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L’Ue presenta il ‘passaporto’ vaccinale, in vigore da giugno


La Commissione europea ha presentato oggi la sua proposta legislativa di creare un certificato vaccinale, il “Digital Green Certificate”, per facilitare la libera circolazione sicura all’interno dell’Ue in tempi di pandemia di Covid-19. 

Non si limiterà a dimostrare il vaccino ma fornirà anche dettagli (in assenza della vaccinazione) sul test negativo al Covid (compresi quelli rapidi) oppure sulla presenza di anticorpi da guarigione.

In vigore entro metà giugno, sarà disponibile, gratuitamente, in formato digitale o cartaceo.

La sicurezza e l’autenticità del certificato sarà garantita da un Qr Code che potrà essere usato per verificare la presenza dei dati sui database. 

La Commissione istituirà uno sportello per garantire che tutti i certificati possano essere verificati in tutta l’Ue e sosterrà gli Stati membri nell’attuazione tecnica dei certificati. Agli Stati rimane la responsabilità di decidere quali restrizioni alleviare ai viaggiatori ma dovranno essere uguali per tutti i possessori del certificato verde

“Si tratta di un approccio a livello Ue per il rilascio, la verifica e l’accettazione di certificati per facilitare la libera circolazione all’interno dell’Ue, basato su un rigoroso rispetto della non discriminazione e dei diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione”, spiegano dalla Commissione.

“Sarà definito un quadro tecnico a livello dell’Ue, da mettere in atto entro metà giugno, per garantire la sicurezza, l’interoperabilità e il pieno rispetto della protezione dei dati personali. Consentirà inoltre di estendere la possibilità a certificati compatibili rilasciati in paesi terzi”, aggiungono da Bruxelles. 

Un piccolo dispositivo – misurazioni precise anche a casa


Un’esigenza che cresce ulteriormente con le nuove patologie che si stanno diffondendo purtroppo in tutto il mondo, con le malattie di origine cardiovascolare che sono diventate la prima causa di mortalità nei paesi economicamente sviluppati.

L’età non è l’unico fattore coinvolto!

I dispositivi che scegliamo per questo tipo di misurazioni devono essere facili da utilizzare per tutti, pratici e anche precisi.

Ci sono oggi sul mercato decine di dispositivi che possono aiutarci a tenere traccia di queste misurazioni. Non tutti però, possono offrire un calcolo preciso di questi valori, funzionalità e durata nel tempo.

Possiamo avere a casa misurazioni di livello professionale, senza spendere una fortuna?

Assolutamente sì. Oggi è disponibile IL SATURIMETRO, che in un unico dispositivo ci permette di misurare battiti cardiaci al minuto, saturazione di ossigeno nel sangue e anche pressione, semplicemente con una clip da applicare sul dito.

Come funziona?

Nato per essere facile da usare per tutti. Non ci sono cavi da collegare o complicate impostazioni da modificare. Il prodotto arriva a casa ed è già pronto all’uso!

Basterà infilare l’indice nel dispositivo, aiutandosi a posizionarlo tramite la comoda clip e aspettare che vengano effettuate le misurazioni.

Bastano pochi secondi e nessuna esperienza medica pregressa per avere a casa propria le misurazioni precise dei Battiti Al Minuto, della Saturazione dell’Ossigeno e della Pressione.

Tutto in un dispositivo leggero, progettato per durare e che potremo portare con noi sempre: in palestra come al lavoro, a scuola come in vacanza.

L’importanza della saturazione dell’ossigeno nel sangue

Non dobbiamo misurare ossessivamente la saturazione di ossigeno nel sangue, ma un controllo periodico può aiutarci a scacciare diverse problematiche collegate a patologie dall’esito anche importante.

  • Il valore di riferimento: per i soggetti in buona salute la saturazione di ossigeno normale oscilla tra 97% e 99%, a patto che il nostro livello di emoglobina sia normale.
  • Fino al 95% possiamo ritenere la situazione comunque entro valori di normalità, senza che ci siano delle preoccupazioni eccessive per il nostro stato di salute.

Il saturimetro ci permette di tenere sotto controllo questo importantissimo valore in pochi secondi, quando vorremo, anche ogni giorno. Offre questa misurazione senza problemi e senza difficoltà di utilizzo, precisa perché di grado medico anche se disponibile nelle case di tutti gli italiani.

Misurare la pressione

La pressione arteriosa è uno dei valori più importanti da monitorare per essere certi del nostro buono stato di salute. Per chi soffre già di patologie, anche lievi, di carattere cardio-circolatorio, può essere importante tenerla sotto controllo, evitando magari di ricorrere a pompe ed altri sistemi molto ingombranti.

Per chi ha bisogno in mobilità di una soluzione molto pratica, ideale per chi soffre di:

❌ Pressione alta
❌ Pressione bassa
❌ Pressione con grandi variazioni durante la giornata

Può essere la soluzione più ideale. Una soluzione che ci permette di avere sempre ed in pochi secondi una buona misurazione della nostra pressione arteriosa.

Bradicardia e tachicardia

Sono due livelli anormali di numero di battiti cardiaci al minuto. Il livello di normalità è scientificamente fissato tra i 60 e i 100, con il limite inferiore che delinea la bradicardia e quello superiore che invece segnala tachicardia.

La misurazione di questo valore può aiutare i pazienti che soffrono di flutter striale, fibrillazione ventricolare, tachicardia.

Nuovo Dpcm: ecco cosa si può fare e cosa è vietato. Anche a Pasqua


Il nuovo Dpcm, il primo firmato dal neo Presidente del Consiglio Mario Draghi entrerà in vigore sabato 6 marzo e resterà valido fino al 6 aprile, Pasqua compresa.

Ecco cosa si può e non si può fare a seconda dei colori delle regioni o dei singoli territori.

Spostamenti nazionali

In tutta Italia è vietato spostarsi tra regioni, anche se si trovano in fascia bianca o gialla. Si può uscire dalla propria regione soltanto per motivi di lavoro, salute e urgenza, possibilmente portando con sé il modulo di autocertificazione. In zona arancione è vietato anche uscire dal proprio comune di residenza e rossa.

Spostamenti internazionali

Si amplia il novero dei Paesi interessati della sperimentazione dei voli cosiddetti “Covid tested”. A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l’ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli 

Seconde case

Si può andare nelle seconde case, ma soltanto se si trovano in una regione gialla o arancione e soltanto se per farlo non si deve uscire da una regione arancione scuro o rossa. Chi vive in zona arancione scuro non può uscire dal Comune di residenza anche per andare in una seconda casa. Vietato, in ogni caso, invitare amici o parenti che non facciano parte del proprio nucleo familiare. In caso di case condivise o in multiproprietà potrà andare solo una famiglia alla volta. Bisogna inoltre dimostrare di essere proprietari o affittuari da una data antecedente il 14 gennaio 2021.

