architetto Aleotti progettò l’imponente scalone che conduce ai piani superiori, ultimò il torrione nel lato ovest e si occupò della facciata sul lato sud.

Con le modifiche dell’architetto, la Rocca dei Boiardo acquisterà così forme molto simili a quelle attuali. Nei secoli successivi l’edificio fu abitato prima dai Bentivoglio e successivamente dagli Este di Scandiano, ramo cadetto degli Este, i quali introdussero decorazioni barocche.

Dopo i marchesi D’Este, la Rocca di Scandiano subì un periodo di abbandono e degrado prima di passare al marchese De Mari (1740-1777), per poi tornare nuovamente ai regnanti estensi.

Durante il periodo della rivoluzione francese la rocca rimase di proprietà dello Stato, per essere successivamente venduta a Paolo Braglia di Scandiano che la tenne fino alla Restaurazione, quando tornò nuovamente agli estensi che la utilizzarono come sede estiva per i cadetti dell’accademia modenese.

La Rocca subì un progressivo degrado fino al 1983 quando venne intrapreso il ciclo di lavori di restauro, da parte della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici dell’Emilia Romagna.

Il 20 ottobre 2007 la Rocca di Scandiano viene data in gestione all’amministrazione comunale per 50 anni.

Nel maggio 2011 è stata allestita all’interno della rocca l’enoteca regionale , al fine di valorizzare i vini della zona (in particolare il Vino Spergola di Scandiano a denominazione comunale) e della regione Emilia-Romagna.

Appartamento estense

Il cosiddetto “Appartamento Estense“, collocato al piano terra dell’edificio, è certamente il più raffinato di tutta la struttura.

Le stanze al piano terra, risalenti al periodo cinquecentesco, formano il cosiddetto appartamento estense modificato nella sua veste attuale agli inizi del settecento dai marchesi d’Este; qui si susseguono in tutta la loro bellezza la sala del Camino, in stile rococò e la stanza del Drappo denominata così per un drappo che circonda la volta del cielo del soffitto.

La sala delle Aquile, del Festone, e quella dell’Alcova. Uscendo dall’appartamento si attraversa un breve tratto del cortile interno e si arriva al monumentale scalone, opera dell’arch. Giovan Battista Aleotti, detto l’Argenta.

A sinistra dello si trova una porta che conduce ai sotterranei del castello, sede delle vecchie prigioni.

Sala dell’Alcova

La maggior parte delle pitture della ultima sala, detta “dell’Alcova” risalgono probabilmente al XVIII sec.

L’evento narrato sulle quattro pareti ha forse a che fare con una qualche campagna militare Estense.

Sulle due pareti lunghe sono raffigurate: la preparazione della campagna militare (secondo moduli stilistici che richiamano “La scuola di Atene” di Raffaello) e la discesa in campo dell’esercito (secondo modi che si rifanno stilisticamente a Nicolò dell’Abate); sulle pareti corte: una divinità guerriera, lo scompiglio nella città vinta e la consegna della città i vincitori.

Il percorso di visita prende avvio dall’appartamento Estense, che vede succedersi le stanze di origine cinquecentesca, modificate così come le vediamo allo stato attuale, agli inizi del ‘700 dai Marchesi d’Este.

Questo percorso si snoda attraverso le diverse sale, che traggono il nome dal motivo dominante nella decorazione.

La “Sala dei Gigli”, ricca anche degli affreschi con vedute di Scandiano, di autore ignoto, la “Sala del Camino” in stile rococò e la “Sala del Drappo” dal prezioso drappo che circonda la volta del cielo sul soffitto, la “Sala dell’Alcova”, che presenta affreschi del ‘700 con scene di battaglia, ed infine la “Sala delle Aquile”, situata nel corpo della torre, dove sono raffigurati i busti di Luigi, Borso, Foresto e Rinaldo d’Este.

Le decorazioni di queste sale sono opera del Castellino, noto scultore modenese.

Scalone

Lo scalone monumentale della Rocca è stato concepito nella sua formulazione originaria da Giovan Battista Aleotti all’inizio del 1600. la scalinata a “tenaglia” è successiva di qualche anno e fu probabilmente voluta dalla famiglia Bentivoglio.

