Categoria: COMUNICATO STAMPA

E’ morta la Regina Elisabetta II


LONDRA E’ morta all’età di 96 anni la Regina Elisabetta II d’Inghilterra.

Questo l’annuncio sul sito della Royal Family: “La Regina è morta in pace a Balmoral, questo pomeriggio. Il re e la regina consorte rimarranno a Balmoral questa sera e ritorneranno a Londra domani”.
Bandiere a mezz’asta e listate a lutto.

Minuto di silenzio alla Bbc che ha confermato la notizia, con in sottofondo “God save the Queen”. L’emittente ha annunciato una programmazione straordinaria a seguito della notizia della morte della regina.
Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime profondo cordoglio per la scomparsa della regina Elisabetta II.
“La Regina Elisabetta è stata protagonista assoluta della storia mondiale degli ultimi settant’anni.

Ha rappresentato il Regno Unito e il Commonwealth con equilibrio, saggezza, rispetto delle istituzioni e della democrazia afferma Draghi.

E’ stata il simbolo più amato del suo Paese e ha raccolto rispetto, affetto, simpatia ovunque nel mondo. Ha garantito stabilità nei momenti di crisi e ha saputo tener vivo il valore della tradizione in una società in costante e profonda evoluzione.

Il suo spirito di servizio, la sua dedizione al Regno Unito e al Commonwealth, la profonda dignità con cui ha ricoperto la sua carica per un periodo così lungo sono state una fonte incessante di ammirazione per generazioni.

Alla Famiglia Reale, ai Governi e a tutti i cittadini del Regno Unito e dei Paesi del Commonwealth, le più sentite condoglianze”.

INNO INGLESE

Morto di freddo a Parigi il grande fotografo svizzero René Robert


Il famoso fotografo svizzero René Robert, 85 anni, è caduto su un marciapiede a Parigi e nessuno lo ha aiutato tranne un senzatetto, ma ormai era troppo tardi: è morto di ipotermia.

L’incidente è avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 gennaio: l’artista era fuori per una passeggiata vicino alla centrale Place de la République quando è inciampato cadendo rovinosamente a terra intorno alle ore 21.30.

È stato il suo amico e giornalista francese Michel Mompontet a raccontare l’accaduto alla radio France Info.

Un senzatetto ha poi chiamato i soccorsi l’indomani, alle 6 del mattino: Robert è stato portato in ospedale, dove poco dopo è morto a causa di una grave ipotermia.

BIOGRAFIA

René Robert (4 marzo 1936 – 20 gennaio 2022) è stato un fotografo svizzero specializzato nella fotografia di artisti di flamenco.

Nato nel 1936 a Friburgo, Robert ha scoperto la fotografia all’età di 12 anni. Ha avuto un apprendistato di tre anni a Losanna prima di lavorare per un’agenzia di stampa a Ginevra.

A metà degli anni 1960, si trasferì a Parigi, dove incontrò un ballerino svedese che lo introdusse al flamenco.

Nel 1967, divenne uno dei grandi fotografi ritrattisti.

I ritratti di Robert realizzati dal 1967 al 2009 sono stati al centro di numerose mostre in giro per l’Europa ed un’esposizione di 75 immagini si è tenuta a Roma per iniziativa dell’Istituto Cervantes. Le sue foto sono state raccolte in vari volumi.

Ha fotografato tutti i più grandi spettacoli di flamenco tra Spagna e Francia e le più straordinarie figure di questo mondo come Paco de Lucia, Fernanda de Utrera, Pastora Galván, Sara Baras, La Susi, Tomatito, El Torombo, El Torta, Vicente Amigo, Eva La Yerbabuena, Rocío Molina Cruz,  attraverso ritratti di bellezza sublime, nei quali l’autenticità si coniuga con la grazia.

Ha fotografato personalità come Paco de LucíaIsrael Galván in bianco e nero. 

Le sue immagini, sempre in bianco e nero, ispirate e splendide, per più di 50 anni hanno esaltato l’arte del flamenco.

Variante Deltacron, dietrofront: le sequenze sono state ritirate dal database internazionale


Le sequenze di quella che sembrava una nuova variante nata da un mix di più mutazioni sono state ritirate dal database Gisaid dove erano state precedentemente depositate: si tratta dei dati riferiti a Deltacron, definita una variante ibida con caratteristiche di Delta e Omicron identificata per la prima volta a Cipro.

Se inizialmente la scoperta aveva destato un certo allarme per via dell’ipotetica virulenza della versione mutata del virus, da controlli successivi è emerso che potrebbe essersi trattato di un artefatto contaminazione o di un caso di co-infezione. 