Coprifuoco

Nelle aree gialle, arancioni e rosse resta il “coprifuoco” alle ore 22 e fino alle 5 del mattino. In zona bianca le ordinanze regionali possono invece rinviare l’orario del ritorno a casa. La Sardegna – prima regione a conquistare il colore bianco – ha fissato il divieto di uscire dalle 23,30 alle 5.

Scuole

Dal 6 marzo nelle zone rosse vengono sospese le attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Nelle zone arancioni e gialle, i presidenti delle Regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica: nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti; nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni; nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

Visite ad amici e parenti

Chi vive in zona rossa non può andare a trovare a casa amici e parenti nemmeno una sola volta al giorno, neanche a Pasqua, come avveniva invece a Natale. 

Bar e ristoranti

In zona gialla bar e ristoranti possono restare aperti fino alle 18. Da quell’orario in poi è consentito l’asporto, fino al coprifuoco delle 22, e la consegna a domicilio, senza limiti di orario. In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 solo per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande, comprese le enoteche (ma senza degustazione): da questi si potranno acquistare bevande alcoliche e analcoliche ‘da asporto’, senza consumo sul posto, fino alle 22. Dopo le 18 per bar e simili (esercizi senza cucina) resta sempre il divieto dell’asporto dopo le 18.

Negozi

In zona gialla e arancione le attività commerciali sono aperte con orari spesso scaglionati e ingressi contingentati. Nelle zone rosse invece i negozi sono chiusi, tranne quelli dei beni di prima necessità.

Centri commerciali

Nei weekend e nei giorni festivi e prefestivi i negozi all’interno dei centri commerciali devono restare chiusi ad eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. In zona rossa queste restrizioni sono ancor più stringenti perché possono restare aperti solo gli alimentari, le farmacie e i negozi di prodotti agricoli e florovivaistici.

Mercati

Valgono le stesse regole dei centri commerciali.

Servizi alla persona

Nelle zone rosse, saranno chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici.

Palestre, piscine e impianti sciistici

Palestre, piscine e impianti sciistici rimarranno chiusi in tutta Italia.

Cinema, musei e teatri

Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi.

Dal 27 marzo, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala.

Feste, fiere e discoteche

Ancora vietate tutte le forme di assembramento, anche in zona bianca. Quindi le feste restano vietate. Le discoteche devono restare chiuse, come i centri fieristici e congressuali.

Tavolo di confronto con le Regioni

È istituito un tavolo di confronto presso il ministero della salute, con componenti in rappresentanza dell’Istituto superiore di sanità, delle Regioni e delle Province autonome, del ministro per gli Affari regionali e le autonomie e del Comitato tecnico-scientifico, con il compito di procedere all’eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti.

Zone bianche

Nelle zone bianche, per ora solo la Sardegan, si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l’obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali) e i protocolli di settore. Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi). Si istituisce un “tavolo permanente” presso il Ministero della salute, con i rappresentanti delle regioni interessate, del Comitato tecnico-scientifico e dell’Istituto superiore di sanità, per monitorare gli effetti dell’allentamento delle misure e verificare la necessità di adottarne eventualmente ulteriori.

L’Austria si ribella sui vaccini. “Non faremo più affidamento sull’Ue”


 

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, prima del suo viaggio in Israele, annuncia un cambio di rotta per quanto riguarda i vaccini anti-Covid.

Austria, Danimarca e gli altri ‘first mover’ “in futuro non faranno più affidamento sull’Ue e, insieme a Israele, nei prossimi anni produrranno dosi di vaccino di seconda generazione per ulteriori mutazioni del coronavirus e lavoreranno insieme alla ricerca di opzioni di trattamento”, afferma Kurz in una dichiarazione diffusa dall’Apa.

Secondo il cancelliere, atteso giovedì in Israele, “il fabbisogno della sola Austria è stimato a circa 30 milioni di dosi di vaccino”.

In vista del viaggio in Israele, Kurz incontrerà oggi i rappresentanti delle principali società farmaceutiche austriache.

Nella dichiarazione il cancelliere afferma che l’approccio tramite l’Ue ”è stato fondamentalmente corretto, ma l’Ema (Agenzia europea per i medicinali) è troppo lenta con le approvazioni dei vaccini e ci sono rallentamenti nelle consegne da parte delle aziende farmaceutiche”.

“Dobbiamo quindi prosegue Kurz prepararci a ulteriori mutazioni e non fare più solo affidamento sull’Ue per produrre vaccini di seconda generazione”.

Secondo gli esperti, nei prossimi anni, due terzi della popolazione, ovvero oltre sei milioni di austriaci, dovranno essere vaccinati ogni anno, precisa il cancelliere.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto ieri, secondo Reuters, che con Kurz e il primo ministro danese Mette Frederiksen parlerà di “una collaborazione sulla produzione di vaccini”.

Una posizione, quella austriaca, apprezzata in Italia da Matteo Salvini: “La salute degli italiani dovrebbe venire prima di qualsiasi ragionamento. Se ci possono aiutare israeliani, americani o russi, facciamoci aiutare da israeliani o americani o russi. Se ci possono aiutare gli amici di San Marino, io dico: perché no? Facciamo come gli altri Paesi, non aspettiamo per forza la Ue ma organizziamoci anche per conto nostro sui vaccini”. 

Covid 19 – Bologna a rischio zona rossa: situazione critica anche in Romagna


Al 27 febbraio Bologna è in zona arancione scuro. Ma presto potrebbe diventare zona rossa.

La curva epidemica si è impennata in tutta l’Emilia-Romagna e da domani, martedì 2 marzo, passeranno in arancione scuro le province di RiminiRavenna e del cesenate.

E lo saranno per due settimane. A preoccupare, in particolare, i casi nella settimana 22-28 febbraio: in cui l’incidenza è stata di 346 contagi su 100mila abitanti.

Sindaco Bologna: «Siamo da zona rossa»

Il primo a lanciare l’allarme è stato il sindaco di Bologna. «Abbiamo 850 ricoveri dice il sindaco di Bologna Virginio Merola se arriviamo a mille si compromette il sistema sanitario».

Anche l’Ausl bolognese lancia l’sos: «Oggi l’Rt è di 1,34. La situazione è complessa».

Picchi che non si vedevano da metà novembre

Per quanto riguarda i contagi giornalieri regionali anche oggi si sfiorano i 2.600: picchi che non si vedevano da metà novembre e inizi di gennaio.

