Categoria: TEATRO

Album di Famiglia – ( Direzione e Regia di Fadia Bassmaji ​)


Reggio Emilia, domenica 6 maggio 2018 dalle ore 16.00 alle 19.00 al Teatro Cavallerizza, avrà luogo “Album di Famiglia” #albumdifamiglia questa volta a fianco dei #servizisociali di Comune di Reggio nell’Emilia​.

Album di famiglia
La voce dei bambini: storie di bellezza e quotidianità.
Il teatro per raccontare esperienze possibili di accoglienze tra persone piccole e grandi con in scena attori, professionisti dei servizi sociali di Reggio Emilia e giovani cittadini.

Questo progetto vede protagonisti gli assistenti sociali referenti per l’affido dei 4 poli della città di Reggio Emilia accompagnati da Fadia Bassmaji in qualità di formatrice e regista.

In undici saliranno sul palcoscenico per raccontarsi, raccontare storie di accoglienza e proporre al pubblico di prendersi la libertà e la responsabilità di uno sguardo accogliente verso i minori e le famiglie.

E’ un percorso estremamente interessante iniziato a gennaio che li ha visti confrontarsi su vari temi, sulla professione, sull’essere Umani e Professionisti allo stesso tempo.

La parte di spettacolo partecipata è preceduta dallo spettacolo Album di famiglia, pensato e prodotto per parlare di relazioni di cura e utilizzato da anni per introdurre emotivamente argomenti quali l’accoglienza, adozione, affido, famiglia…

Album di famiglia con Silvia Scotti​
Direzione tecnica Alessandra Pavoni​
Direzione e regia Fadia Bassmaji​ #SinonimiaTeatroCulturaBellezza

Spettacolo partecipato con Dorella Pane, Alessandro Oleari, Alessandra Donelli, Emanuela Gasperi, Antonella Carini, Rossella Malvano, Daniela Scrittore, Paola Del Fabbro, Cecilia Carrattieri, Maria Teresa Bertolini e
Silvana Pellicciari

Ingresso gratuito a esaurimento posti

Info 0522/456725

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Giornata della Memoria ( Stelle di Panno ) Galleria


Informiamo i gentili visitatori che è appena stata pubblicata la galleria fotografica

“GIORNATA DELLA MEMORIA (STELLE DI PANNO)”

 Evento molto toccante e coinvolgente che si è svolto al Teatro De Andre di Casalgrande provincia di Reggio Emilia il 27 gennaio 2018.

Mikrokosmos Orchestra 1

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Faderica Molteni Coro L’Angelo Forte 1

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Faderica Molteni 1

Faderica Molteni 2

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LE FOTO DELL’ ARTICOLO SONO VISIBILI CON LE ALTRE, SULLA DESTRA DEL PRESENTE BLOG NELLA GALLERIA

“GIORNATA DELLA MEMORIA (STELLE DI PANNO)”

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Giornata della Memoria ( Stelle di Panno )


SI PORTA ALL’ATTENZIONE DI TUTTI I GENTILI VISITATORI QUESTO

“STELLE DI PANNO”
GIORNATA DELLA MEMORIA

 Che avrà luogo al Teatro De Andre di Casalgrande provincia di Reggio Emilia il 27 gennaio 2018 dalle ore 21,00 alle 23,00.

Per non dimenticare con orchestra, coro e storie

Musiche Klemzer

con MIKROKOSMOS ORCHESTRA
diretta da

Irene Bonfrisco

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Canti Yiddish

con il Coro L’ANELLO FORTE
diretto da

Laura Rebuttini

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Storie

“GINO BARTALI, eroe silenzioso”
con Federica Molteni
produzione Luna e GNAC
regia Carmen Pellegrinelli
scenografia Michele Eynard

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Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio, perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

Quest’anno Casalgrande ha scelto di ricordare chi, facendo del bene, si è guadagnato le medaglie “che si appendono all’anima e non alla giacca”. Tra questi Gino Bartali, che per aver salvato centinaia di ebrei durante la Seconda Guerra mondiale, ha meritato un prezioso riconoscimento dalla comunità ebraica.

Il racconto di Federica Molteni, tratto dal libro La corsa giusta di Antonio Ferrara, si mescola a suggestioni sonore e vocali di “gente comune” del territorio da sempre capace di aiutarsi, associarsi o, come in questo caso, di cantare e suonare insieme.

Il coro L’Anello Forte nasce dalla voglia di un gruppo di donne di condividere la voglia di stare insieme.

La Mikrokosmos Orchestra è un progetto pluriennale che si ispira a principi pedagogici, culturali, educativi delle orchestre venezuelane.

Ingresso libero fino ad esarimento posti

Per informazioni Teatro De Andre

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Behind the Dancers


A Luzzara in Piazza Tedeschi 30 km da Reggio Emilia, il 12 luglio 2017 quinto appuntamento nell’ambito della rassegna “A due passi dal teatro” terza edizione è andata in scena “Behind the Dancers” con Alessandra Pavoni e  Annalisa Celentano di Fadia Bassmaji – Sinonimia Teatro Cultura Bellezza.

Ringrazio vivamente Fadia Bassmaji Direttore Artistico e Alessandra Pavoni  Attrice – Assistente alla Regia di Sinonimia Teatro Cultura Bellezza, per la rassegna “A due passi dal teatro”.

Due ballerini lottano per la conquista di uno spazio, il ballo è la lotta, e nella lotta esprimono bellezza.

Behind the dancer è un movimento inesorabile che promuove l’umano da semplice passante sulla terra a fonte di preziosissima energia, che armonizza ogni tensione, che rende organiche le tensioni, che suona le emozioni.

E’ un passo a due tra un silenzio e un altro.

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Note Biografiche

Alessandra Pavoni nata a L’Aquila il 18/05/1981. Dal 2005 lavora in campo teatrale.

Ha collaborato continuativamente per circa dieci anni con il Teatro Stabile di Innovazione L’Uovo dove ha lavorato come attrice, assistente alla regia e alla drammaturgia, supporto tecnico audio-luci, assistente di palco e di sala.

La Casa dello Spettacolo di Roma le rilascia la qualifica di attore teatrale e nel progetto formativo Backstage…on Stage della Regione Abruzzo quello di Artista multidisciplinare.

Come attrice e performer ha conseguito e continua a curare una formazione varia studiando con diversi maestri tra cui Domenico Polidoro, Claudia Frisone, Renata Molinari, Maria Consagra, Oretta Bizzarri e Daniele Salvo.

Attualmente è attrice, assistente alla regia e organizzatrice presso Associazione Culturale Sinonimia teatro cultura bellezza di Reggio Emilia.

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Note Biografiche

Annalisa Celentano “Aire 44 Compagnia di danza contemporanea e teatro danza.