Covid, individuata a Cipro una nuova variante: Deltacron, che combina Delta e Omicron


A Cipro è stata individuata una nuova variante del coronavirus. A dirlo è l’agenzia Bloomberg, che cita Leondios Kostrikis, professore di scienze biologiche all’Università di Cipro e capo del Laboratorio di biotecnologia e virologia molecolare. Si tratta di un ceppo del virus SarsCoV2 che combina le varianti Delta e Omicron.

La nuova variante, ha spiegato Kostrikis, è stata chiamata “Deltacron” a causa dell’identificazione di firme genetiche simili a Omicron e Delta all’interno dei genomi“. Attualmente ci sono co-infezioni Omicron e Delta e abbiamo scoperto che questo ceppo è una combinazione di queste due varianti“, ha detto ancora Kostrikis in un’intervista a Sigma TV Kostrikis e il suo team – riporta Bloomberg – hanno identificato 25 di questi casi.

L’analisi statistica, ha spiegato Kostrikis, mostra che la frequenza relativa dell’infezione combinata è maggiore tra i pazienti ricoverati in ospedale per Covid rispetto ai pazienti non ospedalizzati.

Le sequenze dei 25 casi di Deltacron sono state inviate a Gisaid, il database internazionale che traccia i cambiamenti del virus, il 7 gennaio per approfondire gli studi.

Vedremo in futuro se questo ceppo è più patologico o più contagioso o se prevarrà” su Delta e Omicron, ha detto il ricercatore. Ha sottolineato, però, che secondo lui questo ceppo potrebbe essere sovrastato dalla variante Omicron, che si è dimostrata altamente contagiosa ma anche meno letale, secondo i primi studi, soprattutto con le persone vaccinate.

Per quanto riguarda l’Italia, nel report dell’Iss si legge che nel periodo 20 dicembre 2021 – 2 gennaio 2022 la variante Delta è ancora predominante, “ma la diffusione della variante Omicron è in rapido aumento”.

Nel nostro Paese, rileva dell’Istituto Superiore di Sanità, la variante Omicron sta spingendo la curva dell’epidemia di Covid-19 sempre più in alto e da 11 settimane consecutive i casi non fanno che aumentare.

Giuseppe De Donno, riconosciuto in Russia per il sangue iperimmune


Sangue iperimmune efficace contro il Covid

La Russia approva la terapia del sangue iperimmune del Dottor Giuseppe De Donno, scoperta rivoluzionaria per guarire il covid a costi ridottissimi, per cui l’ insigne studioso ha dato la vita.

Di Donno approvata in Russia. Il ministero della salute russo ha approvato in via definitiva la terapia del Dottor De Donno del sangue iperimmune, giudicandola sicura e neutralizzante. 

“Per la produzione di “COVID-globulina” viene utilizzato solo plasma di donatore con un alto titolo di anticorpi contro il COVID-19 Secondo i risultati della ricerca, il farmaco COVID-globulin ha ricevuto un certificato di registrazione permanente dalla Ministero della Salute della Russia”, afferma la nota. 

Nel 70% dei casi la terapia al plasma russa ha impedito lo sviluppo delle complicanze da Coronavirus. Per la produzione del “Kovid-Globulin” viene usato solo il plasma dei donatori guariti, con un alto titolo di anticorpi verso il COVID-19. 

Approvata in Russia.

Il ministero della salute russo ha approvato in via definitiva la terapia del Dottor De Donno del sangue iperimmune, giudicandola sicura e neutralizzante. 

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Covid: il nuovo decreto


Il cdm ha approvato un primo blocco di misure sulle quarantene e l’utilizzo del green pass. Il prossimo Cdm (presumibilmente già nei primi giorni di gennaio ) potrà adottare ulteriori misure.

Oggi è stato approvato approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per il contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19 e disposizioni in materia di sorveglianza sanitaria.

Ecco il testo in pillole: prevede nuove misure in merito all’estensione del Green Pass Rafforzato (che si può ottenere con il completamento del ciclo vaccinale e la guarigione) e le quarantene per i vaccinati.

GREEN PASS RAFFORZATO

Dal 10 gennaio 2022 fino alla cessazione dello stato di emergenza, si amplia l’uso del Green Pass Rafforzato alle seguenti attività: alberghi e strutture ricettive; feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose; sagre e fiere; centri congressi; servizi di ristorazione all’aperto; impianti di risalita con finalità turistico-commerciale anche se ubicati in comprensori sciistici; piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto; centro culturali, centro sociali e ricreativi per le attività all’aperto Inoltre il Green Pass Rafforzato è necessario per l’accesso e l’utilizzo dei mezzi di trasporto compreso il trasporto pubblico locale o regionale.