L’età media cala ancora: ora è a 41 anni. Ventitré le vittime e ricoveri in salita. Il dato a cui si guarda con maggiore apprensione è quello dell’incidenza: nella settimana 22-28 febbraio è di 346 contagi su 100mila abitanti.

Un numero così alto è stato toccato solo a novembre: allora era il picco della cosiddetta «seconda ondata», ora la tendenza è vertiginosamente in crescita.

Rimini la peggiore

Quanto alle singole province, il dato settimanale (22-28 febbraio) più alto è quello di Rimini con un’incidenza di 466 casi.

Segue l’area metropolitana di Bologna con un’incidenza di 434. Il distretto di Bologna da solo ha un’incidenza di 421 e quello imolese di ben 513.

Seguono la provincia di Modena (388), Forlì-Cesena (385, con distretto di Forlì a 295, Cesena a 464), Ravenna (367), Reggio (301), Ferrara (228), Parma (204), Piacenza (155).

Coppie – come sopravvivere alla pandemia senza lasciarsi?


Le restrizioni e, in alcune regioni italiane, il nuovo lockdown stanno mettendo a dura prova le persone e le loro relazioni. 

I periodi di quarantena tendono a intensificare le emozioni, cosa che secondo gli psicologi potrebbe portare a un baby boom o a tassi di divorzio più elevati.

Vuoi evitare un destino simile? Leggi assieme al tuo partner i nostri consigli per affrontare l’isolamento sociale. 

Può andare in due modi

Un professore di psicologia dell’Università di Washington ha detto che mentre da un lato i partner potrebbero sentire “un rinnovato apprezzamento per la persona con cui stanno affrontando un futuro spaventoso”, dall’altro questo potrebbe essere il momento in cui ci si rende conto che non si può passare la propria vita con la persona con cui si convive.

Aumento delle nascite

La ricerca scientifica, e la prevedibile natura umana, ha suggerito che quando le coppie sono costrette a stare a casa insieme, nove mesi dopo c’è un aumento delle nascite. Cos’altro dovrebbero fare?

Aumento dei divorzi

Le ricerche mostrano anche che quando le coppie sono costrette a stare a casa per lunghi periodi di tempo insieme, i tassi di divorzio tendono ad aumentare, come a gennaio dopo che le coppie trascorrono le vacanze insieme.

Se ci sono dei problemi, non stressarti

L’equilibrio è la chiave di ogni relazione, come confermano gli studiosi del matrimonio.

E’ necessario il giusto mix di tempo trascorso da soli in coppia e con gli altri, così come un tempo separato per ogni partner. In quarantena è un po’ difficile. Ma ecco alcuni consigli.

Non preoccuparti delle piccole cose

Se uno di voi prende un cucchiaio extra del vostro limitato hummus da quarantena, ricordate che alla fine sarete fuori dalla quarantena e con tutto l’hummus che vorrete.

Sarebbe imbarazzante ricordare un litigio su chi sta mangiando più hummus.

Passate del tempo separati

Scegliete un momento in cui ognuno di voi va a fare qualcosa da solo. Essere bloccati a casa non significa che dovete stare sempre assieme.

Fughe online

Grazie a internet non siamo mai veramente tagliati fuori dal mondo, quindi abbraccia il mondo virtuale e usa le videochiamate per parlare con i tuoi amici e la tua famiglia. Potete anche organizzare una cena virtuale!

Struttura la routine

Stabilite degli orari per la quiete, per i giochi da tavolo, per la musica e quant’altro, per aiutarvi ad essere entrambi più in sintonia.

Scoprite come affrontate la crisi in modo diverso

Forse uno di voi si abbuffa costantemente di informazioni e si sente frustrato quando l’altro non vuole conoscere ogni dettaglio. Né l’uno né l’altro è in torto! 

Vedi i benefici

Cucinare a casa e mangiare insieme è un ottimo modo per rafforzare il vostro legame e fare qualcosa di piacevole per entrambi.

Imparare i modi di affrontare l’altro

Se uno dei due preferisce parlare di rischi e conseguenze e l’altro cerca solo di mantenere un senso di calma e di routine quotidiana, c’è molto spazio per le discussioni. Ditevi l’un l’altro di cosa avete bisogno e perché.

Rispetta il lavoro dell’altro

Molte persone in quarantena lavoreranno da casa, quindi assicuratevi di rispettare le vostre ore di lavoro, di trovare un orario che funzioni per entrambi e di non imporre compiti extra all’altro.

Comunicare

Questo è il problema più grande nella maggior parte dei rapporti anche al di fuori della quarantena, ma ora è ancora più importante. Se qualcosa che ti sta dando fastidio, diglielo e risolvi il problema.

Reazioni diverse

C’è chi riesce ad essere impermeabile agli eventi esterni e chi invece ne viene molto influenzato. Provate a confrontarvi e a conoscervi meglio sotto questo aspetto. 

Forse avete ragione entrambi

Poiché quarantena e coronavirus sono fenomeni nuovi, quando si hanno idee diverse sulle strategie da adottare, si potrebbe avere ragione entrambi.

Lo stress per i bambini

Assicuratevi di assumervi entrambi la stessa responsabilità e di intrattenere i bambini, perché la quarantena esacerba i sentimenti esistenti su chi sta facendo più lavoro.

Fate un piano finanziario

Le finanze sono una delle principali cause di divorzio e, poiché il coronavirus colpisce duramente l’economia, assicuratevi di preparare un piano e di avere un po’ di solidarietà nel farlo.

Consolatevi a vicenda

Quando si prova la stessa paura per la situazione attuale, può essere facile dimenticare di doversi confortare a vicenda.

Evita discussioni pesanti

Evitate gli argomenti su cui sapete di non essere d’accordo. Non è il momento di scatenare una discussione.

Non minimizzare i sentimenti dell’altro

Amy Morin, psicoterapeuta, allenatrice di forza mentale e consulente matrimoniale, ha consigliato che in quarantena ci si aiuti a vicenda a cavalcare le montagne russe delle emozioni, senza dire “Non c’è niente di cui preoccuparsi”.

Iniziate un progetto assieme

Se avete un obiettivo in comune, è più probabile che lavoriate meglio come compagni di squadra. Provate a fare un puzzle, a creare o progettare qualcosa o a cucinare assieme.

Scopri il linguaggio dell’amore

E’ un ottimo momento per sedersi e scoprire quali sono i vostri metodi preferiti per dare e ricevere amore.