Comincia sin da bambina a studiare danza classica presso il Centro Studio Danza di G. Cutrupi e fin da subito sperimenta anche altre discipline come moderno, tip tap e flamenco. Si specializza laureandosi all’Accademia Nazionale di Danza di Roma come insegnante di danza contemporanea.

Nel frattempo segue il corso professionale presso la compagnia Aterballetto di Reggio Emilia, incontrando vari coreografi come Petrillo, Rizzo e Bigonzetti. Insegna danza contemporanea presso il liceo coreutico di Reggio Emilia.

Segue workshop presso l’Impulstanz di Vienna e con Nina Watt, con Susanne Linke, con i Sosta Palmizi, con Castellucci presso la Biennale Danza di Venezia.

Collabora con compagnie di flamenco e di danza contemporanea tra cui quella del Teatro Marrucino di Chieti, Danzare la vita di Elsa Piperno e La Compagnia dell’Accademia danzando per coreografi come Borriello, Ivo, Mcgregor, Orlin, Godani, Zappalà.

Lavora come danzatrice e assistente alla coreografia in Gruppo E-motion e collabora con Artemis danza.

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PRESENTAZIONE:
Nel tango l’altro da sé è sempre immaginato, irreale, ‘illuso’.
Nel mio caso l’altro da me è la figura maschile.
Che la donna cancella e ricostruisce, ogni volta, ad occhi chiusi.
Il tango è un ballo di coppia… vero.
Ma quasi mai la danza è tra noi e l’altro.
E’ danza tra noi e quel che immaginiamo dell’altro.
Per dirla con Kant: ‘danziamo con il fenomeno, mai col noumeno’.
Per dirla con la Szymborska: ‘ascolta come mi batte forte il tuo cuore’.

LA TECNICA:
La fotografia, che parla della realtà; l’illustrazione, la postproduzione digitale e la tecnica mista che parlano delle ‘proiezioni’ interiori.

L’AUTRICE:
Rossana Capasso nata nel 1973 in provincia di Caserta e da anni vive e lavora a Parma.

Dopo la laurea in Filosofia ha lavorato come grafica, illustratrice, operatrice culturale e atelierista.

Sono molte le mostre personali che ha organizzato, e le collettive a cui ha preso parte dalla fine degli anni ’90.

Dal 2007 affianca la passione per l’illustrazione a quella per la fotografia e il tango argentino.

più informazioni qui:
http://www.rossanacapasso.com/

Dopo lo spettacolo in Piazza Tedeschi, esibizione dei maestri argentini Laura Rusconi e Mario Bournissen, milonga fino a notte in collaborazione con Associazione Culturale La Maga e Ros Tangodj Capasso, e spuntino notturno.

“Behind the Dancers” foto 2017 – Piazzale davanti il Teatro di Luzzara RE

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Esibizione foto 2017 – dei maestri argentini – Laura Rusconi e Mario Bournissen

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“Behind the Dancers” 

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“A DUE PASSI DAL TEATRO”

 Una rassegna promossa da: Fondazione un paese

Direzione artistica: Fadia Bassmaji – Sinonimia Teatro Cultura Bellezza

Attrice – Assistente alla Regia: Alessandra Pavoni Sinonimia Teatro Cultura Bellezza

Con patrocinio: Comune di Luzzara – Assessorato alla Cultura  e della  Regione Emilia Romagna

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La Molli. Divertimento alle spalle di Joyce


A Luzzara in Piazza Tedeschi 30 km da Reggio Emilia, il 05 luglio 2017 quarto appuntamento nell’ambito della rassegna “A due passi dal teatro” terza edizione è andata in scena “La Molli” con Arianna Scommegna di Gabriele Vacis – Compagnia ATIR.

Ringrazio vivamente Fadia Bassmaji Direttore Artistico e Alessandra Pavoni  Attrice – Assistente alla Regia di Sinonimia Teatro Cultura Bellezza, per la rassegna “A due passi dal teatro”.

Sono confidenze sussurrate, confessioni bisbigliate quelle della Molli.

Il monologo di Molly Bloom che conclude l’Ulisse di Joyce dal quale Gabriele Vacis che ne è anche regista e Arianna Scommegna prendono le mosse, del quale colgono le suggestioni e con il quale continuano a dialogare per tutto lo spettacolo, calando il personaggio in una quotidianità dalle sonorità milanesi e traslando il testo in una trama di riferimenti culturali, storie e canzoni, che hanno il sapore del nostro tempo.

Arianna Scommegna è sola sul palcoscenico, seduta al centro della scena; il suo monologo intenso, irrefrenabile, senza punteggiatura, senza fiato, è stretto tra una sedia, un bicchiere poggiato a terra e una manciata di fazzoletti ad assorbire i liquidi tutti, sacri e profani, di un vita di solitudine e insoddisfazione, come una partitura incompiuta.

Il fiume di parole è lo stesso flusso di coscienza del personaggio di Joyce che riempie una notte insonne di pensieri e bugie, mentre aspetta il ritorno a casa del marito, Leopold, come la Molli aspetta Poldi.

L’attrice, in bilico tra il romanzo e la vita, ripercorre la propria esistenza di poco amore, infinite attese, occasioni mancate, dal primo bacio a un rosario di amanti da sgranare per mettere a tacere il vuoto, dal dolore di un figlio perduto fino a un finale ‘sì’ pronunciato comunque in favore della vita, dell’amore da una donna mai piegata alla rassegnazione.

Le note dolenti si stemperano sempre nell’ironia e in una levità che tutto salva; il testo gioca sempre, costantemente, con il doppio registro denunciato fin dal sottotitolo, Divertimento alle spalle di Joyce. Frammenti di vita raccontati in modo ora scanzonato ora disperato, storie di carne e sangue, vita che scorre come lacrime, che si strozza in un grido o si scioglie in una risata.

Arianna Scommegna, tra le attrici più versatili e straordinarie della scena contemporanea.

Note Biografiche

Arianna Scommegna è nata nel 1973, si è diplomata nel 1996 presso la “Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi” di Milano.

Attrice pluripremiata, Arianna Scommegna ha ricevuto i seguenti premi: Premio Lina Volonghi ’96.; Premio della Critica 2010; Premio Hystrio 2011; Premio UBU 2014.

Dal 1996 socia fondatrice della compagnia ATIR, con la quale ha recitato negli spettacoli diretti da Serena Sinigaglia, tra i quali Romeo e Giulietta; Lear – ovvero tutto su mio padre di William Shakespeare; Baccanti e Troiane di Euripide; Donne in parlamento di Aristofane.

Con la regia di Gigi Dall’Aglio ha recitato negli spettacoli Terrore e miseria del terzo Reich di Brecht; Cleopatràs e Mater Strangosciàs di Testori.

Con la regia di Gabriele Vacis ha recitato negli spettacoli La Molli, divertimento alle spalle di Joyce di Vacis e Scommegna e Vocazione da Goethe.