QUARANTENE

Il decreto prevede che la quarantena precauzionale non si applica a coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al COVID-19 nei 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario o dalla guarigione nonché dopo la somministrazione della dose di richiamo.

Fino al decimo giorno successivo all’ultima esposizione al caso, ai suddetti soggetti è fatto obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 e di effettuare

– solo qualora sintomatici

– un test antigenico rapido o molecolare al quinto giorno successivo all’ultima esposizione al caso.

Infine, si prevede che la cessazione della quarantena o dell’auto-sorveglianza sopradescritta consegua all’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare, effettuato anche presso centri privati; in tale ultimo caso la trasmissione all’Asl del referto a esito negativo, con modalità anche elettroniche, determina la cessazione di quarantena o del periodo di auto-sorveglianza.

Colori regioni, chi rischia il giallo tra Natale e Capodanno e chi no


Con il cambio di colore di Veneto, Liguria, Marche e provincia di Trento (che si affiancano a Friuli Venezia Giulia, provincia autonoma di Bolzano e Calabria), da lunedì 21 dicembre saranno circa 12 milioni gli italiani in zona gialla.

Un numero che prima della fine dell’anno potrebbe crescere fino a quota 33 milioni, ossia oltre la metà della popolazione. Ci sono infatti tre Regioni in bilico, che potrebbero lasciare la zona bianca entro fine anno: Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio, che insieme hanno circa 21 milioni di abitanti.

La Lombardia (261 casi settimanali ogni 100mila abitanti) nella giornata di mercoledì ha comunicato un nuovo incremento di posti letto nei reparti ordinari, passati da 7.945 a 8.485 (+540).

E così, malgrado i ricoveri siano stabili a quota 1.185, in base ai dati Agenas il tasso di ospedalizzazione è calato dal 15 al 14% in area medica. Mentre in terapia intensiva il dato è stabile al 9,5 per cento. Il giallo è per ora rinviato. Ma continua a incombere.

In base al monitoragggio settimanale dell’Iss (che fotografa i dati aggiornati al 16 dicembre) sta messo solo un po’ meglio il Lazio (236 casi settimanali ogni 100mila abitanti) con i ricoveri in area medica in calo al 12,5 per cento e le rianimazioni stabili al 9,4 per cento (dato cabina di regia).

«Il Lazio a Natale non rischia il giallo ma probabilmente verso il Capodanno potremmo andarci. Bisogna sempre mantenere alta l’attenzione, abbiamo un vantaggio da difendere e non dobbiamo far calare le misure di prevenzione» ha detto l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

In crescita i ricoveri in Emilia Romagna (291 contai settimanali ogni 100mila abitanti). I ricoveri in terapia intensiva sono oltre il limite, al 12 per cento. Mentre quelli in area non critica sono all’11 per cento.

Alta l’incidenza anche in Valle d’Aosta (327 casi ogni 100mila abitanti) e Piemonte (273). Sul fronte dei ricoveri in Piemonte siamo al 10,7% di ricoveri in area non critica e all’8,4 per cento nelle rianimazioni. Particolare il caso della Valle d’Aosta dove i ricoveri nei reparti ordinari sono schizzati al 18,2% ma quelli in terapia intensiva sono “solo” al 6,1 per cento.

Tutte le altre regioni sono per ora al riparo da imminenti cambi di colore.

Quelle più “virtuose” sul fronte dei contagi sono Molise (30 casi ogni 100mila abitanti), Puglia (79) e Sardegna (88). Le tre regioni registrano anche tra le percentuali più basse sul fronte dei ricoveri.

In Molise siamo al 4% per i ricoveri in area medica. In Puglia al 4,6% nei reparti ordinari e al 5,1% in terapia intensiva e in Sardegna al 7,4% in area non critica e al 3,4 per cento in rianimazione.

L’italiano contagiato da Omicron: “Sintomi blandi, contento di essermi vaccinato”


“Sono soddisfatto di essermi vaccinato, perché il vaccino nel nostro caso ha funzionato in maniera egregia”.

A dirlo al giornale radio Rai è il paziente zero italiano della variante Omicron.

“Considerati i sintomi blandi miei e della mia famiglia, che è stata contagiata e comprende persone tra gli 8 e gli 81 anni, posso dire che l’infezione si è manifestata solo in modo lieve” aggiunge il manager che fa sapere di essere in isolamento e monitorato in maniera assidua da medici e autorità sanitarie.