Trovate nuove strategie

Anche se non avrete accesso a molti dei vostri precedenti metodi di rilassamento, come andare a fare una passeggiata, potrete scoprire nuove strategie, insieme o in modo indipendente, come esercizi di respirazione, yoga, disegno, ascoltare musica, leggere un libro, o semplicemente camminare su e giù per la stanza!

Siate gentili

Probabilmente ci saranno dei momenti in cui sarai più irritabile. Se cedi al nervosismo, almeno impara a scusarti. Ci sono poche cose che puoi controllare in quarantena, ma la tua gentilezza è una di queste.

Non annoiatevi

Quando si è annoiati, è molto più probabile che si scatenino litigi e che ci si annoi. Assicuratevi di avere intorno a voi distrazioni che possano agire da pacificatori.

Fate assieme le faccende domestiche

Le faccende di casa sono un’altra cosa per cui le coppie litigano, soprattutto quando c’è una lunga lista di cose da fare. Pulite insieme e dopo la quarantena sarete felici di averlo fatto.

Non tutti i sentimenti negativi dipendono dalla relazione

Con lo stress di una malattia potenzialmente mortale e l’essere rinchiusi per giorni senza una fine definitiva, c’è molta rabbia, frustrazione, tristezza e ansia.

Vedila come un’opportunità

Ricordate un tempo in cui avreste voluto essere chiusi in una stanza con questa persona?

Questa potrebbe non essere la più romantica delle circostanze, ma potreste affrontarla con gli stessi obiettivi di conoscere la persona ad un livello più profondo.

La luce in fondo al tunnel

Uno dei modi migliori per superare una situazione stressante è immaginare di parlarne tra un anno, o anche cinque, visto che ora guarderai a questo periodo con una prospettiva diversa.

 

Covid-19, passano in arancione Campania, Emilia Romagna e Molise


Aumentano i contagi da Covid-19: 15.479 i nuovi casi nelle ultime 24 ore, 348 i morti. Lieve aumento delle terapie intensive, +14, ma in calo i ricoveri (-132).

Oltre 297mila i tamponi effettuati, il tasso di positività risale al 5,2% (+0,4%). La regione con l’incremento maggiore è la Lombardia con 3.724 nuovi contagi, seguita da Emilia Romagna, Campania e Piemonte.

In base ai dati e alle indicazioni della cabina di Regia, il ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà l’ordinanza in vigore a partire da domenica 21 febbraio per cui tre Regioni passano dalla zona gialla all’arancione: sono Campania, Emilia-Romagna e Molise.

Gwyneth Paltrow alle prese con i segni del Covid 19: “Soffro di nebbia nel cervello'”


Gwyneth Paltrow alle prese con i postumi del Covid. L’attrice, in un articolo sul suo sito Goop, ha spiegato di essere stata malata nei mesi scorsi ma di non esserne ancora completamente uscita.

Soffre infatti ancora di forte stanchezza e di quel fenomeno chiamato “brain fog”, “nebbia nel cervello”, che dà momenti di appannamento e “assenza” improvvisi. 

Gwyneth ha raccontato di essersi sottoposta a una serie di accertamenti a gennaio per verificare le sue condizioni di salute.

“Gli esami hanno rilevato livelli molto alti di infiammazione nel mio corpo ha spiegato.

Così mi sono rivolta a uno dei massimi esperti che conosco con questo campo, il dottor Will Cole, che è un medico funzionale.

Dopo che ha visto i miei esami mi ha spiegato che il mio è uno dei casi in cui la strada per la completa guarigione è più lunga del normale”.

La Paltrow però ha cercato di far fruttare questo periodo di malattia e di debilitazione, cercando di distrarsi con la cucina.

In particolare si è data alla preparazione di alimenti naturali in modo da seguire una dieta salutare, libera da zuccheri e alcol.

“Tutto quello che sto facendo mi fa sentire bene, come se fosse un regalo per il mio corpo ha raccontato. Ho energia, mi alleno la mattina e faccio una sauna a infrarossi il più spesso possibile, il tutto per guarire prima e al meglio”.

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IN ATTESA DI RIVEDERE IL TUO STUPENDO SORRISO

AUGURI DI UNA PRONTA E RAPIDA GUARIGIONE

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Covid 19 “rara la nuova variante individuata a Napoli, contagio isolato”


Quella scoperta a Napoli è “una variante abbastanza rara, poco conosciuta, ha alcune mutazioni che sono simili alla variante inglese, più altre che sono state anche descritte nella variante sudafricana, e altre varianti.

Da quello che ci dicono i colleghi dell’Università Federico II, tutti i contatti di questo soggetto erano negativi e sono rimasti negativi nel tempo. Dunque, siamo di fatto abbastanza confidenti che il contagio sia stato isolato e non c’è stata diffusione nella variante”.

Lo afferma Nicola Normanno, dell’Istituto Pascale, alla guida dell’equipe che ha scoperto una variante di Covid 19 a Napoli.

“Stiamo svolgendo un progetto di ricerca insieme all’università Federico II di Napoli e al professor Giuseppe Portella spiega Normanno per un protocollo di sequenziamento del genoma del virus in modo da essere pronti a individuare nuove varianti.

I campioni sono stati selezionati insieme al professor Portella, lui ha indicato questo campione che proveniva da un soggetto di ritorno da un viaggio all’estero ed era risultato positivo.

Sequenziando questo campione, ci siamo imbattuti in una sequenza che non era stata ancora trovata in Italia e lo abbiamo subito comunicato alle autorità sanitarie”.

Nella ricerca effettuata dall’equipe del Pascale “questa è la prima variante che abbiamo trovato, oltre ad altre che erano però tutte riconducibili alla diffusione del virus finora in Italia e in Europa.

Questa è la prima un po’ peculiare e diversa. Noi abbiamo messo a disposizione il nostro know-how, le nostre capacità di sequenziamento alle autorità sanitarie, ora continueremo a sequenziare per monitorare l’evoluzione del virus all’interno della nostra regione, come da accordi con il governo della Regione Campania, che ha finanziato questa attività.

Poi chiaramente ci saranno altri studi che dovranno esser fatti da immunologi e da virologi per poter comprendere le implicazioni di questa specifica variante ma questo prenderà tempo”, ha concluso Normanno.

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Speranza chiude lo sci fino al 5 marzo Ricciardi: “Serve lockdown totale”


Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo.

La preoccupazione per la diffusione di questa e di altre varianti del virus SARS-CoV-2, precisa il ministero, ha portato all’adozione di misure analoghe in Francia e in Germania. 

Decisione che ha scatenato l’ira dei gestori degli impianti: “Ci sentiamo presi in giro”.

Mentre per la Lega è “necessario un cambio di squadra a livello tecnico”.