Con la regia di Peter Stein ha interpretato Ruth nello spettacolo Il ritorno a casa, di Harold Pinter.

Nel cinema ha interpretato il ruolo della madre in Scialla! regia di Francesco Bruni (Vincitore di Controcampo Italiano al Festival di Venezia 2011) e una giovane attrice nel film Il dolce rumore della vita di Giuseppe Bertolucci.

“La Molli” foto 2017 – Piazzale davanti il Teatro di Luzzara RE

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LA MOLLI.

divertimento alle spalle di Joyce” 

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“A DUE PASSI DAL TEATRO”

 Una rassegna promossa da: Fondazione un paese

Direzione artistica: Fadia Bassmaji – Sinonimia Teatro Cultura Bellezza

Attrice – Assistente alla Regia: Alessandra Pavoni Sinonimia Teatro Cultura Bellezza

Con patrocinio: Comune di Luzzara – Assessorato alla Cultura  e della  Regione Emilia Romagna

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PROSSIMO EVENTO
 12 luglio 2017

“BEHIND THE DANCERS” 

con

Alessandra Pavoni,

Annalisa Celentano,

Rossana Capasso Dj

Regia Fadia Bassmaji

a seguire 

MILONGA DELLA MAGA

con

Tango Dj La Ros 

esibizione

di

Laura Rusconi e Mario Bournissen

dall’Argentina in collaborazione con Associazione La Maga  

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Orti Insorti


A Luzzara in Piazza Tedeschi 30 km da Reggio Emilia, il 28 giugno 2017 terzo appuntamento nell’ambito della rassegna “A due passi dal teatro” terza edizione è andata in scena Orti Insorti” di e con Elena Guerrini – Compagnia Elena Guerrini. Festeggiamo 10 anni di repliche.

Ringrazio vivamente Fadia Bassmaji Direttore Artistico e Alessandra Pavoni  Attrice – Assistente alla Regia di Sinonimia Teatro Cultura Bellezza, per la rassegna “A due passi dal teatro”.

ORTI INSORTI è un momento per riannodare il legame con la natura, inquinare un po’ meno e coltivare ciò che mangiamo.

«Quando il mondo classico sará esaurito, quando saranno morti tutti i contadini, tutti gli artigiani, quando non ci saranno piú le lucciole, le api, le farfalle, quando l´industria avrá reso inarrestabile il ciclo della produzione, allora la nostra storia sará finita».

Pier Paolo Pasolini, 1962

Un teatro ecologico-civile che sa di terra e di pane, parla di rivoluzioni e campi di grano. La Guerrini veste i panni di cantastorie del terzo millennio, dando spazio alla memoria, ai proverbi, alle barzellette e alle ricette della nonna.

Rievoca la vita dei mezzadri in Maremma, urla, canta e incanta.

Tra musica popolare e canzoni pop degli anni ’70 ci parla della natura che fu, di locale e globale, della scomparsa delle api, dei semi scambiati tra ortolani e di quelli delle multinazionali, dei nani da giardino e delle strade bianche.

Il suo é un lavoro di riscoperta, avanguardia rurale, declinazione pratica della tanto teorizzata decrescita felice.

“Non cerca un’etá dell’oro, ma un’etá del pane”, per dirla con le parole di Pasolini.

Fa capire la differenza tra progresso e sviluppo, citando i nomi dei maestri incontrati in questo viaggio, lontani dai salotti televisivi: Vandana Shiva e le sue battaglie; Masanobu Fukuoka, teorico della coltura della non azione e il suo orto sinergico; Nonno Pompilio, contadino classe 1904 che, ottantacinquenne, piantava gli ulivi in Maremma; Libereso Guglielmi, “il giardiniere di Calvino” e personaggio de Il Barone rampante.

Lo spettacolo Orti Insorti é stato prodotto a baratto: Elena Guerrini ha girato per un anno nei poderi della Maremma barattando questa storia con cibo, vino, olio e prodotti della terra, biglietto d’ingresso a queste veglie.

Da tale esperienza, Elena ha ideato il festival A veglia, a teatro col baratto, esempio di teatro low cost e di economia condivisa, dove un intero paese della Maremma (Manciano GR) si fa teatro e gli artisti, ospitati nelle case, ricevono in dono prodotti della terra.

Note Biografiche
Elena Guerrini, attrice e autrice di teatro civile, ha lavorato con il teatro della Valdoca e per 15 anni nelle turnè internazionali con la Compagnia di Pippo Delbono.

È conosciuta anche per ruoli importanti nei film di Pappi Corsicato, Giuseppe Bertolucci, Pupi Avati e Alfonso Arau.

Laureata al D.a.m.s, allieva di Giuliano Scabia e Gerardo Guccini, il suo percorso artistico si svolge tra teatro, natura, corpo, ricerca e scrittura.

“Orti Insorti ” narrazione con oltre 300 repliche in tutto il mondo, è diventato un racconto edito da Stampa Alternativa, Nuovi Equilibri, e il suo monologo “Bella Tutta!

I miei grassi giorni felici” presentato in teatri, scuole e festival ha ispirato il suo primo romanzo edito da Garzanti.

Il suo oggi è un lavoro di riscoperta, arte d’avanguardia rurale, declinazione pratica della tanto teorizzata decrescita felice e rivoluzione politica che partendo da se stessi e viene raccontata attraverso il linguaggio teatrale.

“Orti Insorti” Foto 2017 – Biblioteca C. Zavattini di Luzzara RE

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“Orti Insorti”

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“A DUE PASSI DAL TEATRO”

 Una rassegna promossa da: Fondazione un paese

Direzione artistica: Fadia Bassmaji – Sinonimia Teatro Cultura Bellezza

Attrice – Assistente alla Regia: Alessandra Pavoni Sinonimia Teatro Cultura Bellezza

Con patrocinio: Comune di Luzzara – Assessorato alla Cultura  e della  Regione Emilia Romagna

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PROSSIMO EVENTO
 05 luglio 2017

LA MOLLI.

divertimento alle spalle di Joyce

con Arianna Scommegna

di

Gabriele Vacis 

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Creatura Mia


A Luzzara in Piazza Tedeschi 30 km da Reggio Emilia, il 21 giugno 2017 secondo appuntamento nell’ambito della rassegna “A due passi dal teatro” terza edizione è andata in scena “Creatura Mia” regia di Marianna Esposito leggi biografia – Compagnia Teatring.

Ringrazio vivamente Fadia Bassmaji Direttore Artistico e Alessandra Pavoni  Attrice – Assistente alla Regia di Sinonimia Teatro Cultura Bellezza, per la rassegna “A due passi dal teatro”.

Uno spettacolo che indaga un argomento tutt’oggi scomodo e tabù: la tossicodipendenza. Una storia di coraggio, una riflessione intensa e commovente.