“La situazione è sotto controllo dice il direttore generale della Asl di Caserta Ferdinando Russo il paziente zero e i suoi familiari hanno una carica virale molto bassa, e ciò, mi riferisco in particolare agli adulti, è riconducibile al fatto che sono vaccinati con due dosi”.

Russo sottolinea che la Asl continua a seguire “con la massima attenzione” la situazione sul versante scolastico, con le due classi elementari frequentate dai figli del manager in isolamento precauzionale.

Addio a Henry Pessar, il fotografo delle star


Uno dei più famosi fotografi delle celebrità del secolo scorso. Si è spento all’età di 85 anni. Suo lo scatto di John Lennon a letto con Yoko Ono

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Henry Pessar verrà salutato con un tributo religioso alle 9,30 di venerdì 28 agosto presso il crematorio di Nizza.

Coronavirus, Usa e Brasile superano i mille morti al giorno.


Gli Stati Uniti hanno raggiunto la quota di 175.245 morti a causa del virus Covid 19. Lo rende noto l’Università Johns Hopkins, che ha contato per oggi altre 1.067 vittime.

Complessivamente si sono registrati negli Usa 5.618.133 casi di contagio. Solo nella città di New York sono morte per Covid 23.641 persone. Nel New Jersey 15.941, in California 11.886, in Texas 11.391, in Florida 10.168.

Il Brasile ha registrato ulteriori 1.054 decessi e 30.355 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari della sanità (Conass) e il ministero della Sanità brasiliani.

Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 3.532.330, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 113.358.

Il tasso di letalità è rimasto fermo al 3,2%, mentre quello di mortalità è pari a 53,9 persone ogni centomila abitanti.

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Covid, Russia annuncia vaccino. Putin: “Registrato, mia figlia lo ha già provato”


Il presidente russo: “Già somministrata una dose a mia figlia. Febbre a 38 poi è calata”.

L’infettivologo Galli: “Per ora è solo un annuncio”.

Cauta l’Oms: “Dovrà passare da una rigorosa valutazione”

Mosca, 11 agosto 2020  La notizia ha del clamoroso e arriva da Mosca. Mentre la Russia continua a fare i conti sul fronte Coronavirus con dati negativi, Vladimir Putin ha annunciato che il ministero della Sanità russo ha registrato il primo vaccino contro il Covid nel mondo e che sua figlia ne ha già ricevuto una dose.

E secondo fonti ufficiali, venti Paesi nel mondo hanno già pre-ordinato un miliardo di dosi. Ma non manca lo scetticismo e l’Oms invita alla prudenza.

Lo riferisce Russia Today, citando il presidente russo, secondo cui il vaccino, sviluppato dall’Istituto Gamaleya di Mosca, ha ricevuto il via libera dal ministero della Sanità. Putin ha rivelato che alla figlia è già stato somministrato il vaccino, che le ha procurato una febbre, sparita poco tempo dopo.

Anche Sputnik scrive dell’annuncio. “Per la prima volta al mondo, stamattina ha detto il leader del Cremlino in un incontro col governo è stato registrato un vaccino contro il nuovo Coronavirus”.

Anche il ministro della Salute Mikhail Murashko ha confermato che il vaccinco è stato registrato.

Ma Putin è andato più in là rivelando il dettaglio che riguarda la figlia: “Una delle mie figlie è stata vaccinata ha poi detto il presidente.

Ha preso parte alla sperimentazione. Dopo essere stata vaccinata ha avuto 38 di febbre, il giorno dopo leggermente più di 37.

Poi, dopo la seconda dose, ha avuto di nuovo una leggera febbre, e dopo tutto tutto era a posto, si sente bene e ha un alto numero di anticorpi”.

Putin ha aggiunto di auspicare “che potremo avviare la produzione di massa di questo medicinale nel prossimo futuro, è molto importante”.

Il leader del Cremlino ha detto che la vaccinazione deve essere effettuata “a condizioni assolutamente volontarie” in modo che tutti coloro che lo desiderano possano “sfruttare le conquiste degli scienziati russi”.

So che altre istituti stanno lavorando su vaccini simili in Russia.

Auguro successo a tutti gli specialisti. Dovremmo essere grati a coloro che hanno fatto questo primo passo estremamente importante per il nostro Paese e per il mondo intero”.

Vaccino russo: la scheda

l vaccino russo si chiama Sputnik V, secondo il sito internet ufficiale.  “Sputnik-I ha rivitalizzato le esplorazioni spaziali nel mondo.