Intanto tiene banco la proposta di un lockdown totale avanzata da Walter Ricciardi, un lockdown per riportare la circolazione del virus sotto la soglia dei 50 casi al giorno su 100 mila abitanti,

Immediata risposta di Salvini: “Prima di terrorizzare gli italiani, parli con Draghi”. 

Vaccino Covid in ritardo, così l’immunità di gregge rischia di slittare a fine anno


L’obiettivo era ambizioso già prima, quando si sperava che tutto sarebbe filato liscio. Ma adesso chiudere la campagna entro settembre, raggiungendo l’immunità di gregge con il 70% degli italiani vaccinati, rischia di diventare un miraggio.

E di slittare anche a fine anno. Tra ambizioso e miraggio c’è una bella differenza, esattamente quella disegnata dai tagli alle forniture già fatti da Pfizer BioNTech e adesso annunciati da AstraZeneca.

Gli scenari possibili sono tre. 

Il primo – rischia di somigliare a un’illusione. Il commissario all’emergenza Domenico Arcuri sta per inviare una diffida per inadempimento nei confronti di Pfizer BioNTech.

La stessa mossa potrebbe essere fatta più avanti con AstraZeneca.

È il primo passo verso un possibile esposto in una procura italiana oppure a Bruxelles. Se le due aziende dovessero fare marcia indietro o compensare velocemente i tagli, qualche ritardo ci potrebbe essere ma limitato e sostenibile. Pfizer BioNTech ha promesso di recuperare, ma nel governo c’è un certo scetticismo.

Il secondo – scenario prevede che i tagli si fermino a quelli annunciati finora, solo uno slittamento ma senza recupero. In questo caso l’immunità di gregge potrebbe essere raggiunta con poche settimane di ritardo.

Il terzo – scenario, quello più preoccupante, con tagli e ritardi che vanno avanti per mesi. A quel punto diventerebbe difficile chiudere persino entro l’anno. Questo non vuol dire che non siano possibili contromisure.

«Chiudere a settembre dice il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa è comunque possibile.

Per farlo potremo estendere gli orari di somministrazione, portandoli a 16 o 18 ore al giorno».

Ma il nodo delle forniture resta, come certificato nell’incontro di ieri tra il ministro Francesco Boccia e le regioni.

Nel primo trimestre di quest’anno, spiega il commissario Arcuri, «avremo 15 milioni di dosi», poco più della metà rispetto a previste dal primo piano vaccinale.

La guerra legale è già in corso

Ma il fronte che preoccupa di più è quello con AstraZeneca, che la prossima settimana dovrebbe avere il via libera dell’Ema, l’agenzia europea dei medicinali.

È proprio da questa azienda che dovrebbe arrivare il grosso delle dosi nella prima parte della campagna, 40 milioni. La fornitura del primo trimestre era già stata ridotta da 16 a 8 milioni di dosi.

Ieri siamo scesi ancora, a 3,4. Se la sforbiciata dovesse proseguire anche più avanti «sarebbe un vero disastro», ammettono nel governo.

In ogni caso la campagna va rimodulata

L’avvio della vaccinazione per le persone con più di 80 anni, che alcune regioni hanno già fissato a breve, potrebbe slittare a marzo.

Mentre ritorna nel cassetto l’idea di anticipare la vaccinazione degli insegnanti, che pure stava prendendo quota.

Il vaccino di AstraZeneca dovrebbe essere autorizzato, o quanto meno raccomandato, per le persone che hanno meno di 55 anni.

Averne subito tante dosi, che poi sono quelle previste dagli accordi preliminari di acquisto, poteva far scalare qualche posizione alla scuola. Ma adesso sembra davvero impossibile.

Covid-19, dalla California al Regno Unito: caccia alle varianti del virus


Le autorità sanitarie di tutto il mondo hanno gli occhi puntati sulle tre varianti del Covid-19 che preoccupano maggiormente: sono chiamate convenzionalmente «inglese», «sudafricana» e «brasiliana», dal luogo in cui sono state individuate per la prima volta.

Non sono le uniche: lo sforzo di sequenziamento genetico del virus SARS-CoV-2 viene implementato in queste settimane in molti Stati e nuove mutazioni sono già oggetto di particolare attenzione, come in Francia e California.

Tra le migliaia di mutazioni del coronavirus poco significative, si cercano quelle che possono dare al patogeno un qualche vantaggio nella diffusione, solitamente collocato nella posizione della proteina spike, che permette di legarsi alle cellule umane.

Mentre la corsa al vaccino si fa sempre più impellente, da più parti arriva l’appello a non allentare le misure restrittive o di distanziamento, perché globalmente la pandemia non accenna ad arrestarsi e perché, anzi, le nuove varianti sembrano essere in grado di contagiare un maggior numero di persone rispetto alle precedenti versioni del virus.

Così da un lato si cerca di contrastare l’aumento notevole dei casi rilevato nei Paesi dove le varianti sembrano prevalere, dall’altro occorre monitorare la diffusione dei nuovi ceppi. In caso di focolai «senza controllo» o impennata notevole dei casi di positivi in una determinata zona, o viaggi da e verso determinati Paesi, scattano ulteriori misure.

«Dobbiamo essere molto lesti nell’identificare varianti e prendere misure di restrizione della mobilità nei posti i cui ciò dovesse accadere», ha detto ieri il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza.

Che ha aggiunto: «La variante brasiliana preoccupa di più perché sono state segnalate delle reinfezioni». I

In Italia sono state segnalate già alcune decine di casi di variante inglese. Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, ha confermato la necessità di «implementare una politica di caratterizzazione dei ceppi che vengono isolati, per avere un quadro epidemiologico ben definito della circolazione delle varianti». /infografiche/2021/01/_print/23/varianti-covid/dosi-vaccino-somministrate.html

Regno Unito

La variante «inglese», o B.1.1.7, ha avuto origine nel Sud-Est del Paese a settembre. Conta 23 mutazioni, 14 delle quali localizzate sulla proteina spike.

Gli studi scientifici hanno confermato la sua maggior infettività rispetto al ceppo originario, di circa +56 per cento.

È stata segnalata in altri 61 Paesi, ma è diffusa principalmente nel Regno Unito, in Danimarca e Irlanda. La sua progressione in Inghilterra è stata poderosa: il 9 dicembre rappresentava oltre il 60 per cento di tutti i casi positivi, rispetto al 30 per cento di novembre.

Venerdì la notizia data dal premier britannico che la variante sarebbe anche più letale di circa il 30 per cento. Il terzo lockdown nazionale imposto dal governo due settimane fa comincia però a fare effetto: l’indice Rt è in calo.