“Ci interessava affrontare l’argomento della droga guardandolo sotto un’angolazione diversa: il modo in cui questo problema viene vissuto dalle persone vicine al tossicodipendente: in questo caso, come quasi sempre succede, una madre.

Per avvicinarci al lavoro abbiamo svolto ricerche approfondite sulle testimonianze di parenti e amici di tossicodipendenti.

Nell’ambito di queste ricerche, abbiamo potuto approfondire la tematica e abbiamo ricevuto molti spunti per la riflessione e la creazione.

Creatura Mia è uno spettacolo di stampo non-naturalistico. L’attrice e regista, Marianna Esposito, alterna teatro fisico e narrazione.

Anche l’approccio al personaggio non ha intento naturalistico. Conserva la “verità psicologica”, ma, esteticamente, il personaggio di questa madre è spogliato dai riferimenti al quotidiano e si presenta neutro, vestendosi di volta in volta delle circostanze che racconta.

La scenografia è scarna e ogni oggetto in scena non è mai puramente decorativo, ma diventa simbolo e vettore di immagini, di metafore visive. Abbiamo concepito questo spettacolo perché possa “stare in una valigia”, al fine di poterlo adattare a spazi scenici molteplici, anche non convenzionali.”

CREATURA MIA ha partecipato a :
EDINBURGH FRINGE festival, Edinburgo UNO Concorso Nazionale di Monologhi Teatrali, Firenze Premio Nazionale Per Attrici Bianca Maria Pirazzoli, Bologna Festival Status Quo, Reggio Emilia Martedi All’Ambra, Alessandria Rassegna EmargiNati, Alessandria Festa del Teatro, Milano

“Creatura Mia” foto 2014 – Teatro la Bottega Casalgrande RE

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“Creatura Mia”

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“A DUE PASSI DAL TEATRO”

 Una rassegna promossa da: Fondazione un paese

Direzione artistica: Fadia Bassmaji – Sinonimia Teatro Cultura Bellezza

Attrice – Assistente alla Regia: Alessandra Pavoni Sinonimia Teatro Cultura Bellezza

Con patrocinio: Comune di Luzzara – Assessorato alla Cultura  e della  Regione Emilia Romagna

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PROSSIMO EVENTO
28 giugno 2017

“Orti insorti”

con Elena Guerrini

di

Elena Guerrini 

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Opera Omnia 2 Disco


A Luzzara in Piazza Tedeschi 30 km da Reggio Emilia, il 14 giugno 2017 primo appuntamento nell’ambito della rassegna “A due passi dal teatro” terza edizione è andata in scena Opera Omnia 2 Disco” regia di Flavio Cortellazzi Teatro Magro.

Ringrazio vivamente Fadia Bassmaji Direttore Artistico e Alessandra Pavoni  Attrice – Assistente alla Regia di Sinonimia Teatro Cultura Bellezza, per la rassegna “A due passi dal teatro”.

Opera Omnia 2 – Disco è la seconda tappa del progetto “Opera Omnia” che si propone di affrontare i grandi autori con un’attenzione particolare sulla funzione divulgativa della messa in scena. Dagli anni ’70 al primo decennio del nuovo millennio.

Opera Omnia 2 – Disco immerge lo spettatore nelle atmosfere di quattro decadi di storia del costume, indossando il punto di vista dei giovani figli degli anni Novanta e accompagnandosi al ritmo ancestrale della disco music.

Opera Omnia

Opera Omnia è un progetto artistico che si propone di affrontare i grandi autori e i grandi generi con un’attenzione particolare alla funzione divulgativa della messa in scena.

Coerentemente con l’attività di Teatro Magro, la scelta della monografia permette di selezionare e di diffondere i lavori più significativi di un solo autore o di una specifica corrente sviluppando nuclei drammatici in più quadri che rispondano a un’interpretazione scenica originale e alternativa.

L’idea che sottende Opera Omnia è quella di scegliere circa dieci tra tutti i testi teatrali scritti da un unico autore o selezionare gli eventi maggiormente influenti di una corrente e di condensarli sulla scena per un’agile lettura: non una scorciatoia semplicistica, ma un’esortazione alla ricerca mossa allo spettatore, sempre più distratto, in modo che la tendenza sia in inversione e proceda, semmai, verso la volontà di approfondimento.

Disco-teca, libreria di dischi fonografici. Per estensione, nome proprio usato per i nightclub parigini. Per antonomasia, il genere che ha più influenzato gli altri.

Disco è il modo circolare di intendere la musica, la pista di vinile incisa sottile e la pista dove tutti, ma proprio tutti ballano.

Si rappresenta l’interezza della selezione musicale, il beat di un tempo che luccica anche nelle note odierne. La scalata al mainstream fa salire la febbre, la temperatura del sabato sera. Il ritmo incalza, le voci graffiano. Disco è la vita notturna, è la musica che fluisce in tendenza, è la moda che si mescola al pulsare delle note. Ascolta, balla, respira, tutti vicini, le copie vendute, uno sminuzzarsi in una scia di bagliori, è la popolarità baby. La moda circolare di intendere la musica, la DISCO.

Teatro e discoteca occupano la medesima dimensione temporale riservata allo svago: ma cosa sono oggi lo svago e il divertimento, per le giovani generazioni?

Che cosa si è disposti a fare per sentirsi vivi?

Regia – Flavio Cortellazzi

Aiuto regia – Alessandro Pezzali performer – Lisa Atti, Rebecca Cenzato, Silvia Cortellazzi, Vanessa Dalla Ricca, Elia Grassi, Magda Mantovani, Lorenzo Mirandola, Desirée Mora, Eugenio Negrini, Iulian Puscasu, José Andrés Tarifa Pardo, Davide Saccani, Agata Torelli, Cecilia Truffelli, Elena Truzzi

DJs – Marco Baruffaldi, Alex Ferrazzi

Drammaturgia – Teatro Magro

Costumi – Teatro Magro e Gianluca Bacchi

Disegno luci e audio – Stefano Fornasini

Consulenza storica – Claudio Fraccari

Produzione – Teatro Magro

durata – 70 min. circa

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“A DUE PASSI DAL TEATRO”

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21 giugno 2017

“CREATURA MIA”

con Marianna Esposito

di

Marianna Esposito

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SI SCUSA CON I GENTILI VISITATORI MA PER PROBLEMI TECNICI E DI MALTEMPO NON DIPENDENTI DALLA MIA VOLONTA’ NON E’ PRESENTE NESSUNA GALLERIA FOTOGRAFICA

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A due passi dal Teatro – Comunicato Stampa


 

Reggio Emilia il 12/06/2017 nel bellissimo contesto dello storico Palazzo Magnani (sede di molti eventi, mostre ed attualmente “Fotografia Europea” con uno speciale dedicato a Cesare Zavattini e la sua terra Comune di Luzzara), si è svolta la Conferenza Stampa di presentazione della terza edizione “A due passi dal teatro” – Mali Estremi.

