Vaisakhi – Festa di inizio primavera 2017 degli indiani Sikh


Giorni di festa per le comunità sikh di tutta Italia, perché oggi ricorre la festa del Vaisakhi è la più importante delle ricorrenze nel calendario sikh perché “si celebra il battesimo di questa religione”.

Originariamente in questa data si festeggiava il buon andamento del raccolto e lo si faceva il primo giorno del mese di Baisakh che corrisponde proprio al 14 aprile.

Infatti in questo giorno si ricorda quando Guru Gobind Singh, il terzo dei dieci maestri del Sikhismo, fondò il Khalsa: la confraternita che riunisce i sikh praticanti, il cui significato è proprio quello di “puro” ed è anche il segno della totale dedizione alla fede.

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Dai primi anni 2000 la comunità degli indiani Sikh di Novellara a 30 km da Reggio Emilia e che giunge da tutt’Italia, si ritrova per il Vaisakhi la tradizionale festa di inizio primavera e la stagione del raccolto, simbolo dell’identità religiosa dei Sikh, costumi sgargainti, musiche e giochi per le vie del centro storico.

Quest’anno la festa si celebrerà sabato 22 aprile a partire dalle ore 14 con ritrovo al tempio Gurdwara Singh Sabha (secondo per dimensioni in Europa) per poi sostare davanti alla Rocca dei Gonzaga (piazzale Marconi).

Tutta la cittadinanza è invitata a seguire il corteo nel campo sportivo in via Indipendenza che si animerà con canti religiosi, dimostrazioni di gatka (tipica arte marziale indiana) e cibo indiano offerto da parte della comunità.

Il corteo percorrerà le seguenti vie: via Vespucci, via Marco Polo, attraversamento Provinciale Nord, via Indipendenza, via Campanini, via Gramsci, via Marchi, via Costa, viale Roma, via Nazario Sauro, vialee Montegrappa, via Penelli, piazza Mazzini, piazzale Marconi (dove sarà effettuata una breve sosta), via De Amicis, via Libertà, via Indipendenza con sosta nel campo sportivo.

Il ritorno al Tempio seguirà invece il seguente percorso: via Indipendenza, attraversamento Provinciale Nord, via M. Polo, via Vespucci.

A queste, che sono ormai tappe abituali della celebrazione sikh, si aggiunge quest’anno un momento di grande solidarietà.

La comunità sikh  ha donato i fondi raccolti al sindaco di Caldarola, Comune duramente colpito dal terremoto del centro Italia e già coinvolto nella raccolta di materiale scolastico “Novellara ama Caldarola” ed alla protezione civile di Novellara.

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“Vaisakhi – Festa di inizio primavera 2017 degli indiani Sikh”

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Vaisakhi è una festa popolare celebrata in tutto il subcontinente indiano settentrionale anche da indu e buddisti. Ricorda la nascita della religione ed è una delle cinque feste più importanti del sikhismo, cade verso la metà di aprile ed è occasione, secondo l’antico calendario della festa della primavera, per ringraziare dei raccolti agricoli ottenuti.

La religione Sikh è monoteista e nasce nel XV secolo in India.

La parola sikh deriva dal sanscrito e significa “discepolo”. Vaisakhi ricorda pure la creazione nel 1699 da parte del Guru (guida spirituale) Gobind Singh della Khalsa Panth cioè la confraternita dei puri dediti all’osservanza rigorosa dei principi della religione.

Leoni e principesse

La ricorrenza prende il nome dal mese del Vaisakh, che inizia solitamente il 13 o 14 aprile e segna l’inizio del raccolto oltre che il nuovo anno solare. In tale giorno i sikh (parola che significa “discepolo”) ricordano il battesimo dei “Panj Piare” (i cinque devoti) per mano del decimo e ultimo guru Gobind Singh, nel 1699: essi così presero il cognome “Singh” (leoni) e le donne diventarono “Kaur” (principesse). Da questi “Panj Piare” Gobind Singh si fece a sua volta battezzare; in questo modo nella nascente Khalsa, la comunità dei puri, il maestro era uguale al discepolo.

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In Italia vivono circa 80.000 indiani di religione Sikh, per numero di presenze è la seconda comunità in Europa dopo la Gran Bretagna. E’ una comunità molto laboriosa conosciuta per le capacità e la cura verso l’agricoltura e la zoofilia. Negli ultimi anni vanno aumentando i ricongiungimenti familiari e molti sono i giovani di seconda generazione.

