Long Covid, l’Oms: “E’ una pandemia ombra”


Bologna, 19 luglio 2022 L’ondata estiva di Covid porta con sè l’allarme di Oms Europa, il cui direttore Hans Kluge invita a considerare il Long Covid ovvero sintomi e stanchezza che si protraggono anche per mesi una ‘pandemia ombra’.

D’altro canto, in Italia e con l’approcciarsi delle vacanze, il tracciamento del maledetto virus sembra sempre più difficile, anche perché passa l’idea che le nuove varianti abbiano sintomi molto meno gravi. Ma secondo gli ultimi studi a soffrire di long Covid in realtà è un paziente su tre.

L’allarme di Oms Europa e cosa fare

“Continuo a chiedere ai Paesi di riconoscere il problema del Long Covid e investire nella ricerca necessaria per rispondere alla pandemia ‘ombra’”, sostiene Kluge.  

A causa della continua evoluzione del coronavirus Sars-CoV-2, fa notare l’esperto, “si stanno verificando reinfezioni”, contagi ripetuti, “e ogni nuova infezione potrebbe portare al Long Covid.

E’ necessario fare molto di più per stabilire le ‘best practice’ per il rilevamento di questi casi, il trattamento e la riabilitazione dei pazienti affetti da Long Covid”, esorta il direttore di Oms Europa.

Il caso del Regno Unito

 “Facendo dilagare il virus incontrollato, il Regno Unito ha registrato un terrificante record di 80.000 persone non più abili al lavoro a causa del Long Covid, oltre ai costi umani i costi economici sono altissimi.

Crazy”, segnala su Twitter Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza, e professore di Igiene all’Università Cattolica.

E anche Kluge, in effetti, cita il caso della Gran Bretagna, dove “si stima che 2 milioni di persone il 3% della popolazione soffrano da tempo di Covid”.

Long Covid, i sintomi

Secondo il portale dell’Istituto superiore di Sanità, a livello generale i sintomi del Long Covid sono fatica persistente, stanchezza eccessiva, debolezza muscolare, dolori diffusi e peggioramento dello stato di salute percepito.

Ma possono protrarsi anche sintomi respiratori come dispnea, tosse persistente e diminuzione della capacità di espansione della gabbia toracica.

Infine ci sono i sintomi cardiovascolari: Senso di oppressione e dolore al petto, tachicardia e palpitazioni al minimo sforzo, aritmie e variazione della pressione arteriosa

Long Covid: ne soffre un paziente su tre

Secondo l’Oms il Long Covid ufficialmente definito “post Covid-19 condition” comporta una condizione di persistenza di segni e sintomi che continuano o si sviluppano oltre le 12 settimane dal termine della fase più grave della malattia. 

Tosse persistente, difficoltà a respirare, stanchezza o debolezza muscolare: questi i sintomi più comuni associati al Covid, anche a guarigione avvenuta. 

Che il Long-Covid possa accompagnare anche persone che hanno avuto soltanto la febbre, la tosse e un pò di spossatezza non è da escludere. Secondo le stime, infatti, a soffrirne è un paziente su tre. 

L’unità di Day Hospital della Fondazione Policlinico Universitaria Agostino Gemelli di Roma che segue i pazienti con Covid in fase post-acuta, in uno studio condotto su 658 pazienti, ha osservato una correlazione diretta tra incremento del rischio di disfunzione endoteliale e severità dell’infezione da Covid. In particolare, i soggetti ospedalizzati per Covid hanno mostrato un’alterata funzione endoteliale tre mesi dopo la fase acuta con una compromissione della funzione polmonare.

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