Hanno partecipato

La Direttrice Artistica Fadia Bassmaji che ha illustrato dettagliatamente il programma di questa terza edizione “A due passi dal teatro” e ringraziato tutti dagli Artisti – Enti – Comune e Maestranze che stanno collaborando e permettono il raggiungimento e la riuscita di tutta la Rassegna.

Il Sindaco di Luzzara RE Andrea Costa che ha sottolineato l’importanza di investire maggiormente nella cultura quale veicolo di aggregazione di tutta la comunità per portare a conoscenza soprattutto dei giovani luoghi e culture di un tempo.

Il Comune si avvale della “Fondazione Un paese” per sostenere la Rassegna. “A due passi dal teatro” è infatti frutto della collaborazione di tutto il suo staff guidato da Simone Terzi, che gestisce il Centro Culturale Zavattini di Luzzara.

La Direttrice Artistica di Palazzo Magnani Silvia Cavalchi ha messo in evidenza il forte legame tra “Fotografia Europea” ed il territorio di Reggio Emilia in particolare il Comune di Luzzara.

Il Registra Flavio Cortellazzi di Teatro Magro spiegando i programmi ed intenti che si prefigge e illustrando il lavoro che è dietro al primo spettacolo in programma della Rassegna, “Opera Ominia 2 Disco” per mercoledì 15 giugno 2017.

“A DUE PASSI DAL TEATRO”

 Una rassegna promossa da: Fondazione un paese

Direzione artistica: Fadia Bassmaji – Sinonimia Teatro Cultura Bellezza

Attrice – Assistente alla Regia: Alessandra Pavoni Sinonimia Teatro Cultura Bellezza

Con patrocinio: Comune di Luzzara – Assessorato alla Cultura e della  Regione Emilia Romagna

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A DUE PASSI DAL TEATRO – TERZA EDIZIONE


Anche quest’anno a Luzzara (Reggio Emilia) si potrà assistere alla terza edizione

A DUE PASSI DAL TEATRO

 Una rassegna promossa da: Fondazione un paese

Direzione artistica: Fadia Bassmaji – Sinonimia Teatro Cultura Bellezza

Attrice – Assistente alla Regia: Alessandra Pavoni Sinonimia Teatro Cultura Bellezza

Con patrocinio: Comune di Luzzara – Assessorato alla Cultura  e della  Regione Emilia Romagna

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PROGRAMMA

Mali estremi

Rassegna di teatro contemporaneo e cultura popolare

 

14 giugno

Teatro Magro – Opera Omnia 2 Disco

21 giugno

Marianna Esposito – Creatura Mia

28 giugno

Elena Guerrini – Orti insorti

5 luglio

Arianna Scommegna – La molli

12 luglio

Behind The Dancer  – chiusura in Milonga

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RINGRAZIA SENTITAMENTE

Fadia Bassmaji e Allessandra Pavesi

per l’invito a fotografare la Rassegna Teatrale ” A Due Passi dal Teatro”

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SINONIMIA – “Teatro Cultura Bellezza”


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SI RINGRAZIA

LA REGISTA TEATRALE

Faida Bassamji di SONONIMIA

E

ATTRICE-ASSISTENTE ALLA REGIA

Alessandra Pavoni di “SONONIMIA”

PER L’ONORE DI AVER SCELTO ED UTILIZZATO UNA MIA FOTO

(visionabile sulla destra del presente blog)

DELL’EVENTO TEATRALE CONTAMINATA (leggi articolo sul presente blog)

PER LA HOME DI FECEBOOK DI

SINONIMIA

TEATRO CULTURA BELLEZZA

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CONTAMINATA

SARA RAPPRESENTATA A ROMA

IL 14 LUGLIO 2016

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“Contaminata”


Contaminata 2 - Copia

A Luzzara in Piazza Tedeschi 30 km da Reggio Emilia, il 29 giugno 2016 quarto appuntamento nell’ambito della rassegna “A due passi dal teatro” seconda edizione è andata in scena “Contaminata” con: Alessandra Pavoni, Silvia Scotti, Angela Monaco, Livia Bonetti – Regia di: Fadia Bassmaji – Sinonimia.

Ringrazio vivamente Fadia Bassmaji direttore artistico Sinonimia Teatro Cultura Bellezza, per l’onore di fotografare la rassegna “A due passi dal teatro”.

Lo spettacolo si ispira liberamente alla commedia “Anna Cappelli” di Annibale Ruccello.
L’amore rappresenta il bisogno e la capacità di trascendere noi stessi e, insieme ad un altro, creare una realtà nuova.

Talvolta, tuttavia, quando si altera l’equilibrio relazionale l’amore può trasformarsi in una gabbia senza uscita e, sfiorando la patologia, condurre alla dipendenza affettiva: la presenza o assenza dell’altro non è più una libera scelta ma è vissuta come una questione di vita o di morte, una situazione paradossale in cui non si può vivere né con né senza l’altro.

Quello della dipendenza affettiva è il tema che lo spettacolo, con toni leggeri, vuole sviscerare nelle sue molteplici forme e sentimenti, spesso addotte quali scuse dietro cui si celano insicurezze, bisogni, illusioni, follie.

TRAMA
“Ognuno di noi è dipendente in qualche misura dagli altri, tutti noi abbiamo bisogno di approvazione, empatia, di conferme e ammirazione da parte degli altri, per sostenerci e per regolare la nostra autostima. La vera indipendenza non è né possibile né auspicabile. Ma la dipendenza affettiva può raggiungere una forma così estrema da diventare patologica.

Contaminata 3 - CopiaQuattro donne sulla scena e attorno un piccolo mondo, finto e irraggiungibile, un ampliamento di certe riviste patinate che trattano di vintage: un paradiso femminile a prima vista di tendenza, poi via via vistosamente in decadenza.

Loro, quattro figurine anni 50 che rappresentano la stessa donna in quattro sfumature di un femminile in cerca di se stesso, costrette a stare insieme, disperatamente arrabattato nel confronto, nell’emancipazione, nel sentirsi immune dal bisogno di piacere, attrarre, sedurre, accogliere, curare.

La cura, predispone che il centro del proprio universo sia l’altro, necessita che l’altro determini tempi e spazi, bisogni e dunque parliamo di un femminile fuori da sé, in balia di stimoli, risposte, comandi.

E’ sottile la confusione che si crea quando una relazione diventa dipendenza: mascheriamo di solidarietà, compassione, aiuto, sostegno, Amore una relazione difatti esiste solo per bisogno.

Ci leghiamo patologicamente all’idea che senza quella relazione non esistiamo e per questo la dobbiamo mantenere a ogni costo, senza permettere che muti, che si adatti a nuove esigenze, che finisca.