Le statue in terracotta raffigurano molto probabilmente personaggi della famiglia Thiene e furono realizzate nel 1619 dallo scultore genovese Giovan Battista Pontelli.

Sono quattro le statue superstiti che raffigurano, probabilmente, Marcantonio, Ottavio I, Giulio e Ottavio II Thiene.

Il Cortile

Il cortile della Rocca presenta molti elementi architettonici che testimoniano le stratificazioni artistiche succedutesi nei secoli. La parete sud mostra ancora una colonna (dell’originario portico quattro-cinquecentesco) con il caratteristico capitello, di gusto tardo medievale, “a foglia d’acqua” .

La parte ovest evidenzia (al di sotto dell’ultima cortina muraria settecentesca) diversi stili e consente di riconoscere, sotto gli archi acuti delle finestre, alcune tracce di affreschi monocromi cinquecenteschi.

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Giornata della Memoria ( Stelle di Panno ) Galleria


Informiamo i gentili visitatori che è appena stata pubblicata la galleria fotografica

“GIORNATA DELLA MEMORIA (STELLE DI PANNO)”

 Evento molto toccante e coinvolgente che si è svolto al Teatro De Andre di Casalgrande provincia di Reggio Emilia il 27 gennaio 2018.

Mikrokosmos Orchestra 1

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Faderica Molteni Coro L’Angelo Forte 1

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Faderica Molteni 1

Faderica Molteni 2

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LE FOTO DELL’ ARTICOLO SONO VISIBILI CON LE ALTRE, SULLA DESTRA DEL PRESENTE BLOG NELLA GALLERIA

“GIORNATA DELLA MEMORIA (STELLE DI PANNO)”

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Giornata della Memoria ( Stelle di Panno )


SI PORTA ALL’ATTENZIONE DI TUTTI I GENTILI VISITATORI QUESTO

“STELLE DI PANNO”
GIORNATA DELLA MEMORIA

 Che avrà luogo al Teatro De Andre di Casalgrande provincia di Reggio Emilia il 27 gennaio 2018 dalle ore 21,00 alle 23,00.

Per non dimenticare con orchestra, coro e storie

Musiche Klemzer

con MIKROKOSMOS ORCHESTRA
diretta da

Irene Bonfrisco

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Canti Yiddish

con il Coro L’ANELLO FORTE
diretto da

Laura Rebuttini

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Storie

“GINO BARTALI, eroe silenzioso”
con Federica Molteni
produzione Luna e GNAC
regia Carmen Pellegrinelli
scenografia Michele Eynard

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Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio, perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

Quest’anno Casalgrande ha scelto di ricordare chi, facendo del bene, si è guadagnato le medaglie “che si appendono all’anima e non alla giacca”. Tra questi Gino Bartali, che per aver salvato centinaia di ebrei durante la Seconda Guerra mondiale, ha meritato un prezioso riconoscimento dalla comunità ebraica.

Il racconto di Federica Molteni, tratto dal libro La corsa giusta di Antonio Ferrara, si mescola a suggestioni sonore e vocali di “gente comune” del territorio da sempre capace di aiutarsi, associarsi o, come in questo caso, di cantare e suonare insieme.

Il coro L’Anello Forte nasce dalla voglia di un gruppo di donne di condividere la voglia di stare insieme.

La Mikrokosmos Orchestra è un progetto pluriennale che si ispira a principi pedagogici, culturali, educativi delle orchestre venezuelane.

Ingresso libero fino ad esarimento posti

Per informazioni Teatro De Andre

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NEWS 20


imagesIZ3NS7AM PROS.