Il primo vaccino per il coronavirus ad essere registrato nel mondo ha creato un momento cosiddetto Sputnik per la comunità globale.

Sulla base di questo paragone il vaccino è stato chiamato Sputnik V”, spiega il sito. La somministrazione in due dosi aiuta a formare un’immunità dal Covid-19 fino a due anni, secondo l’ufficio stampa del ministero della Salute.

Il vaccino Gam-COVID-Vac è basato sull’adenovirus, è stato testato sugli animali e poi su due gruppi di volontari.

Lo stabilimento della Binnopharm nella città di Zelenograd potrà produrre 1,5 milioni di dosi di vaccino all’anno. La produzione industriale sarà avviata da settembre. Lo rendono noto fonti ufficiali di Mosca.

Oms: “Serve cautela”

L’Oms ha accolto con cautela la notizia, rilevando che, come gli altri, deve seguire le procedure di prequalifica e revisione stabilite dall’agenzia. “Accelerare non dovrebbe significare compromettere la sicurezza“, ha detto un portavoce dell’Organizzazione.

In ogni caso l’Organizzazione mondiale della Salute e le autorità russe stanno discutendo del processo di pre-certificazione del vaccino.

La posizione dell’Oms è netta: il vaccino dovrà essere sottoposto a “rigorosi esami e valutazioni di tutti i dati richiesti sulla sicurezza e l’efficacia” prima di ottenere l’approvazione: lo ha detto oggi a Ginevra durante una conferenza stampa online il portavoce dell’Oms, Tarik Jasarevic.

Le reazioni

“Finché non avremo dati confermati si tratta solo di un annuncio giornalistico.

Sarebbe bellissimo se fosse vero, ma devo esprimere delle riserve fino a quando non avremo evidenze”.

Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, esprime qualche perplessità sull’annuncio.

“Sarebbe una notizia fantastica dice Galli all’Adnkronos Salute ma è difficile visto che le modalità e le caratteristiche per l’approntamento di un vaccino sono diverse da queste, a meno che non siano stati resi noti tutti i dati necessari precedenti, sulla sicurezza e l’efficacia, di cui non ho notizia”.

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Ricordando il Grande Maestro “ENNIO MORRICONE”


Ennio Morricone (Roma, 10 novembre 1928 – Roma, 6 luglio 2020) è stato un compositore, musicista, direttore d’orchestra e arrangiatore italiano.

Studiò al Conservatorio di Santa Cecilia, a Roma, dove si è diplomato in tromba; ha scritto le musiche per più di 500 film e serie TV, oltre che opere di musica contemporanea.

La sua carriera include un’ampia gamma di generi compositivi, che fanno di lui uno dei più versatili, prolifici e influenti compositori di colonne sonore di tutti i tempi.

Le musiche di Morricone sono state usate in più di 60 film vincitori di premi. Come giovane arrangiatore della RCA, ha contribuito anche a formare il sound degli anni sessanta italiani, confezionando brani come Sapore di saleIl mondoSe telefonando, e i successi di Edoardo Vianello.

ENNIO MORRICONE Per un pugno di dollari

A partire dal 1946 ha composto più di 100 brani classici, ma ciò che ha dato la fama mondiale a Morricone come compositore, sono state le musiche prodotte per il genere del western all’italiana, che lo hanno portato a collaborare con registi come Sergio Leone, Duccio Tessari e Sergio Corbucci, con titoli come la Trilogia del dollaroUna pistola per RingoLa resa dei contiIl grande silenzioIl mercenario, Il mio nome è Nessuno e la Trilogia del tempo.

Dagli anni settanta Morricone diventa un nome di rilievo anche nel cinema hollywoodiano, componendo musiche per registi americani come John Carpenter, Brian De Palma, Barry Levinson, Mike Nichols, Oliver Stone e Quentin Tarantino.

Morricone ha scritto le musiche per numerose pellicole nominate all’Academy Award come I giorni del cieloMission e The Untouchables – Gli intoccabili.

Nel 2007 Morricone ha ricevuto il premio Oscar onorario alla carriera “per i suoi contributi magnifici all’arte della musica da film” dopo essere stato nominato per 5 volte tra il 1979 e il 2001 senza aver mai ricevuto il premio.

Il 28 febbraio 2016, ottiene il suo secondo Oscar per le partiture del film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight, per la quale si è aggiudicato anche il Golden Globe.

Morricone ha vinto anche tre Grammy Awards, quattro Golden Globes, sei BAFTA, dieci David di Donatello, undici Nastri d’argento, due European Film Awards, un Leone d’Oro alla carriera e un Polar Music Prize. Ha venduto inoltre più di 70 milioni di dischi.