Le conseguenze di tutto ciò possono essere distruttive al punto che la donna, scambiando l’amore per possesso e la relazione di coppia come l’unica possibilità di riscatto, s’illuda di poter sopraffare l’abbandono e rinuncia alla sua stessa vita in un atto di cannibalismo che, attraverso acidi succhi gastrici e divampante fuoco, annienta per sempre il dolore orticante causato da una insopportabile separazione.

Il ritmo dello spettacolo, il quale può sembrare una tragedia, condurrà in realtà lo spettatore a sorridere dì queste donne che si affannano alla ricerca di uno spicchio d’amore e attraverso un patto d’intensa tenerezza imparerà a conoscerle e a riconoscere la follia insita in ognuno di noi.

LO SPETTACOLO – NOTE DI REGIA
Io donna del ventunesimo secolo, educata da una madre travolta dalle rivolte femministe e istruita a sua volta da una madre “balia, nutrice, moglie”, sento fortemente in me la scissione, il cortocircuito interiore, del sentirmi autonoma.

Essere in piena possibilità e capacità di mettere me al centro, come donna e come essere umano, e non dipendere da uomo o donna che sia, che più di me abbia il diritto di scegliere, per me, di determinarmi.

Eppure spostare il baricentro che alimenta decisioni, ragionamenti, analisi e scelte è facilissimo; un soffio provocato dall’ingresso in campo di una relazione, di un altro individuo che minaccia questo equilibrio tremendamente fragile, che lo mina, lo aggira, lo sbriciola giorno dopo giorno e si conquista il trono del potere delegittimando il sovrano in carica.

Annibale Ruccello 2L’amore per il testo “Anna Cappelli” di Annibale Ruccello è insito in me da molto tempo, ma soltanto poco tempo fa mi resi conto di come questo monologo potesse parlare del tema che mi interessava sviscerare, così nel febbraio del 2012 chiesi a Francesca di affiancarmi in questa sfida, partire da li, dalle parole di Annibale, così teneramente crude e per certi versi patologicamente dirette per costruire un nuovo testo corale dove Anna si frammentava in quattro, come le quattro pareti di una stanza prigione, che identifica e allo stesso tempo toglie l’aria.

Io esisto se l’altro lo conferma, quindi soltanto nella misura in cui c’è anche l’altro. Da una parte domina la spinta propulsiva al volersi mettere in relazione, ma se questa dovesse eccedere, potrebbe rendere così folli da annientare l’altro e se stessi.

Con questo spettacolo vogliamo indagare quel limite tra la sanità di questa realtà e la patologia che si manifesta quando pur di non perdere l’altro lo si distrugge.

maria consagra 2Il metodo che utilizzeremo è quello di Maria Consagra che proviene dallo studio del movimento Laban applicato al teatro: dal corpo si arriva a creare un personaggio, attraversando le qualità di energia del movimento per studiare come il movimento del corpo può esser mosso dalle caratteristiche mentali e psicologiche di chi lo produce e come il corpo e il suo movimento, determinano una voce o una tendenza nella relazione con il mondo esterno.

Lo scopo del lavoro è allenare il corpo a essere vivo e rispondere dunque con onestà e verità a un immaginario che in questo caso è dato da un testo predefinito, l’obiettivo è ampliare la ricerca sul personaggio e sulle sue sfaccettature inserendolo in un contesto di realtà “rubando” dalle esperienze, conoscenze, attitudini ciò che può arricchire la riflessione attorno allo spettacolo e la sua costruzione.

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“Contaminata

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“A DUE PASSI DAL TEATRO”

Una rassegna promossa da: Fondazione un paese
Direzione artistica: Fadia Bassmaji – Sinonimia Teatro Cultura Bellezza
Con patrocinio: Comune di Luzzara – Assessorato alla Cultura
Con il sostegno di: Sabar srl e Conad Luzzara

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PROSSIMO EVENTO
 06 luglio 2016

“ENERGIA TANGO”

con Crescenza Guarnieri e Rossana Capasso dj

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“Il Ritratto della Salute” (una Storia vera)


Chiara-Stoppa-2 - Copia

A Luzzara in Piazza Tedeschi 30 km da Reggio Emilia, il 22 giugno 2016 terzo appuntamento nell’ambito della rassegna “A due passi dal teatro” seconda edizione è andata in scena “Il Ritratto della Salute” (una Storia forte, coinvolgente e vera) con: Chiara Stoppa Compagnia ATIR.

Ringrazio vivamente Fadia Bassmaji direttore artistico Sinonimia Teatro Cultura Bellezza, per l’onore di fotografare la rassegna “A due passi dal teatro”.

La necessità di raccontare questa storia autobiografica tanto complessa e forte spiega l’attrice Chiara StoppaHo sempre desiderato scrivere questa storia, perché mentre la vivevo succedevano delle cose troppo strane”.

Nel frattempo la sua storia di malata e guarita entra in circolazione tra amici, parenti e conoscenti ma anche perfetti sconosciuti che vivono situazioni simili alla sua o sono accanto ad altre/i che sono loro malgrado protagoniste/i. “Mi sono trovata centinaia di volte a incontrare persone malate o vicine a malati. Io non ho la soluzione, io ho il mio pensiero”.

Non prendo mai posizione contro questa o quella terapia, racconto della mia scelta. “È bella perché con Mattia Fabbris, mio amico e collega dell’ATIR, l’abbiamo scritta per il teatro”.

TRAMA
Ritratto Salute 2 - CopiaChiara Stoppa, attrice, ha solo ventisei anni quando, nel 2005, le viene diagnosticato un tumore.

Dopo due devastanti cicli di chemioterapia giunge il verdetto che non avrebbe mai voluto sentire: il suo male guarisce nell’85 percento dei casi, ma lei rientra nell’altro 15 percento. L’unica speranza, ora, è un trapianto.

Chiara, che ha vissuto l’intera esperienza della malattia come sotto una campana di vetro, inizia a pensare a cosa dire ai suoi amici, alle persone a lei care, a come salutarle per sempre.

Ma a quel punto, dopo un anno di torture, quella stessa campana di vetro si infrange: Chiara decide che è meglio alzarsi dal letto, riprendere possesso del proprio corpo, decide, insomma, che è meglio vivere.

lib.1Così avvia un percorso di guarigione che ha del miracoloso, se si considera che è qui a raccontarlo. E in questo racconto, in cui la paura non riesce mai a spegnere del tutto la speranza, Chiara si mette in gioco con l’umiltà di dire che la sua è solo una delle scelte possibili.

Un tumore ti cambia: cambia la tua routine, il tuo modo di vivere, di respirare, di stare con gli altri. Ma si può scegliere come relazionarsi con esso, ascoltando il proprio corpo per decidere quale sia la soluzione più adatta. Le persone sono diverse, e diverse possono essere le cure.

Dalla sua esperienza Chiara Stoppa ha tratto un monologo teatrale privo di retorica ma pieno di energia, di ironia, con una carica vitale contagiosa.