A TUTTI I VISITATORI SARA’ PUBBLICATO UN NUOVO ARTICOLO

” San Carlo Risuona “

 

terza edizione curata da “Matteo Davoli” (musicista compositore)

                              con la relativa galleria fotografica

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Comunicazioni dal Blog 11


A TUTTI I GENTILI VISITATORI POTETE TROVARE SULLA DESTRA DEL PRESENTE BLOG LE SEGUENTI GALLERIE

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“BUNDAN CELTIC FESTIVAL 2017”

“BUNDAN – GESTI RITROVATI”

“BUNDAN – OFFICINA TEMPORIS”

“BUNDAN – DIEGO PASTI”

SULLA DESTRA DI QUESTO BLOG

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SCUSANDOMI E RINGRAZIANDOVI PER LA SEMPRE VIVA PARTECIPAZIONE

 APPENA POSSIBILE PUBBLICHERO ANCHE IL RELATIVO ARTICOLO

CON AGGIUNTA DI ALTRE FOTO ALLA GALLERIE

 

100° Giro d’Italia 2017 Reggio Emilia


Il Giro d’Italia 2017 rende omaggio a Reggio Emilia, nel 220° della nascita della bandiera Tricolore. La corsa rosa, giunta alla centesima edizione, vivrà infatti a Reggio un arrivo in volata, giovedì 18 maggio prossimo, e la partenza del giorno dopo, venerdì 19 maggio.

Le tappe in programma saranno la Forlì-Reggio Emilia e, a distanza di 24 ore, la Reggio Emilia-Tortona. Il torpedone coi campioni del ciclismo mondiale transiterà per le vie della città e per le piazze del centro storico, in una vera e propria festa.
Era dal 2001 che non si verificava una circostanza simile.

In quell’occasione Pietro Caucchioli trionfò nella Montecatini-Reggio Emilia (era l’ottava tappa, in maglia rosa c’era Dario Frigo), mentre la Reggio Emilia-Rovigo venne vinta da Mario Cipollini.

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“100° Giro d’Italia 2017 Reggio Emilia”

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La presentazione ufficiale del Giro d’Italia si è svolta il 25 ottobre 2016 a Milano, al Palazzo del Ghiaccio.

Reggio Emilia si preparerà all’arrivo della corsa rosa con un ricco cartellone di iniziative sportive, culturali, eventi e programmi che coinvolgerà la città nei mesi precedenti l’approdo della gara in centro storico.

Negli anni più recenti Reggio è stata protagonista del Giro in altre due occasioni: nel 2007 come sede del via della nona tappa (la Reggio Emilia-Camaiore) e nel 2011 quando, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, il Giro partì ancora una volta dalla nostra città alla volta di Rapallo.

“Il ritorno del Giro d’Italia nella nostra città con un arrivo e una partenza è un evento che Reggio Emilia attendeva da 16 anni afferma il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi.

Abbiamo lavorato sodo per questo risultato, che mette la nostra città in un ruolo di meritato primo piano, e nei diversi incontri avuti abbiamo trovato l’attenzione e poi la convinzione del patron e degli organizzatori del Giro nella scelta in favore di Reggio Emilia.

E’ un’occasione di rilievo internazionale che siamo felici avvenga in un anno speciale: quello del centenario della corsa rosa e del 220° della nascita della bandiera Tricolore, che festeggeremo il prossimo 7 gennaio. Giusto così: il Tricolore è simbolo della nostra unità e il Giro è un bellissimo legame che attraversa l’Italia.

Al Giro sono collegate le nostre tradizioni, la storia del riscatto sportivo del nostro Paese a partire dagli anni difficili del dopoguerra, con una serie di fuoriclasse amati e conosciuti in tutto il mondo. Reggio Emilia fa parte, grazie all’arte di Giannetto Cimurri (massaggiatore di Fasto Coppi nella foto), di quel pezzo di storia sportiva gloriosa e sono certo che accoglierà i corridori nel migliore dei modi”.

“Alla bicicletta, inoltre, a Reggio Emilia sono strettamente legate tutta una serie di politiche di mobilità alternativa (dal progetto BiciBus all’impegno sulle piste ciclopedonali) che l’Amministrazione comunale ha messo un campo da diversi anni a questa parte.

In parallelo conclude il sindaco viaggia l’impegno del Comune per rendere più viva, attrattiva e vitale la città grazie all’organizzazione di eventi sportivi di significato internazionale: dalla finale di Champions League femminile ai Giochi internazionali del Tricolore, dalla candidatura a Euro 2019 per le nazionali Under 21 sino alle passate finali del Campionato nazionale di calcio Primavera”.