Era Accademico Effettivo dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e socio dell’associazione Nuova Consonanza impegnata in Italia nella diffusione e produzione di musica contemporanea. Il 26 febbraio 2016, gli è stata attribuita la stella numero 2574 nella celebre Hollywood Walk of Fame. Il 27 dicembre 2017 ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, il secondo grado in ordine d’importanza.

Festa privata a Gottinga, esplode un nuovo focolaio in Germania


In seguito al deflagrare di un nuovo focolaio di Covid-19 causato da alcune feste private, la città di Gottinga, in Bassa Sassonia, ha deciso di chiudere fino al prossimo lunedì tutte le scuole e gli asili per impedire una ulteriore diffusione del virus.

I nuovi contagi si sono concentrati prevalentemente in un palazzo molto ampio, tanto che le autorità cittadine hanno deciso di sottoporre tutti gli abitanti dell’edificio al tampone del coronavirus.

Si tratterebbe “di uno strumento medio” da adottare al posto di una quarantena generalizzata, si afferma a Comune di Gottinga.

Il focolaio, come era emerso la settimana scorsa, è stato scatenato da una serie di feste private: già 80 persone sono risultate positive al virus, ancora si attende il risultato di altri test.

Nella città 200 persone sono state poste in quarantena obbligatoria, con tanto di controllo da parte delle forze dell’ordine.

Sono risultati positivi anche molti bambini e adolescenti, il che porta alla decisione della chiusura precauzionale delle scuole cittadine, in modo da valutare i test e capire le catene d’infezione verificabili e di avviare ulteriori misure volte a contenere la diffusione del coronavirus.

Già da domenica sono in corso controlli presso alcuni shisha-bar della zona: in uno di questi locali si sarebbe infatti diffuso il contagio di questi giorni.

Da lunedì, se sarà revocata l’ordinanza di chiusura delle scuole, si imporrà a ragazzi l’obbligo di indossare le mascherine.

Le feste che avrebbero alimentato la diffusione del virus erano legate alle festività musulmane di fine Ramadan nelle quali erano coinvolte alcune famiglie molto numerose.

Vaccino Oxford-Pomezia, a settembre 400 milioni di dosi: accordo con multinazionale Astrazeneca. Fondi anche dagli Usa


Almeno 400 milioni di dosi del potenziale vaccino anti Covid-19 Oxford-Pomezia pronte a settembre.

La multinazionale Astrazeneca ha concluso i primi accordi per la produzione, con una capacità di 1 miliardo di dosi nel 2020 e 2021 e avvierà le prime consegne a settembre.

Dopo la prelazione di 30 milioni di dosi da parte del Governo inglese, la compagnia rende noto che sta lavorando ad accordi in parallelo, anche con altri governi europei, per assicurare una «ampia ed equa fornitura del vaccino nel mondo, con un modello no-profit, durante la pandemia».

Anche gli Usa entrano nella squadra per lo sviluppo del vaccino anti-Covid in sperimentazione a Oxford e al quale collabora anche l’azienda italiana Irbm di Pomezia.

Un finanziamento di oltre 1 miliardo di dollari è arrivato infatti dall’Autorità Usa per la ricerca biomedica avanzata (Barda) alla multinazionale Astrazeneca per lo sviluppo, la produzione e la fornitura del vaccino a partire dall’autunno.

Il programma di sviluppo include una fase 3 di sperimentazione clinica con 30mila partecipanti ed anche una sperimentazione pediatrica.
La compagnia si sta inoltre impegnando con organizzazioni internazionali come la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI), l’Alleanza per i vaccini Gavi e l’Organizzazione mondiale della sanità per una «giusta allocazione e distribuzione del vaccino nel mondo».

Contatti sono in corso pure con il Serum Institute of India ed altri potenziali partner, al fine di aumentare la produzione e la distribuzione del vaccino.

Astrazeneca, inoltre, parteciperà alla nascita di un centro di ricerca congiunto per la risposta alle pandemie presso la Oxford University.

Al momento è in corso la fase 1-2 di sperimentazione del vaccino per provarne la sicurezza, immunogenicità ed efficacia in oltre 1000 volontari sani tra 18 e 55 anni in vari centri in Inghilterra.

Se i risultati saranno positivi, i test finali saranno condotti anche in altri Paesi.

Astrazeneca riconosce che il vaccino «potrebbe non funzionare, ma è impegnata a portare avanti il programma e la sperimentazione clinica con velocità, e ad aumentare la produzione a rischio».

