Il peggio della crisi del costo della vita deve ancora venire. Le azioni che reggeranno all’urto, secondo Berenberg


La spesa dei consumatori è stata straordinariamente resiliente finora nonostante le tensioni geopolitiche, i blocchi delle catene di approvvigionamento e l’impennata dei prezzi dell’energia, il che ha creato falsi miti sull’effettivo senso di sicurezza dei cittadini.

A lanciare l’allarme sono gli analisti di Berenberg che vedono come inevitabile un rallentamento dei consumi al punto che hanno incorporato nelle loro previsioni uno scenario di recessione, con le stime sugli utili ora sotto quelle del consenso del 15% e del 10%, rispettivamente, per il 2023 e il 2024. “Riteniamo che gli investitori si stiano preparando ai downgrade e non si muoveranno finché le previsioni non miglioreranno”, avvertono.

Il peggio della crisi del “costo della vita” deve ancora venire.

“Nel Regno Unito, dove i venti contrari soffiano più forte, il nostro modello indica che la spesa discrezionale dei consumatori scenderà, mediamente, del 13% il prossimo anno: per i redditi più alti la discesa dovrebbe essere meno marcata segnando un -4%, mentre per quelli più bassi potrebbe raggiungere il -25%”, spiegano gli esperti di Berenberg, ammonendo che “tali previsioni sono persino troppo ottimistiche dal momento che non tengono conto di un probabile ulteriore incremento dei prezzi dell’energia e dei tassi di interesse”.

Un sospiro di sollievo potrebbe, però, arrivare dai nuovi stimoli governativi e da un maggior utilizzo del credito, oltre che dal risparmio accumulato.

I settori che mostrano maggior resilienza 

In questo contesto, gli analisti di Berenberg segnalano che alcuni comparti stanno tenendo duro essendo stati colpiti in misura marginale dalla crisi dei consumi degli ultimi mesi.

In primis, quello dei beni di lusso beneficia di un mix di ingredienti positivi quali esposizione più diversificata alle vendite globali, rischi di ribasso limitati, pricing power più forte e un più limitato impiego della leva finanziaria.

I sottogruppi degli articoli sportivi e quello delle vendite al dettaglio, invece, risultano più esposti ai venti contrari attuali dal momento che le loro catene di fornitura sono più lunghe e meno flessibili, fanno un maggior ricorso alla leva finanziaria e il cambio è per loro meno vantaggioso.

Tra le top pick di Berenberg ci sono: JD Sports, EssilorLuxottica e Kering, mentre il broker ha abbassato il rating su Adidas a hold e su H&M.

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