PROGRAMMA

Giovedì 18 maggio – Arrivo della 12^ tappa del 100° Giro d’Italia “Forlì-Reggio Emilia”, in volata da Modena lungo la via Emilia, con arrivo in viale Isonzo.

Ore 14.00: apertura al pubblico dell’Open Village presso Parcheggio Zucchi
Ore 16.30 circa: passaggio della Carovana Pubblicitaria
Ore 17-17.30: Arrivo della tappa in viale Isonzo all’altezza di via Regina Elena

A seguire Premiazioni

Venerdì 19 maggio – Partenza della 13^ tappa del 100° Giro d’Italia “Reggio Emilia-Tortona”

Ore 9.30: apertura del Villaggio di Partenza in piazza Prampolini e del Villaggio Sponsor in Piazza Martiri del 7 luglio e Piazza della Vittoria
Ore 12.00: Podio Firma in piazza Prampolini
Ore 13.15 circa: incolonnamento e sfilata cittadina lungo via Farini, Corso Garibaldi, via Emilia S. Stefano, viale Timavo, via Magenta, via Gorizia, via Teggi.
Ore 13.30 circa: Kilometro zero in via Teggi all’altezza di via Volta.

La storia del Giro d’Italia a Reggio Emilia

Prima del 2017, il Giro d’Italia è stato a Reggio Emilia sette volte, con cinque arrivi di tappa.

La prima volta nel 1927, il 17 maggio, con arrivo della seconda tappa partita da Torino, vinta dal leggendario Alfredo Binda, e partenza da Reggio il giorno seguente per Lucca, con vittoria dello stesso Binda, che vinse poi il Giro.

La seconda volta fu nel 1947, il 26 maggio: terza tappa Genova-Reggio Emilia, vinta da Luciano Maggini; da Raggio si ripartì il giorno seguente per Prato, con tappa vinta da Fausto Coppi, che vinse anche il Giro.

La terza volta, nel 1966, il 29 maggio: arrivo della dodicesima tappa Cesenatico-Reggio Emilia, vinta da Dino Zandegù; il giorno seguente trasferimento a Parma (dove si disputò la cronometro vinta da Vittorio Adorni. Quell’anno il Giro lo vinse Gianni Motta.

Poi, nel 1983, il 25 maggio, con l’arrivo della dodicesima tappa Pietrasanta-Reggio Emilia, vinta da Alf Segersall e partenza il giorno seguente per Parma (gara a cronometro individuale), vinta da Giuseppe Saronni, che vinse il Giro.

Quindi nel 2001, il 27 maggio, l’ottava tappa Montecatini Terme-Reggio Emilia, vinta da Pietro Cauccioli e partenza il giorno seguente per Rovigo, dove arrivò primo al traguardo Mario Cipollini (quell’anno il Giro fu vinto da Gilberto Simoni).

Nel 2007, il 21 maggio, dopo il trasferimento da Fiorano, partenza della nona tappa Reggio Emilia-Lido di Camaiore, vinta da Danilo Napolitano (Giro vinto da Danilo Di Luca).

In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, nel 2011, il 9 maggio, dopo il trasferimento da Parma, partì da Reggio Emilia la terza tappa, per Rapallo, vinta da Angel Vicioso, mentre il vincitore del Giro fu Michele Scarponi.

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Vaisakhi – Festa di inizio primavera 2017 degli indiani Sikh


Giorni di festa per le comunità sikh di tutta Italia, perché oggi ricorre la festa del Vaisakhi è la più importante delle ricorrenze nel calendario sikh perché “si celebra il battesimo di questa religione”.

Originariamente in questa data si festeggiava il buon andamento del raccolto e lo si faceva il primo giorno del mese di Baisakh che corrisponde proprio al 14 aprile.

Infatti in questo giorno si ricorda quando Guru Gobind Singh, il terzo dei dieci maestri del Sikhismo, fondò il Khalsa: la confraternita che riunisce i sikh praticanti, il cui significato è proprio quello di “puro” ed è anche il segno della totale dedizione alla fede.