Brasile

La variante «brasiliana», la B.1.1.28, è stata ribattezzata P.1 ed esprime una costellazione unica di mutazioni, tra cui la E484K, comune alla variante «sudafricana», più temuta perché avrebbe la capacità di indebolire la risposta anticorpale in persone già infettate (o vaccinate).

I due lignaggi, nonostante le somiglianze, sembrano sorti in modo indipendente. La P.1 è stata segnalata in sei Paesi al mondo, tra cui il Giappone, soprattutto per importazione da viaggi.

In Brasile è responsabile della grave situazione che affligge lo stato di Amazonas. La capitale, Manaus, è un caso di studio: con il 76 per cento di colpiti nella prima ondata, stupiscono i contagi attuali, perché ci si sarebbe aspettati un’elevata soglia di immunità.

Sudafrica

La variante «sudafricana», o 501 Y.V2, è stata identificata per la prima volta nella Nelson Mandela Bay in agosto. Sembra sia responsabile della seconda ondata di Covid nel Paese.

Non è molto diffusa in altre zone nel mondo e le segnalazioni sono principalmente legate a viaggiatori. 

Anche il virus sequenziato in Sudafrica sarebbe molto contagioso e associato a una maggiore carica virale. Questa variante ha 21 mutazioni, di cui 9 nella proteina spike, tra cui la E484K, comune al lignaggio brasiliano, che sarebbe stata «vista» sfuggire agli anticorpi in alcuni studi in vitro ed è attualmente la «sorvegliata» numero uno perché potrebbe provocare reinfezioni o aggirare le nostre difese.

Migliaia le reinfezioni, anche se non tutte confermate.

California

Due gruppi di ricerca indipendenti californiani hanno affermato di essersi imbattuti in un nuovo ceppo mentre cercavano segni della variante «inglese»: il lignaggio «californiano», soprannominato B.1.426, che comprende cinque mutazioni.

Una di queste, la L452R, altera la proteina spike del virus.

Tra il 22 novembre e il 13 dicembre gli scienziati hanno testato campioni di 185 pazienti con coronavirus e hanno trovato la variante in circa il 4 per cento dei casi.

La presenza della nuova variante è aumentata, comparendo in più del 25 per cento dei casi, tra il 14 dicembre e il 3 gennaio.

Sarebbe responsabile dell’aumento dei positivi in diversi grandi focolai della contea di Santa Clara. La California ha il peggior tasso di infezione nella nazione.

Covid-19 e varianti: sono più contagiose? Possono ridurre l’efficacia dei vaccini?

Francia

Improvvise impennate dei contagi o focolai la cui origine ed espansione non sia ben nota sono i primi segnali della possibilità di una nuova variante che stia dando al virus un vantaggio evolutivo.

Per questo in Francia sono in corso le analisi sui genomi rilevati in un focolaio della epidemia formatosi nell’ospedale di Compiègne, a circa un’ora d’auto da Parigi. 

Oltre 170 pazienti e 70, tra medici e infermieri, sono stati contagiati e i primi test avrebbero escluso la presenza della variante «inglese».

Si teme quindi una mutazione autoctona magari diffusa anche negli ospedali del Sud-Ovest e dell’Est del Paese, dove la media dei contagi è molto più alta rispetto a quella nazionale. In Francia sono state vaccinate un milione di persone.

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Coronavirus dal Brasile può mettere a rischio il vaccino?


La variante del Covid-19 proveniente dal Brasile potrebbe mettere a rischio la lotta della popolazione contro il virus. Il ceppo, infatti, è forte e capace di infettare anche coloro che sono già guariti.

È per questa ragione che il Governo ha indetto lo stop ai voli.

A parlare degli effetti che una indesiderata diffusione di essa può avere è stato l’infettivologo Massimo Galli.

Galli sulla variante brasiliana

È una variante bella tosta, che ci tocca studiare e studiare parecchio.

E chiudere i voli dal Brasile è stata una decisione necessaria e sacrosanta“, ha detto Massimo Galli.

La variante brasiliana, che ha fatto già chiudere l’Inghilterra, è una cosa pesante purtroppo. 

Quello che è capitato a Manaus mette la pietra tombale sulla strategia di chi ha in mente di far circolare il virus indisturbato per arrivare a un’immunità di gregge a furia di infezioni”.

L’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, inoltre, ha spiegato nei dettagli cosa è accaduto in Brasile: “Lasciando girare il virus come gli pare, si è avuta sì una percentuale importante di gente che si è infettata e quindi immunizzata, ma non importante abbastanza per creare una vera barriera.

E’ successo quindi che il virus ha sviluppato la mutazione giusta per tornare a essere in grado di colpire non solo quelli che non aveva ancora infettato, ma in qualche caso a quanto pare anche quelli che si erano già ammalati.

E’ un elemento di notevole preoccupazione“, ha sottolineato.

I rischi per il vaccino

Il rischio, adesso, è che i vaccini contro il Covid-19 che attualmente si stanno somministrando alla popolazione possano non essere efficaci sul ceppo brasiliano. Non lo sappiamo ancora”, ha detto Galli. “La mutazione 501 alla fine pare di no, ma la 484k, che in un ceppo brasiliano si associa alla 501y, non sappiamo ancora se il vaccino la prende o non la prende e credo che verificarlo sarà il primo lavoro che faranno alla Pfizer.

Le mutazioni virali emergono casualmente ma se sono vantaggiose, la ‘prole’ del primo virus in cui compare la mantiene”.

 

ReiThera – ecco come funziona il vaccino italiano


I primi risultati della Fase 1 del vaccino italiano ( GRAd-CoV2 ) contro il coronavirus prodotto da ReiThera sono incoraggianti.

Dopo 28 giorni dalla vaccinazione oltre il 94% dei soggetti nella fascia d’età 18-55 anni vaccinati con una sola dose ha prodotto anticorpi, ed oltre il 90% ha sviluppato anticorpi con potere neutralizzante nei confronti del virus. Inoltre non ci sono state reazioni avverse.

Nella prima fase di sperimentazione sono state arruolate 100 persone : a partire da agosto 45 sono state vaccinate con dosi diverse e tutte sono arrivate alla fine per la valutazione di sicurezza.

Il vaccino non ha avuto alcun evento avverso grave nei primi 28 giorni dalle vaccinazioni se non un po’ di infiammazione sul sito di iniezione, e in qualche caso stanchezza, mal di testa, qualche linea di febbre.

 

La risposta immunitaria

Il picco di produzione degli anticorpi a quattro settimane resta costante. Gli anticorpi neutralizzanti sono stati trovati in 42 dei 44 volontari ai quali è stato somministrato il vaccino (gli altri volontari hanno avuto il placebo) e le due persone che non hanno sviluppato anticorpi neutralizzanti avevano ricevuto una dose bassa.