Un testo che ha colpito e commosso tanti, tra cui Sabina Guzzanti e Franca Valeri. Oggi quel testo è diventato un libro scritto a quattro mani con Mattia Fabris.

PREFAZIONE
“Una testimonianza drammatica, ma anche un importante messaggio di forza e di speranza.” Franca Valeri

AUTORE
Chiara Stoppa ordenonese, famiglia di librai e editori diplomata al Piccolo Teatro di Milano. Dal 1999 lavoro come attrice professionista. Inizialmente in alcune importanti produzioni del Piccolo Teatro, poi con altri registi come Gianfranco De Bosio, Peter Stein e Peppino Patroni Griffi.

Nel 2004 ho la fortuna di lavorare al fianco di Franca Valeri, poi Rossella Falk e Laura Marinoni, nel 2003 conosco ATIR grazie ad un laboratorio. Così inizio a conoscere il gruppo e gli spettacoli, belli, bellissimi. Entrambi.

Dopo aver partecipato a “Troiane” e a “Donne in Parlamento”. Nel 2007 divento socia ATIR che persegue un teatro popolare di qualità, senza ermetismi né retorica, capace di offrire spunti di riflessione sulla realtà.

Da allora la mia collaborazione è diventata sempre più ricca. Il mio lavoro principale è legato alla Compagnia ATIR e tutte le realtà che la circondano.

Infatti conduco laboratori teatrali per Bambini e per diversamente abili. Inoltre spesso mi capita di fare singole letture o spettacoli presso diversi enti come il Piccolo Tetro, le Librerie Feltrinell, Mud Art Foundation etc.

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“Il Ritratto della Salute

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“A DUE PASSI DAL TEATRO”

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PROSSIMO EVENTO
29 giugno 2016

“CONTAMINATA”

con Alessandra Pavoni, Silvia Scotti, Angela Monaco, LiviaBonetti

di

Fadia Bassmaji – Sinonimia

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“MattatTori L’Italia di Magnani e Gasman”


MattatTori copertina 1

A Luzzara in Piazza Tedeschi 30 km da Reggio Emilia, il 15 giugno 2016 nell’ambito della rassegna “A due passi dal teatro” seconda edizione è andata in scena “MattatTori L’Italia di Magnani e Gasman” di e con: Marianna Esposito e Ettore Distasio Compagnia TeatRing.

Ringrazio vivamente il Direttore artistico Fadia Bassmaji Sinonimia Teatro Cultura Bellezza, per l’onore di fotografare la rassegna “A due passi dal teatro”.

TRAMA
Anna Magnani e Vittorio Gassman, morti, devono sostenere un’audizione. Con Dio. Per sapere se meritino il paradiso o l’inferno. Sono costretti a confessare il loro vero IO, e, quindi, a scoprire e ritrovare la linea di confine tra il vivere e il recitare. Comincia così un folle recital che entrambi imbastiscono, cuciono, sbrogliano e interrompono, incespicando e sbraitando a più riprese.

MattatTori 1I due grandi attori mettono alla gogna le loro scelte di vita, le espongono al giudizio altrui, cercano di capire e di capirsi. Cercano di comprendere cosa sia mai stato il cinema, il teatro, l’arte. Cosa sia la passione quando divora un essere umano: «Questo innominabile, imperscrutabile, soprannaturale tiranno che mi comanda contro tutti gli umani affetti e desideri di proseguire di andare avanti, di agitarmi tutto il tempo, facendomi fare cose che nella mia vera natura non avrei nemmeno osato sognare», citando le parole che Vittorio Gassman pronuncia in “Moby Dick”, in una delle sue ultime e intense interpretazioni.

Il contrasto tra l’attore (vivere, recitare, vivere recitando), l’immagine pubblica e il privato. Dover scegliere, continuamente, tra gli affetti e l’arte, tra la famiglia e l’arte, tra l’amore e l’arte. Paradiso o inferno? Entriamo nei ricordi dei due personaggi, nei loro sacrifici e soprattutto nelle loro scelte. Obbligate e… discutibili?

In scena pochi oggetti, per lo più simbolici, rievocano un’Italia che, nel periodo compreso fra il Dopoguerra e gli anni Settanta, veniva invidiata in tutto il mondo: Roma, il cinema, il teatro. Poeti e scrittori, registi e attori che facevano grande la nostra nazione.

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Compagnia TeatRing
Obiettivo primario della compagnia, nata a Milano nel 2004, è la ricerca di un teatro essenziale ed evocativo, che sappia crescere e comunicare attraverso la contaminazione delle arti performative, alla ricerca di un confine sempre più sottile tra danza, musica e teatro.

Fin dall’inizio i progetti che hanno appassionato la compagnia milanese sono quelli di teatro sociale e politico, che restituiscano a quest’arte la sua funzione di specchio e critica dei tempi.

Tra gli spettacoli più noti si ricordano “Creaturamia…” (ispirato al romanzo “Cara creatura” di Pino Roveredo), “Tu, mio” (liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Erri De Luca) e “SottoSopra-Perché ho più diritto di te a suicidarmi”, adattamento del fortunato bestseller “Non buttiamoci giù”di Nick Hornby.

TeatRing affianca la produzione di spettacoli, eventi culturali, rassegne e festival con la formazione professionale (dal corso per attori agli stage avanzati, fino ai seminari di perfezionamento, con la presenza di maestri di fama internazionale, rivolti ad attori professionisti).

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“A DUE PASSI DAL TEATRO”

Una rassegna promossa da: Fondazione un paese
Direzione artistica: Fadia Bassmaji – Sinonimia Teatro Cultura Bellezza
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22 giugno 2016
“IL RITRATTO DELLA SALUTE” con Chiara Stoppa Compagnia A.T.I.R.

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A DUE PASSI DAL TEATRO – SECONDA EDIZIONE


a due passi dal teatro

Anche quest’anno a Luzzara (Reggio Emilia) si potrà assistere alla seconda edizione

A DUE PASSI DAL TEATRO

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Con patrocinio: Comune di Luzzara – Assessorato alla Cultura

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“TU, MIO” dal romanzo di Erri De Luca


TU,MIOA Luzzara (RE) il 28-07-2015 si è svolto l’ultimo appuntamento Teatro Sociale di Luzzara  nell’ambito della rassegna “A due passi dal teatro”, in Piazza Tedeschi, con la commedia “TU, MIO” liberamente tratto dal romanzo di Erri De Luca, Regia di Marianna Esposito con gli attori Ettore Destrosio e Marianna Esposito in una toccante e coinvolgente interpretazione.

 

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DESCRIZIONE DEL LIBRO

“C’è un’estate brusca nell’età giovane in cui si impara il mondo di corsa.