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Dai primi anni 2000 la comunità degli indiani Sikh di Novellara a 30 km da Reggio Emilia e che giunge da tutt’Italia, si ritrova per il Vaisakhi la tradizionale festa di inizio primavera e la stagione del raccolto, simbolo dell’identità religiosa dei Sikh, costumi sgargainti, musiche e giochi per le vie del centro storico.

Quest’anno la festa si celebrerà sabato 22 aprile a partire dalle ore 14 con ritrovo al tempio Gurdwara Singh Sabha (secondo per dimensioni in Europa) per poi sostare davanti alla Rocca dei Gonzaga (piazzale Marconi).

Tutta la cittadinanza è invitata a seguire il corteo nel campo sportivo in via Indipendenza che si animerà con canti religiosi, dimostrazioni di gatka (tipica arte marziale indiana) e cibo indiano offerto da parte della comunità.

Il corteo percorrerà le seguenti vie: via Vespucci, via Marco Polo, attraversamento Provinciale Nord, via Indipendenza, via Campanini, via Gramsci, via Marchi, via Costa, viale Roma, via Nazario Sauro, vialee Montegrappa, via Penelli, piazza Mazzini, piazzale Marconi (dove sarà effettuata una breve sosta), via De Amicis, via Libertà, via Indipendenza con sosta nel campo sportivo.

Il ritorno al Tempio seguirà invece il seguente percorso: via Indipendenza, attraversamento Provinciale Nord, via M. Polo, via Vespucci.

A queste, che sono ormai tappe abituali della celebrazione sikh, si aggiunge quest’anno un momento di grande solidarietà.

La comunità sikh  ha donato i fondi raccolti al sindaco di Caldarola, Comune duramente colpito dal terremoto del centro Italia e già coinvolto nella raccolta di materiale scolastico “Novellara ama Caldarola” ed alla protezione civile di Novellara.

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“Vaisakhi – Festa di inizio primavera 2017 degli indiani Sikh”

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Vaisakhi è una festa popolare celebrata in tutto il subcontinente indiano settentrionale anche da indu e buddisti. Ricorda la nascita della religione ed è una delle cinque feste più importanti del sikhismo, cade verso la metà di aprile ed è occasione, secondo l’antico calendario della festa della primavera, per ringraziare dei raccolti agricoli ottenuti.

La religione Sikh è monoteista e nasce nel XV secolo in India.

La parola sikh deriva dal sanscrito e significa “discepolo”. Vaisakhi ricorda pure la creazione nel 1699 da parte del Guru (guida spirituale) Gobind Singh della Khalsa Panth cioè la confraternita dei puri dediti all’osservanza rigorosa dei principi della religione.

Leoni e principesse

La ricorrenza prende il nome dal mese del Vaisakh, che inizia solitamente il 13 o 14 aprile e segna l’inizio del raccolto oltre che il nuovo anno solare. In tale giorno i sikh (parola che significa “discepolo”) ricordano il battesimo dei “Panj Piare” (i cinque devoti) per mano del decimo e ultimo guru Gobind Singh, nel 1699: essi così presero il cognome “Singh” (leoni) e le donne diventarono “Kaur” (principesse). Da questi “Panj Piare” Gobind Singh si fece a sua volta battezzare; in questo modo nella nascente Khalsa, la comunità dei puri, il maestro era uguale al discepolo.

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In Italia vivono circa 80.000 indiani di religione Sikh, per numero di presenze è la seconda comunità in Europa dopo la Gran Bretagna. E’ una comunità molto laboriosa conosciuta per le capacità e la cura verso l’agricoltura e la zoofilia. Negli ultimi anni vanno aumentando i ricongiungimenti familiari e molti sono i giovani di seconda generazione.

Alla festa ha partecipato qualche migliaio di fedeli con i loro coloratissimi abiti tradizionali e i turbanti, hanno formato una processione dietro a un carro in cui viene trasportato, tra la devozione di tutti, il Libro Sacro.