Due aspetti importanti: il vaccino è a una sola dose e si mantiene stabile a una temperatura di 2-8 gradi. «Il 92,5% dei vaccinati ha sviluppato anticorpi rilevabili.

Comparando i dati di questo studio con Moderna e Pfizer siamo in linea e ci aspettiamo la capacità del vaccino di prevenire la malattia sostanzialmente come gli altri vaccini.

Il protocollo lo sottometteremo alle agenzie regolatorie in tempi brevi e l’ipotesi è di chiudere fase 3 entro l’estate» ha chiarito Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani.

 

Le tre fasi

Reithera è uno dei 44 vaccini in fase 1 (19 sono in fase 2, 20 in fase 3) sugli oltre 200 allo studio (compresa la fase pre clinica). Quella che si è appena conclusa è appunto la prima fase, quella dei safety trials che prevede la somministrazione del vaccino a a un ristretto numero di volontari, con lo scopo di valutarne sicurezza e dosaggio e avere la conferma di un effettivo stimolo del sistema immunitario.

Le cose sono andate bene quindi ora ReiThera proseguirà con la fase II : il vaccino sarà somministrato a centinaia di volontari (divisi per fascia di età e gruppi differenti ) per valutare l’efficacia dal punto di vista dell’induzione di una risposta immunitaria e della sicurezza del vaccino.

Nella terza fase saranno testati migliaia di volontari (le metà assumeranno un placebo). In questa fase si valuta l’effettiva efficacia del vaccino nell’indurre resistenza all’infezione e non solo la risposta immunitaria; inoltre si verifica la sicurezza in un’ampia popolazione, valutando la presenza di effetti collaterali rari, che potrebbero essere passati inosservati nelle precedenti fasi.

ReiThera ha annunciato che per concludere queste due fasi ci vorranno ancora almeno altri sei mesi.

 

La tecnica

Il vaccino GRAd-COV2, così come quello di Oxford, di Johnson & Johnson e tanti altri, utilizza la tecnologia del vettore virale non replicativo: si utilizza un virus innocuo per l’uomo, che nel caso di Reithera è il virus del raffreddore del gorilla, non patogeno per l’uomo, che viene reso incapace di replicarsi ed al cui interno viene inserito il codice genetico della proteina Spike del Sars-CoV-2.

L’obiettivo che si persegue con questa tecnica è sostanzialmente lo stesso per tutte le altre piattaforme vaccinali: generare una risposta del sistema immunitario contro questa proteina, che agisce come una chiave sui recettori delle cellule umane, consentendo al virus di penetrare e di replicarsi al loro interno.

Allarme Biontech: “Da soli non ce la facciamo, servono altre dosi”


Primo allarme sui vaccini. Arriva dal capo della Biontech, Uğur Şhin, ha avvertito che se altri vaccini contro il coronavirus non saranno approvati subito in Europa la sua azienda da sola non riuscirà a coprire il fabbisogno.

“La situazione non è buona. Si è creato un gap perchè non sono stati approvati altri vaccini e noi dobbiamo coprire il buco con i nostri”, ha spiegato in un’intervista al settimanale tedesco Spiegel.

E immediatamente il ministro della salute tedesco, Jens Spahn, ha esortato l’Ema ad approvare rapidamente anche il vaccino sviluppato dall’Università di Oxford e da AstraZeneca ma i tempi per l’approvazione di quest’ultimo restano incerti.

“Stiamo tentando di avere nuovi partner che producano per noi spiega ancora Sahin ma non è che ci siano fabbriche specializzate che non vengono utilizzate in giro per il mondo che possano produrre vaccini della qualità richiesta da un giorno all’altro.

Entro la fine di gennaio ha continuato noi avremo una visione più chiara se potremo produrre di più e quanto. Non si può semplicemente cambiare, produrre vaccini invece che aspirina o sciroppo per la tosse, questo processo richiede anni di esperienza ed un appropriato equipaggiamento strutturale e tecnologico”.

Il vaccino Biontech-Pfizer ha effettivamente ottenuto poco prima di Natale l’approvazione da parte della Commissione europea che così ha dato il via alla campagna delle vaccinazioni in tutti i Paesi della Ue.

Ma non lo stesso è avvenuto ad esempio per il siero di AstraZeneca, che ha ricevuto l’ok solo in Uk, o per quello di Moderna.

“C’era l’idea che molte altre società sarebbero arrivate con i vaccini, apparentemente c’era l’impressione che ne producevamo a sufficienza, che la cosa sarebbe stata sotto controllo” ha detto ancora Sahin che non ha nascosto la sua “sorpresa”.

 

Il mondo in affanno. In UK 50.000 nuovi casi per il quinto giorno di fila


Un coprifuoco anticipato entra oggi in vigore in 15 dipartimenti del nord-est e del sud-est della Francia, dove il blocco per contenere la pandemia scatterà alle 18 invece che alle 20.

Nonostante l’irrigidimento delle misure, in Bretagna si è arrivati allo scontro con la polizia per una festa di capodanno non autorizzata.

La Francia ha il più alto numero di casi di Covid-19 in Europa occidentale e il quinto al mondo.

In Gran Bretagna, davanti ai numeri in crescita, il governo è costretto a rivedere le proprie decisioni e tornare alla chiusura della scuole. Per il quinto giorno consecutivo si contano più di 50.000 nuovi casi, un’accelerazione legata alla mutazione del virus scoperta a novembre, e che si diffonderebbe tre volte più velocemente. Intanto, con quasi 24.000 positivi al covid-19 ricoverati, il sistema ospedaliero è saturo, soprattutto nel settore est di Londra.

Drammatico il quadro anche negli Stati Uniti dove si registrano più di 20 milioni di casi, secondo le rilevazioni della John Hopkins University.

In Messico cresce il timore tra i cittadini per l’impennata dei nuovi contagi e l’annunciata penuria di ossigeno, che ha spinto a capodanno decine di persone a mettersi in fila per ricaricare le loro bombole. La riduzione delle scorte di ossigeno ha portato a un aumento del prezzo per le ricariche, tanto che molti pazienti non possono più accedervi. “I rivenditori autorizzati mantengono un prezzo fisso, ma la fila è così lunga che a volte bisogna aspettare per ore. Quindi, la fretta ti spinge ad andare in luoghi privati, dove i prezzi per assistere il paziente raddoppiano o triplicano”, spiega uno di loro.