Alla festa ha partecipato qualche migliaio di fedeli con i loro coloratissimi abiti tradizionali e i turbanti, hanno formato una processione dietro a un carro in cui viene trasportato, tra la devozione di tutti, il Libro Sacro.

Molti fedeli accompagnano il corteo a piedi scalzi, gruppi di devoti precedono il corteo spazzando la strada e spruzzando liquidi disinfettanti e profumanti. Ai lati giovani sikh offrono ai passanti frutta fresca e secca, succhi di frutta, caramelle e bevande fresche in segno di accoglienza e di servizio. In questo periodo, in tutta Italia, varie comunità sikh svolgono queste celebrazioni.

Da Roma a Novellara, da Vicenza a Brescia, da Arezzo a Pordenone, momenti di riflessione con la lettura dei testi sacri, canti tipici, ma anche tanti “Nagar Kirtan” (i cortei per le strade, decorate di fiori) e pranzi tradizionali. Le Gurudware (“casa di Dio”, i templi sikh) si riempiono di fedeli fino all’inverosimile. Da una parte siedono le donne tutte vestite nel coloratissimo abito classico Punjab, il “salwar kameez”; dall’altra gli uomini, tra cui i “sardar”, i veri sikh con la barba e il turbante. La preghiera va avanti ininterrottamente per molte ore: è il tempo che richiede la lettura del testo sacro dei sikh, contenente gli scritti dei guru. Una volta conclusa la preghiera, viene dato spazio ai giovani artisti nel canto di salmo, accompagnati da tabla e harmonium. Intanto, fuori dal tempio viene servito il “langar”, il pasto vegetariano.

Il racconto di Charanjit

«L’anno scorso con le nostre famiglie siamo andati a Roma per festeggiare il Vaisakhi. C’erano migliaia di persone che sfilavano per le via della città. Dai camion, gli altoparlanti trasmettevano musica e discorsi. Gli uomini spargevano l’acqua per pulire le strade, per bagnare il cammino, a simboleggiare una sorta di purificazione, e subito dietro i Panj Piare, i 5 devoti preceduti dal portabandiera. Il Guru Granth Sahib, il nostro libro sacro, era posto su cuscini adagiati su un trono chiamato palkhi sahib. Il trono era rivestito di teli gialli e coperto di fiori bellissimi. Lungo il cammino abbiamo cantato i nostri inni sacri e suonato i tamburi (tabla), i sitar, la cimta (strumento metallico a percussione) e l’armonium».

Cosa sono le cinque “K”?

Tutti i Khalsa (i puri) portano le cinque “K”, i segni fisici della fede:

  • kesh: i capelli lunghi, raccolti in un turbante
  • kanga: il pettine di legno, segno di capelli raccolti in modo ordinato
  • kaccha o kashera: la sottoveste
  • kirpan: la spada cerimoniale, simbolo religioso di lotta contro l’ingiustizia, non un’arma
  • kara: il braccialetto di ferro, simbolo della potenza di Dio

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L’amicizia tra la Comunità di Sant’Egidio e la comunità dei Sikh è di lunga data, nasce con la frequentazione della scuola di lingua e cultura italiana a Ladispoli di un gruppo di lavoratori agricoli della zona ed è cresciuta in questi anni con le visite al tempio Sikh, la partecipazione alle marce della Pace del 1 Gennaio e alle assemblee organizzate da “Genti di Pace” sui temi della convivenza (alcune a seguito di aggressioni razziste di cui sono stati vittime), sulle leggi per le regolarizzazioni, per il ravvedimento operoso e la cittadinanza.

L’amicizia si è allargata a tutta la Comunità Sikh in Italia con la visita di una delegazione di Genti di Pace al Tempio che costruito seguendo il modello dell’architettura sikh nella zona di Novellara (Reggio Emilia) e a Cremona, dove recentemente è stato inaugurato il tempio più grande d’Europa.

A nome di Genti di Pace, Zeinab Ahmed Dolal, italiana originaria dell’Etiopia, ha detto: “Veniamo da paesi e religioni diverse, viviamo in Italia e ci sentiamo responsabili di questo paese, con i cittadini italiani stiamo vivendo questo tempo di crisi che colpisce tutti. Noi vogliamo uscirne fuori insieme. La crisi si vince con la solidarietà: italiani e immigrati insieme per costruire un futuro più giusto per noi e per i nostri figli”.

Anche Mario Marazziti ha ricordato e ringraziato per il sacrificio di molti soldati Sikh che nella Seconda guerra mondiale combatterono con le truppe alleate per la liberazione dell’Italia e dell’Europa dall’occupazione nazista.

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