Molti fedeli accompagnano il corteo a piedi scalzi, gruppi di devoti precedono il corteo spazzando la strada e spruzzando liquidi disinfettanti e profumanti. Ai lati giovani sikh offrono ai passanti frutta fresca e secca, succhi di frutta, caramelle e bevande fresche in segno di accoglienza e di servizio. In questo periodo, in tutta Italia, varie comunità sikh svolgono queste celebrazioni.

Da Roma a Novellara, da Vicenza a Brescia, da Arezzo a Pordenone, momenti di riflessione con la lettura dei testi sacri, canti tipici, ma anche tanti “Nagar Kirtan” (i cortei per le strade, decorate di fiori) e pranzi tradizionali. Le Gurudware (“casa di Dio”, i templi sikh) si riempiono di fedeli fino all’inverosimile. Da una parte siedono le donne tutte vestite nel coloratissimo abito classico Punjab, il “salwar kameez”; dall’altra gli uomini, tra cui i “sardar”, i veri sikh con la barba e il turbante. La preghiera va avanti ininterrottamente per molte ore: è il tempo che richiede la lettura del testo sacro dei sikh, contenente gli scritti dei guru. Una volta conclusa la preghiera, viene dato spazio ai giovani artisti nel canto di salmo, accompagnati da tabla e harmonium. Intanto, fuori dal tempio viene servito il “langar”, il pasto vegetariano.

Il racconto di Charanjit

«L’anno scorso con le nostre famiglie siamo andati a Roma per festeggiare il Vaisakhi. C’erano migliaia di persone che sfilavano per le via della città. Dai camion, gli altoparlanti trasmettevano musica e discorsi. Gli uomini spargevano l’acqua per pulire le strade, per bagnare il cammino, a simboleggiare una sorta di purificazione, e subito dietro i Panj Piare, i 5 devoti preceduti dal portabandiera. Il Guru Granth Sahib, il nostro libro sacro, era posto su cuscini adagiati su un trono chiamato palkhi sahib. Il trono era rivestito di teli gialli e coperto di fiori bellissimi. Lungo il cammino abbiamo cantato i nostri inni sacri e suonato i tamburi (tabla), i sitar, la cimta (strumento metallico a percussione) e l’armonium».

Cosa sono le cinque “K”?

Tutti i Khalsa (i puri) portano le cinque “K”, i segni fisici della fede:

  • kesh: i capelli lunghi, raccolti in un turbante
  • kanga: il pettine di legno, segno di capelli raccolti in modo ordinato
  • kaccha o kashera: la sottoveste
  • kirpan: la spada cerimoniale, simbolo religioso di lotta contro l’ingiustizia, non un’arma
  • kara: il braccialetto di ferro, simbolo della potenza di Dio

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L’amicizia tra la Comunità di Sant’Egidio e la comunità dei Sikh è di lunga data, nasce con la frequentazione della scuola di lingua e cultura italiana a Ladispoli di un gruppo di lavoratori agricoli della zona ed è cresciuta in questi anni con le visite al tempio Sikh, la partecipazione alle marce della Pace del 1 Gennaio e alle assemblee organizzate da “Genti di Pace” sui temi della convivenza (alcune a seguito di aggressioni razziste di cui sono stati vittime), sulle leggi per le regolarizzazioni, per il ravvedimento operoso e la cittadinanza.

L’amicizia si è allargata a tutta la Comunità Sikh in Italia con la visita di una delegazione di Genti di Pace al Tempio che costruito seguendo il modello dell’architettura sikh nella zona di Novellara (Reggio Emilia) e a Cremona, dove recentemente è stato inaugurato il tempio più grande d’Europa.

A nome di Genti di Pace, Zeinab Ahmed Dolal, italiana originaria dell’Etiopia, ha detto: “Veniamo da paesi e religioni diverse, viviamo in Italia e ci sentiamo responsabili di questo paese, con i cittadini italiani stiamo vivendo questo tempo di crisi che colpisce tutti. Noi vogliamo uscirne fuori insieme. La crisi si vince con la solidarietà: italiani e immigrati insieme per costruire un futuro più giusto per noi e per i nostri figli”.