Lo studio che gela le speranze “Il caldo non fermerà il virus”


Doccia fredda sulle convinzioni che il caldo estivo potesse frenare l’avanzata del virus.

Secondo uno studio americano, è “improbabile” che le variazioni del clima possano avere un ruolo importante sulla prima ondata del Covid-19.

“Il caldo non ferma la pandemia”

Sono queste le conclusioni di una ricerca dell’Università di Princeton, nel New Jersey, appena pubblicata su Science.

La conclusione degli studiosi è che, dato l’alto numero di persone ancora vulnerabili al virus e la velocità con cui si diffonde, le condizioni climatiche non potranno impedire più di tanto i contagi o l’avanzata dell’infezione.

“Prevediamo che climi più caldi o più umidi non rallenteranno il virus, almeno nella fase iniziale della pandemia”, ha dichiarato la prima autrice dello studio, Rachel Baker, come riporta AdnKronos. “Vediamo una certa influenza del clima sulla dimensione e sui tempi della pandemia. Ma, in generale, poiché c’è ancora una larga fetta di popolazione vulnerabile, il virus si diffonderà rapidamente, indipendentemente dalle condizioni climatiche”, afferma la ricercatrice.

“Il clima, per ora, non c’entra”
Un po’, in realtà, lo avevamo immaginato tutti anche se la speranza era l’ultima a morire: l’enorme diffusione del Covid in Paesi caldi e umidi come Brasile, Ecuador ed Australia (tanto per citarne alcuni), ci aveva fatto presagire quello che da oggi è diventato ufficiale. “Non sembra che il clima stia regolando la diffusione in questo momento”, prosegue la Baker che aggiunge come, al momento, non si conoscono perfettamente i meccanismi di come temperature ed umidità influenzino la trasmissione del virus “ma riteniamo improbabile che questi fattori possano arrestarne completamente la trasmissione in base a ciò che vediamo negli altri virus”.

“Covid potrebbe diventare stagionale”
Prima che Covid-19 possa essere influenzato dal clima dovrà perdere di potenza, in pratica dovrà diffondersi meno rapidamente.

“Se, come sembra probabile, il nuovo Coronavirus è stagionale”, come quello del raffreddore, “potremmo aspettarci che si stabilizzi per diventare un virus invernale man mano che diventa endemico nella popolazione”, ha affermato il co-autore dello studio, Bryan Grenfell, che ha ricordato come, nei prossimi mesi, l’andamento della pandemia sarà influenzata da “fattori introdotti dall’uomo, come gli interventi non farmaceutici per ridurre il contatto”, ma anche da elementi ancora incerti “come la forza e la durata dell’immunità dopo l’infezione”, ha aggiunto.

Tre possibili scenari
I ricercatori hanno fatto alcune simulazioni sulla sensibilità del virus ai vari climi in tutto il mondo, ipotizzando tre scenari:

nel primo, il Covid-19 avrebbe la stessa sensibilità climatica dell’influenza mentre,

nel secondo e nel terzo scenario, a Sars-CoV-2 è attribuito lo stesso comportamento dei comuni virus del raffreddore.

In tutti e tre gli scenari, quindi, il clima è diventato un fattore rilevante soltanto quando ampie porzioni della popolazione erano diventate immuni o resistenti al virus. “Più aumenta l’immunità nella popolazione, più ci aspettiamo che aumenti la sensibilità del patogeno al clima”, ha concluso la Baker.

Lo studio italiano
Speriamo, però, che gli americani si sbaglino: lo studio di due professori dell’Università Statale di Milano che hanno evidenziato, invece, come il caldo e l’umidità siano acerrimi nemici del virus con una diminuzione dei casi più gravi in presenza di temperature più elevate.

Non resta che scoprirlo nelle prossime settimane.

Mortalità ridotta dal 15 al 6% nei pazienti trattati con il plasma iperimmune


La mortalità dei pazienti curati con il plasma iperimmune è scesa dal 15% al 6%: è questo il risultato della sperimentazione condotta dal Policlinico San Matteo di Pavia con l’Asst di Mantova e presentata oggi dalla Regione Lombardia condotta su 46 pazienti.

“All’inizio la mortalità nei pazienti in ventilazione assistita ricoverati in terapia intensiva era tra il 13 e il 20%, circa 15% di media, mentre con la cura con il plasma iperimmune è scesa al 6%”, ha spiegato Fausto Baldanti, direttore unita virologia del San Matteo di Pavia.

Lo studio aveva tre obiettivi: diminuzione mortalità a breve in terapia intensiva, il miglioramento dei parametri respiratori e il miglioramento dei parametri legati all’infiammazione, e proprio sul primo obiettivo sono stati raggiunti i risultati più significativi.