Sul fronte dei vaccini, finora considerato l’unico argine concreto alla pandemia, si registra la denuncia dei fondatori di Biontech sul rischio di una insufficienza nelle disponibilità in Unione europea, dato che la loro produzione non basta e gli altri vaccini non sono stati ancora autorizzati. Intanto, l’OMS ha dato il via libera all’impiego del vaccino Pfizer/Biontech per uso d’emergenza da parte dei paesi a reddito basso e medio.

Il Vaccino Covid 19, le linee guida Aifa: dosi, efficacia, effetti collaterali


LAgenzia italiana del farmaco ha pubblicato sul proprio sito le «istruzioni per l’uso» del vaccino contro il Covid-19 preparato da Pfizer e BioNTech, il Corminaty.

Nel sito dell’Aifa sono presenti le risposte alle domande più comuni su questo preparato, basato sulla tecnologia a rna messaggero (mRna). Il vaccino, si legge, è destinato a «soggetti di età pari o superiore a 16 anni», «non contiene il virus» e «non può provocare la malattia». 

Come viene somministrato il vaccino?

Il vaccino già somministrato, tra gli altri Paesi, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, e la somministrazione del quale inizierà domenica 27 dicembre, nell’Unione europea, compresa l’Italia viene somministrato in due iniezioni, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra

L’mRna del vaccino resta nel corpo?

No. La risposta viene spiegata dall’Aifa con alcune righe che riassumono il meccanismo di funzionamento del vaccino, partendo dalle modalità usate dal virus per attaccare l’uomo: «I virus Sars-CoV-2 infettano le persone utilizzando una proteina di superficie, denominata Spike, che agisce come una chiave permettendo l’accesso dei virus nelle cellule, in cui poi si possono riprodurre», spiega l’Aifa.

I vaccini contro il Covid servono a bloccare quella proteina. Il vaccino di Pfizer e BioNTech è fatto con molecole di acido ribonucleico messaggero che contengono le istruzioni perché le cellule della persona che si è vaccinata sintetizzino le proteine Spike.

Una volta iniettato, l’mRNA viene assorbito dalle cellule e avvia la «fabbricazione» di quelle proteine: che a loro volta stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici. Se il soggetto vaccinato dovesse poi entrare in contatto con il virus, il corpo avrà già anticorpi per bloccarlo. L’mRNA del vaccino, poco dopo la vaccinazione, si degrada e sparisce. 

Che cosa contiene il vaccino?

L’Aifa spiega che l’Rna messaggero è racchiuso «in liposomi formati da ALC-0315 ((4-idrossibutil)azanediil) bis (esano-6,1-diil) bis (2-esildecanoato) e ALC-0159 (2-](polietilenglicole)-2000]-N,N-ditetradecilacetammide) per facilitare l’ingresso nelle cellule», oltre ad altri eccipienti: «1,2-Distearoyl-sn-glycero-3-phosphocholine colesterolo potassio cloruro potassio diidrogeno fosfato Sodio cloruro Fosfato disodico diidrato saccarosio acqua per preparazioni iniettabili».

La protezione è efficace subito dopo l’iniezione?

No, spiega l’Aifa: «l’efficacia è stata dimostrata dopo una settimana dalla seconda dose». 

Quanto dura la protezione?

Non si sa, spiega l’Aifa: il periodo di osservazione vista la rapidità con cui è stato sviluppato il vaccino, contro un virus noto da meno di un anno è stato limitato, ma «le conoscenze su altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi».

Chi è vaccinato può, se viene contagiato, trasmettere il virus?

È plausibile, scrive l’Aifa, che spiega come sia necessario più tempo per ottenere dati significativi.

La raccomandazione è che chi è in contatto con un soggetto che si è vaccinato continui comunque ad adottare le misure di protezione anti Covid

Sono state osservate reazioni avverse?

Quelle osservate più di frequente sono state di entità lieve o moderata e si sono risolte entro pochi giorni dalla vaccinazione.

Di che cosa parliamo? Di dolore e gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore ai muscoli e alle articolazioni, brividi e febbre.

In meno di una persona su 10, scrive l’Aifa, sono stati osservati arrossamento nel sito di iniezione e nausea. Prurito nel sito di iniezione, dolore agli arti, ingrossamento dei linfonodi, difficoltà ad addormentarsi e sensazione di malessere sono stati effetti non comuni, visti in meno di 1 persona su 100.

In meno di una persona su mille è stata osservata debolezza nei muscoli di un lato del viso Chiunque dovesse sviluppare reazioni lo può comunicare al proprio medico, alla Asl di appartenenza o sul sito dell’Aifa, qui

Chi è allergico può vaccinarsi?

L’Aifa scrive che «le persone con una storia di gravi reazioni anafilattiche o di grave allergia, o che sono già a conoscenza di essere allergiche a uno dei componenti del vaccino Comirnaty, dovranno consultarsi col proprio medico prima di sottoporsi alla vaccinazione».

Inoltre, le persone che manifestano una reazione allergica grave dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino non devono ricevere la seconda. I casi di grave reazione allergica verificatisi fino ad ora sono stati però pochissimi,

Le donne in gravidanza possono vaccinarsi?

I dati al momento sono molto pochi, scrive l’Aifa, ma «studi di laboratorio su modelli animali non hanno mostrato effetti dannosi in gravidanza».

Insomma, il vaccino non è controindicato e non esclude le donne in gravidanza dalla vaccinazione. Non sono previsti rischi nemmeno per le donne che allattano al seno: ma «l’uso del vaccino durante la gravidanza e l’allattamento dovrebbe essere deciso in stretta consultazione con un operatore sanitario dopo aver considerato i benefici e i rischi». 

Le persone con immunodeficienza o malattie autoimmuni possono vaccinarsi?

Al momento non si hanno dati sufficienti per fornire una risposta decisiva, ma «le persone con malattie autoimmuni che non abbiano controindicazioni possono ricevere il vaccino», e non vi sono problemi di sicurezza per persone con un sistema immunitario indebolito.

A chi bisogna rivolgersi per ricevere il vaccino?

La vaccinazione sarà effettuata attraverso il Sistema sanitario nazionale: non ci si può vaccinare privatamente a pagamento.

Nella fase iniziale la vaccinazione sarà riservata al personale sanitario e al personale e agli ospiti delle residenze per anziani; le vaccinazioni saranno effettuate nei 286 ospedali definiti dal Piano nazionale di vaccinazione.

La vaccinazione sarà gratuita per tutti.

Servono dei documenti particolari per poter essere vaccinati?

No: bastano un documento di identità valido e la tessera sanitaria. «Può essere utile», scrive Aifa, «avere con sé anche l’eventuale documentazione sanitaria che possa aiutare il medico vaccinatore a valutare lo stato fisico».