Anche Mario Marazziti ha ricordato e ringraziato per il sacrificio di molti soldati Sikh che nella Seconda guerra mondiale combatterono con le truppe alleate per la liberazione dell’Italia e dell’Europa dall’occupazione nazista.

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ONORE E GLORIA 2016 (Cani e soldati dall’antichità a oggi)


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PIZZIGHETTONE ( Cremona) 150KM da Modena il 10 e 11 settembre “Onore e Gloria” manifestazione storico-cinofila in ricordo dei cani impiegati in guerra nel parco del fossato di Pizzighettone (CR). Saranno presenti 80 razze canine, tutte impiegate, sia anticamente che in tempi recenti per usi militari e di salvataggio.

Tutto questo fa di Onore e Gloria la più grande manifestazione storico-cinofila al mondo, grazie anche ai 6000 metri quadrati coperti delle Casematte e ai 40.000 metri quadrati recintati dell’annesso parco del fossato di Pizzighettone (CR).

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“ONORE E GLORIA 2016 (Cani e soldati dall’antichità a oggi)”

“ONORE E GLORIA 2016 (Cani e soldati dall’antichità a oggi)” <VIIII LEGIO>

“ONORE E GLORIA 2016 (Cani e soldati dall’antichità a oggi)” <PROMETEO>

SULLA DESTRA DI QUESTO BLOG

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< Hanno partecipato gli amici delle Associazioni >

Associazione storico culturale VIIII Legione (Impero Romano, I a.C- I d.C.)

( Claudio e Elena Zanforlini )

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Associazione storico culturale Prometeo Gymnasium (lotta greco-romana, pugilato romano, combattimenti fra gladiatori)

(Claudio)

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“Speciale Grande Guerra I Cani in Guerra”

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Onore e Gloria negli anni ha visto la partecipazione con dimostrazioni di attacco, difesa, antiesplosivo, antidroga, traino, ricerca e soccorso delle unità cinofile dell’Esercito Italiano, Aeronautica Militare, Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Associazione Nazionale Alpini, CNSAS Soccorso Alpino, Scuola Italiana Cani Salvataggio, Associazione Ciechi e Ipovedenti, Servizio Cani Guida Lions Limbiate, Istituti di vigilanza privata e tanti altri.

Anche quest’anno la partecipazione istituzionale sarà massiccia e prestigiosa.

Da menzionare la partecipazione pure in questa prossima edizione, fra le altre istituzioni, dell’Esercito Italiano e in particolare del Centro Militare Veterinario (CeMiVet), prestigiosa struttura nella quale fra l’altro si selezionano e addestrano i binomi, ossia la squadra composta da soldato specializzato e cane, che vengono inviati anche in zone di particolari operazioni, come l’Iraq e l’Afghanistan.

A Onore e Gloria parteciperà anche il 10° Genio Guastatori di Cremona, formato da quegli specialisti militari che, fra l’altro, intervengono per disattivare mine e altri ordigni esplosivi, spesso dopo la loro individuazione da parte dei cani antiesplosivi.

Per il pubblico sarà quindi un’occasione per vedere come intervengono in questi casi i nostri militari, con tanto di robot e pesanti tute di protezione per gli artificieri, come quella che si vede nel film The Hurt Locker (2008), diretto da Kathryn Bigelow e che vinse due anni dopo ben 10 premi Oscar.

Nelle due giornate di sabato 10 e domenica 11 settembre, dalle 10 alle 19 anche grazie alla partecipazione numerosa degli allevatori, di club e associazioni cinofile la scaletta prevede tutta una serie di dimostrazioni di lavoro, anche decisamente insospettabili come l’attacco e la difesa dei San Bernardo così come quella dei Fox Terrier.

Fanno le stesse cose e bene, solo che i primi pesano oltre 60 kg e i secondi solo 7.

Parrà strano, ma anche i levrieri furono usati in battaglia, fin dagli egizi di Tutankhamon millenni fa e in seguito lungo la storia fino alla Seconda guerra mondiale.

Per questo motivo saranno presenti a Onore e Gloria, anche con una dimostrazione di coursing grazie alla collaborazione con il Gruppo Levrieristi La Tollara.