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Addio a Bob Krieger, il grande fotografo


Bob Krieger (Alessandria d’Egitto, 7 settembre 1936 – La Romana, 7 maggio 2020 è stato un fotografo e artista italiano.

Biografia
Bob Krieger nacque in una famiglia cosmopolita e amante dell’arte.

Il padre era un nobile prussiano mentre la madre, siciliana, era pronipote di Giuseppe Cammarano, pittore i cui affreschi si trovano anche nella Reggia di Caserta e nel Teatro San Carlo di Napoli.

Durante l’infanzia ebbe come istitutrice Iolanda Margherita di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele III di Savoia e principessa d’Italia, d’Etiopia e Albania, che dal 1946 visse in esilio ad Alessandria d’Egitto.

Il nome di battesimo, Bob, fu un omaggio al padrino, il maggiore Bob Peel, pronipote del fondatore dei Bobbies inglesi.

Nel 1967 Krieger si trasferì a Milano dove iniziò la sua carriera di fotografo. In pochi anni si affermò professionalmente lavorando soprattutto nel mondo della moda e collaborando con alcune tra le più importanti griffe a livello internazionale, tra cui Armani, Valentino e Versace.

Il suo talento emerse soprattutto nell’arte del ritratto fotografico.

Nel corso della sua lunga carriera fotografò i volti più noti

dell’industria (tra cui Bill Gates, Marco Tronchetti Provera, Gianni Agnelli, Luca Cordero di Montezemolo, Lapo Elkann),

della politica (Francesco Cossiga, Carlo Azeglio Ciampi, Silvio Berlusconi),

dello spettacolo (Charlotte Rampling, Lang Lang, Rupert Everett, Zucchero Fornaciari, Roberto Bolle, Carla Fracci, Ermanno Olmi),

della cultura (Carlo Bo, Indro Montanelli, Vittorio Sgarbi, Christian Barnard, Rita Levi Montalcini, Alberto Arbasino, Margherita Hack, Gillo Dorfles, Emilio Tadini),

della moda (Giorgio Armani, Gianni Versace, Valentino, Ottavio Missoni, Miuccia Prada, Enzo Rosso)

e dello sport (Roberto Baggio, Fabio Cannavaro, Filippo Inzaghi, Antonio Rossi, Jury Chechi).

Fu il ritrattista ufficiale di Gianni Agnelli negli ultimi 10 anni della sua vita.

Fu corrispondente del New York Times Magazine per 8 anni, e collaborò per anni con testate internazionali quali Vogue, Esquire e Harper’s Bazaar, e le sue foto sono comparse tre volte sulla copertina di Time Magazine.

Dal 1970 al 1975 fu Art Director di Bazaar Italia.

Negli ultimi anni Krieger estese la sua produzione artistica all’arte contemporanea. Le sue opere sono state esposte in diverse mostre in Italia e all’estero, ad esempio all’Imago Art Gallery di Londra (2010) e al Palazzo Reale di Milano (2011).

Collaborò attivamente con la Comunità di San Patrignano dove realizzò alcune delle sue opere, ad esempio Victoria, scultura in legno presentata in anteprima al Salone del Mobile di Milano nel 2013.

Krieger era socio consigliere del Circolo Filologico Milanese.
Bob Krieger è morto nel maggio del 2020, a Santo Domingo, mentre era ospite in una villa di amici.

 

Bisogna fidarsi degli italiani, l’autocertificazione deve essere abolita – Pierlaolo Sileri


“L’Italia è come un paziente convalescente da una malattia grave. Lo stiamo dimettendo, ma con prescrizioni da osservare. Però ci dobbiamo affidare anche alla responsabilità e al buon senso”.

Lo sostiene il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, di professione medico, che a proposito dell’autocertificazione per giustificare gli spostamenti delle persone dice: “Io forse non l’avrei messa, ma capisco la logica” perché “c’è sempre qualche furbo” ma per poi aggiungere subito dopo che “se guardiamo questi due mesi, il 95% degli italiani ha rispettato le regole”.

Quindi chiosa: “o ho questo difetto, che mi fido degli italiani”.

E sulla diatriba “congiunti” – “amici”, il viceministro dichiara che “c’è chi vuole giocare con le parole, ma io ho detto amico vero nel senso che non deve essere una scusa” perché “c’è chi vive solo, è vedovo o magari ha bisogno di qualcuno che gli tenga il bambino” e quindi “in mancanza dei nonni e babysitter, un amico è fondamentale”.