‘Tu, mio’ è un racconto di superamento della cosiddetta ‘linea d’ombra’, centrato sul passaggio dai privilegi dell’adolescenza alla ruvidezza della maturità.

tu%20mioEra l’estate dei miei sedici anni, stavo su un precipizio di sentimenti. In disparte dai coetanei non ero attento alle ragazze in età buona per me.

Mi piacevano le più grandi, un desiderio impossibile.

Però quell’estate riuscii, unico dei miei coetanei a frequentarle. Fu grazie a Daniele, figlio di zio, che era più grande di me di quattro anni.

C’è un ragazzo che sta crescendo, taciturno, magro magro, attento e sensibile, che in questa estate degli anni cinquanta sviluppa un interesse singolare per la guerra conclusa poco più di un decennio prima, mentre gli adulti lo spingono ad accantonare questa fissazione. “I miei non mi chiedevano più cosa leggevo per non doversi urtare con quella mia intenzione di sapere.

Le domande erano cresciute e portavano l’insidia di chiedere conto. Avevano partecipato a una resistenza, avevano aiutato un perseguitato? Non l’avevano fatto. (…) Ero la sola persona cui interessavano quelle storie.

Dopo la guerra i vivi avevano indurito il silenzio. Volevano abitare un mondo nuovo. Da noi non c’era più il re. I tedeschi erano solo quel popolo che veniva a passare le ferie sull’isola.” Proprio quell’estate giunge sull’isola Caia, una ragazza più grande: affascinante, misteriosa e civetta, verso cui il protagonista è attirato anche per via dell’insolito nome.

La sua peculiare sensibilità adolescente lo renderà l’unico a conoscere il dolore segreto di Caia, giungendo ad instaurare un rapporto complesso in cui il ragazzo prende la voce e le parole del padre di lei, scomparso.

Tutto questo si lega tenacemente all’urgenza di azione e riscatto che pervade i suoi sedici anni, la quale matura e cresce per tutti i mesi di vacanza, conoscendo una prima esplosione durante una rissa con alcuni tedeschi ubriachi.

Ma non basta, quello sfogo è solo l’assaggio dello scatenarsi di una rabbia che non può più essere repressa, e che scoppierà in modo lucido e deliberato alla fine dell’estate.

“Quello che succederà qui non potrà toccarla, raggiungerla. Sarà lontano, dormirà mentre un ragazzo scenderà di notte da una casa per accendere un fuoco. Sarà un fuoco che non la risarcirà. E’ il fuoco di suoi padre. Haiele, tu mi hai voluto così, mi hai dato un altro nome, mi hai suscitato in corpo gesti sconosciuti e un attaccamento a te di sangue. Pensieri, pensieri fermi, piantati in mezzo alla testa…Quando sarai partita risponderò di me con il fuoco. Non è mio, io lo eredito. Eredito il tuo lutto insieme al gesto che un altro padre non fece nel suo tempo. Eredito il suo debito, un fuoco in mano a un figlio.

Anche come riscatto alla passività del suo proprio padre, che se ne accorge, mettendolo in guardia: “mi sembra che tu voglia intervenire sul passato per correggerlo. Tu lo critichi con l’intento di cambiarlo, ma non si può. Nemmeno un Dio può più farci niente …Non c’eri, non ne sei responsabile.”

Il guizzo finale è inaspettato e amaro, contribuendo a fare di Tu, mio un libro accattivante, con atmosfere dai bei colori caldi e una trama ambigua solo in superficie. E’ un bel racconto, ma strano: evocativo però lontano, attraversato da una sensibilità molto personale così come da una lingua di difficile adesione che rendono l’opera indiscutibilmente raffinata e, tuttavia, difficilmente largamente condivisibile.

Cosa cerchiamo nelle pagine e nei sentimenti che in fondo non ci appartengono direttamente. Gli stessi che, appena sfogliata l’ultima pagina, sembrano come per magia essere stati nostri da sempre…

Erri De Luca ci porta a riflettere sul come nella vita a volte, porsi domande e cercare le risposte possa scombinare la calma e il male dell’omertà esistenziale. Un male che attanaglia tutti noi, quelli che optano per il niente e, strada facendo perdono tutto…

Ci si innamora così, cercando nella persona amata il punto a nessuno rivelato, che è dato in dono solo a chi scruta, ascolta con amore. Ci si innamora da vicino, ma non troppo, ci si innamora da un angolo acuto un poco in disparte in una stanza, presso una tavolata, seduto su un gradino mentre gli altri ballano“.

Questo scrittore, ha la capacità innata e molto rara, soprattutto oggi, di tirar fuori le sfumature delle sensazioni più sottili e complicate che animano gli esseri umani.

11146479_526653290821942_2625908894933102635_nLa rassegna è curata da

Fadia Bassmaji  Compagnia Quinta Parete 

 Fondazione Un Paese  sostenuta dall’amministrazione Comunale di Luzzara, Sabar srl, Arci, Ass.Mirart.

Teatro Sociale di Luzzara  “A due passi dal teatro

 

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“TU, MIO” 2015 dal romanzo di Erri De Luca 

(foto in b/n, seppia e colori)

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LIBERI DI R/ESISTERE


11060459_534662783354326_1213411666406572085_nA Luzzara (RE) il 21-07-2015  per la prima rassegna estiva del Teatro Sociale di Luzzara “A due passi dal teatro”, in Piazza Tedeschi, sarà rappresentata la tragedia pop “Liberi di r/esistere” organizzata da Enrico Lombardi e Fadia Bassmaji Compagnia Quinta Parete  con le musiche originali del giovane pianista Matteo Davoli.

Un gruppo 15 adolescenti guidati da Enrico Lombardi e Fadia Bassmaji.

Lo spettacolo che nasce dal progetto “Chiamata alle arti” in collaborazione con in Comuni di Casalgrande, Scandiano, Rubiera, Castellarano, Viano e Sassuolo, provincia di Reggio Emilia e Modena, è un urlo al mondo adulto che mette corone, commemora i defunti e seppellisce le speranze dei vivi.

Che vede nei jeans strappati trasandatezza e non si accorge che da folli stravaganze nasce il progresso.

11146479_526653290821942_2625908894933102635_nI ragazzi sono partiti da documenti, filmati, registrazioni, hanno letto le lettere di partigiani e gli scritti di Pasolini, intersecandoli con il contemporaneo dei social network.

Cosa può accadere, infatti, quando il teatro è vivo nella vita di una comunità, se non che vengano raccontate storie in un luogo che conserva storia, accoglie, nasconde mistero, alimenta desiderio, unisce pensiero e produce amore?

La rassegna è curata da

Fadia Bassmaji  Compagnia Quinta Parete 

 Fondazione Un Paese  sostenuta dall’amministrazione Comunale di Luzzara, Sabar srl, Arci, Ass.Mirart.

Teatro Sociale di Luzzara  “A due passi dal teatro

 

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LIBERI DI R/ESISTERE 2015 tragedia pop

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