I levrieri, a coppie, dovranno correre per circa 350 metri, percorso normalmente coperto in poche decine di secondi.

Quest’anno è stato aggiunto un ulteriore spazio storico-geografico, relativo all’America. Ci saranno i cani nudi allevati da Incas, Aztechi e Maya, i conquistadores spagnoli con i loro cani impiegati contro gli indios, i gauchos con i dogo argentini, i soldati nordisti e sudisti della Guerra di Secessione americana e quelli delle Guerre indiane del XIX secolo.

Ci sarà anche uno spazio dedicato ai nativi americani, con tende e artigianato.

Il pubblico potrà gustare prodotti tipici di quel continente, come lo sciroppo d’acero, marshmellow, plumcake, pannocchie di mais, tortillas, mezcal, crostate di mirtilli e come omaggio al cinema italiano i mitici fagioli alla Terence Hill, con un ricordo al recentemente scomparso Bud Spencer.

Ovviamente ci saranno anche i cani utilizzati in quell’area ieri e oggi, come i chesapeake bay retriever, i nova scotia duck polling e i pitbull (che furono più volte decorati al valore nella Guerra di Secessione).
Grande spazio alla manifestazione hanno sempre i cani da utilità civile, come i bloodhound (erroneamente e pedissequamente definiti “cani molecolari”) e i pastori tedeschi delle unità di ricerca e soccorso, i labrador e i golden retriever per i non vedenti, i terranova da salvataggio in acqua e i tanti altri inclusi i meticci, altrettanto validi che ogni giorno insieme ai loro conduttori operano per noi, fra rischi e disagi.

L’ingresso a Onore e Gloria è gratuito, ma per motivi di sicurezza è vietato ai cani non iscritti e non autorizzati.

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Giornata della Memoria – ANNA FRANK…….NON DIMENTICHIAMO


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Nome: Anna

Cognome: Frank

Nata: 12 giugno 1929 a Francoforte sul Meno

Morta: 1945 a Bergen-Belsen

Nazionalità: tedesca

Professione: scrittore

Riconoscimenti: autrice del famoso ‘Diario’, vittima dell’olocausto

Annelies “Anne” Marie Frank nacque il 12 giugno 1929 a Francoforte da una famiglia ebrea.

A seguito della salita al potere di Hitler e in un crescente clima antisemita, il padre decise di emigrare in Olanda, facendo tappa ad Amsterdam.

In fuga dalla persecuzione nazista degli ebrei, la famiglia si nascose per due anni.

Durante questo periodo, Anna Frank scrisse delle sue esperienze e desideri su di un diario, narrando gli eventi che si susseguirono dal 12 giugno 1942 fino al 1 agosto 1944.

Aveva 15 anni quando lei e la sua famiglia furono catturati e caricati su un treno merci con destinazione Auschwitz.

Da lì Anna fu deportata altrove. Dopo la pubblicazione del suo diario, ad opera del padre unico dei clandestini sopravvissuti alla deportazione Anne Frank divenne il simbolo di tutti i bambini vittime dell’Olocausto.

Dal Diario di Anna Frank

“I genitori possono solo dare buoni consigli o metterli sulla giusta strada, ma la formazione finale del carattere di una persona giace nelle sue stesse mani.”
Anna Frank

“Pensa a tutta la bellezza ancora rimasta attorno a te e sii felice.”
Anna Frank

“Viviamo tutti con l’obiettivo di essere felici; le nostre vite sono diverse, eppure uguali.”
Anna Frank

“Non sono ricca di soldi o cose terrene, non sono bella, né intelligente e furba, ma sono e sarò felice! Lo sono di natura, mi piace la gente, non sono sospettosa e voglio vedere tutti felici e insieme.”
Anna Frank

“Capii che la paura non aiuta e non serve a nulla.”
Anna Frank

“Io non penso a tutta le miserie, ma a tutta la bellezza che ancora rimane.”
Anna Frank

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27 Gennaio Giorno della Memoria

….. Se capire è impossibile, conoscere è necessario. ….. Primo Levi

“Monumento del Deportato”

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