“Contaminata”


Contaminata 2 - Copia

A Luzzara in Piazza Tedeschi 30 km da Reggio Emilia, il 29 giugno 2016 quarto appuntamento nell’ambito della rassegna “A due passi dal teatro” seconda edizione è andata in scena “Contaminata” con: Alessandra Pavoni, Silvia Scotti, Angela Monaco, Livia Bonetti – Regia di: Fadia Bassmaji – Sinonimia.

Ringrazio vivamente Fadia Bassmaji direttore artistico Sinonimia Teatro Cultura Bellezza, per l’onore di fotografare la rassegna “A due passi dal teatro”.

Lo spettacolo si ispira liberamente alla commedia “Anna Cappelli” di Annibale Ruccello.
L’amore rappresenta il bisogno e la capacità di trascendere noi stessi e, insieme ad un altro, creare una realtà nuova.

Talvolta, tuttavia, quando si altera l’equilibrio relazionale l’amore può trasformarsi in una gabbia senza uscita e, sfiorando la patologia, condurre alla dipendenza affettiva: la presenza o assenza dell’altro non è più una libera scelta ma è vissuta come una questione di vita o di morte, una situazione paradossale in cui non si può vivere né con né senza l’altro.

Quello della dipendenza affettiva è il tema che lo spettacolo, con toni leggeri, vuole sviscerare nelle sue molteplici forme e sentimenti, spesso addotte quali scuse dietro cui si celano insicurezze, bisogni, illusioni, follie.

TRAMA
“Ognuno di noi è dipendente in qualche misura dagli altri, tutti noi abbiamo bisogno di approvazione, empatia, di conferme e ammirazione da parte degli altri, per sostenerci e per regolare la nostra autostima. La vera indipendenza non è né possibile né auspicabile. Ma la dipendenza affettiva può raggiungere una forma così estrema da diventare patologica.

Contaminata 3 - CopiaQuattro donne sulla scena e attorno un piccolo mondo, finto e irraggiungibile, un ampliamento di certe riviste patinate che trattano di vintage: un paradiso femminile a prima vista di tendenza, poi via via vistosamente in decadenza.

Loro, quattro figurine anni 50 che rappresentano la stessa donna in quattro sfumature di un femminile in cerca di se stesso, costrette a stare insieme, disperatamente arrabattato nel confronto, nell’emancipazione, nel sentirsi immune dal bisogno di piacere, attrarre, sedurre, accogliere, curare.

La cura, predispone che il centro del proprio universo sia l’altro, necessita che l’altro determini tempi e spazi, bisogni e dunque parliamo di un femminile fuori da sé, in balia di stimoli, risposte, comandi.

E’ sottile la confusione che si crea quando una relazione diventa dipendenza: mascheriamo di solidarietà, compassione, aiuto, sostegno, Amore una relazione difatti esiste solo per bisogno.

Ci leghiamo patologicamente all’idea che senza quella relazione non esistiamo e per questo la dobbiamo mantenere a ogni costo, senza permettere che muti, che si adatti a nuove esigenze, che finisca.

Le conseguenze di tutto ciò possono essere distruttive al punto che la donna, scambiando l’amore per possesso e la relazione di coppia come l’unica possibilità di riscatto, s’illuda di poter sopraffare l’abbandono e rinuncia alla sua stessa vita in un atto di cannibalismo che, attraverso acidi succhi gastrici e divampante fuoco, annienta per sempre il dolore orticante causato da una insopportabile separazione.

Il ritmo dello spettacolo, il quale può sembrare una tragedia, condurrà in realtà lo spettatore a sorridere dì queste donne che si affannano alla ricerca di uno spicchio d’amore e attraverso un patto d’intensa tenerezza imparerà a conoscerle e a riconoscere la follia insita in ognuno di noi.

LO SPETTACOLO – NOTE DI REGIA
Io donna del ventunesimo secolo, educata da una madre travolta dalle rivolte femministe e istruita a sua volta da una madre “balia, nutrice, moglie”, sento fortemente in me la scissione, il cortocircuito interiore, del sentirmi autonoma.

Essere in piena possibilità e capacità di mettere me al centro, come donna e come essere umano, e non dipendere da uomo o donna che sia, che più di me abbia il diritto di scegliere, per me, di determinarmi.

Eppure spostare il baricentro che alimenta decisioni, ragionamenti, analisi e scelte è facilissimo; un soffio provocato dall’ingresso in campo di una relazione, di un altro individuo che minaccia questo equilibrio tremendamente fragile, che lo mina, lo aggira, lo sbriciola giorno dopo giorno e si conquista il trono del potere delegittimando il sovrano in carica.

Annibale Ruccello 2L’amore per il testo “Anna Cappelli” di Annibale Ruccello è insito in me da molto tempo, ma soltanto poco tempo fa mi resi conto di come questo monologo potesse parlare del tema che mi interessava sviscerare, così nel febbraio del 2012 chiesi a Francesca di affiancarmi in questa sfida, partire da li, dalle parole di Annibale, così teneramente crude e per certi versi patologicamente dirette per costruire un nuovo testo corale dove Anna si frammentava in quattro, come le quattro pareti di una stanza prigione, che identifica e allo stesso tempo toglie l’aria.

Io esisto se l’altro lo conferma, quindi soltanto nella misura in cui c’è anche l’altro. Da una parte domina la spinta propulsiva al volersi mettere in relazione, ma se questa dovesse eccedere, potrebbe rendere così folli da annientare l’altro e se stessi.

Con questo spettacolo vogliamo indagare quel limite tra la sanità di questa realtà e la patologia che si manifesta quando pur di non perdere l’altro lo si distrugge.

maria consagra 2Il metodo che utilizzeremo è quello di Maria Consagra che proviene dallo studio del movimento Laban applicato al teatro: dal corpo si arriva a creare un personaggio, attraversando le qualità di energia del movimento per studiare come il movimento del corpo può esser mosso dalle caratteristiche mentali e psicologiche di chi lo produce e come il corpo e il suo movimento, determinano una voce o una tendenza nella relazione con il mondo esterno.

Lo scopo del lavoro è allenare il corpo a essere vivo e rispondere dunque con onestà e verità a un immaginario che in questo caso è dato da un testo predefinito, l’obiettivo è ampliare la ricerca sul personaggio e sulle sue sfaccettature inserendolo in un contesto di realtà “rubando” dalle esperienze, conoscenze, attitudini ciò che può arricchire la riflessione attorno allo spettacolo e la sua costruzione.

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“Contaminata

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“A DUE PASSI DAL TEATRO”

Una rassegna promossa da: Fondazione un paese
Direzione artistica: Fadia Bassmaji – Sinonimia Teatro Cultura Bellezza
Con patrocinio: Comune di Luzzara – Assessorato alla Cultura
Con il sostegno di: Sabar srl e Conad Luzzara

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PROSSIMO EVENTO
 06 luglio 2016

“ENERGIA TANGO”

con Crescenza Guarnieri e Rossana Capasso dj

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